AGI) - Roma, 10 feb. - Il giorno dopo la morte di Eluana
Englaro, lo scontro politico è sceso di mezzo tono ma ancora
non si è placato.
Il Senato ha approvato una mozione del Pdl che imepgna il
governo sul principio "che l'alimentazione e l'idratazione non
possono in alcun caso essere negate da chi assiste soggetti non
in grado di provvedere a sè stessi". Il testo ha raccolto
sostegni anche dal Pd e in particolare, sul dispositivo, da
Francesco Rutelli. Respinte invece le mozoni del Pd, che
chiedeva di lasciare a ognuno la libertà di indicare nel
testamento biologico la richiesta di staccare il sondino, e
dell'Idv che si richiamava alla Costituzione che garantisce
libertà di cura.
Il Senato ha promesso già ieri di approvare una legge
sulla fine vita in due settimana e stamani la Camera si è
ugualmente impegnata ad accelerare al massimo i tempi
dell'esame, non appena riceverà un testo da Palazzo Madama.
E davanti al clamore sulla fine di Eluana, oggi si sono
moltiplicati gli appelli alla riflessione e al silenzio. Il
presidente della Repubblica ha espresso l'auspicio che la
vicenda di Eluana "possa divenire spunto per una riflessione
comune".
Anche dal sottosegretario Gianni Letta, al Quirinale per
una cerimonia con Napolitano, è arrivata una richiesta di
abbassare i toni: "Oggi è una giornata triste, di dolore.
Forse il silenzio avrebbe reso più forte anche la celebrazione
del ricordo", ha detto quasi con le stesse parole usate ieri
sera dal capo dello Stato.
Maurizio Gasparri, che ieri sera aveva duramente attaccato
Napolitano e per questo era stato bacchettato da Fini, oggi ha
fatto parzialmente ammenda. "Non ho offeso nessuno", ha
assicurato il capogruppo del Pdl rispondendo ai giornalisti al
Senato, "se le istituzioni si ritengono offese, me ne scuso".
Tuttavia, in mattinata ha difeso la sua posizione: "Credo che
esprimere con coraggio i propri convincimenti sia un dovere per
chi sta in politica", ha detto in una nota.
Sul botta e risposta di ieri tra Fini e Gasparri, il
ministro per le Politiche europee Andrea Ronchi ha negato
tensioni in Alleanza Nazionale: "Questo partito non è una
caserma, ma un partito forte, libero, dove possono coesistere
tante diverse culture", ha detto.(AGI)
AGI) - Trieste, 10 feb. - Anche a Udine il giorno dopo la
morte di Eluana è segnato da un'intensa attività di
magistrati, inquirenti e medici legali mentre sono attesi nel
pomeriggio i coniugi Englaro.
Per Beniamino Deidda, Procuratore Generale presso la corte
d'appello di Trieste "per ora non c'è nessuna ipotesi di
reato; Deidda comunque conferma l'autopsia sul cadavere che
verrà effettuata già oggi. "Siamo alla routine" precisa ai
giornalisti. Poi aggiunge: "Credo davvero che questo sia il
momento della meditazione e del rispetto della famiglia". Il
Procuratore della Repubblica di Udine, Antonio Biancardi, ha
disposto questa mattina l'autopsia sul cadavere per accertarne
le cause della morte. L'incarico è stato conferito
all'anatomopatologo Carlo Moreschi, che per il momento non
avrebbe ancora deciso il luogo dove si svolgerà l'esame
autoptico. Il corpo di Eluana si trova ancora nella casa di
riposo dove è morta ieri sera alle 20. Intanto sono attesi tra
qualche ora i coniugi Englaro che daranno l'ultimo saluto alla
figlia nella casa di riposo 'La Quietè. Nulla ancora, invece,
è stato deciso sulla sepoltura di Eluana a Paluzza (Udine),
paese d'origine della famiglia. "Non ho preso accordi con
Beppino Englaro - fa sapere il parroco don Tarcisio Puntel -.
L'ultima volta che ho sentito Beppino al telefono è stata la
scorsa settimana e con lui ho parlato di Eluana come fosse
viva". Pure il sindaco di Paluzza Aulo Maieron ha detto di non
sapere "se Beppino vorrà ancora portare sua figlia a Paluzza".
"Gli zii sicuramente lo vorrebbero", assicura il parroco. Anche
per quanto riguarda i funerali si presume che Beppino Englaro
li voglia far svolgere a Paluzza (comune di 2.600 abitanti, con
1.460 case) in forma riservata. Ma per il momento - è stato
detto - è solo una ipotesi. Ines Domenicali, presidente della
casa di riposo 'La Quietè di Udine ha detto oggi di non essere
"assolutamente pentita, ho operato nella legalità oltre che
nel rispetto di questa famiglia che ha sofferto per 17 anni".
"Questa scelta - ha proseguito Domenicali riferendosi
all'accoglimento di Eluana nella struttura - è stata dettata
dalla mia coscienza, dall'immedesimazione nel dramma della
famiglia Englaro".(AGI)