Nella sua convincente e generosa autoironia il ministro dell’Economia, il professor Giulio Tremonti, ha convocato per domani un appuntamento da non perdere almeno sotto il profilo linguistico: il Credit & Liquidity Day. A occhio nudo il significato della cosa va collegato al fatto che le banche non danno credito (credit) alle imprese, cosicché la liquidità (liquidity) monetaria scarseggia e al giorno (day) d’oggi questa mancanza di liquidità (liquidity) rende complessa la ripresa economica affidata alle imprese. Bene, tutto giusto. Il punto autoironico (autoironical) della questione è che da parecchio tempo il ministro dell'Economia ci spiega che la salvezza delle banche italiane (Italian) risiede nel fatto che in queste summentovate benedette banche non si parla inglese. Questa mancanza di inglesità, che a un provinciale forse potrebbe apparire un difetto, invece le ha rese immuni da tutti i guai della finanza globale (la vecchia cara global finance).
Ora noi speriamo che essendoci salvati dalla banalità dell'esterofilia bancaria, da oggi si possa finalmente gioire in un trascinante Tremonti pride, fatto di definizioni allegre, gioiose e anche - ove possibile - internazionali. E se sono inglesi, a questo punto, ben vengano. Non ci chiudiamo in noi stessi. Tremonti, d'altra parte, aveva già inventato il bond firmato da lui stesso (Tremonti), poi un legal standard, una social card per chi non se la passa bene, e infine - d’intesa con l’Acri, l’Abi e la Cdp (acronimi italiani su cui non ci va di perdere tempo con le traduzioni perché il tempo è liquidity) - ha inventato anche un bellissimo programma di social housing, che è una cosa tipo la musica che andava di moda qualche anno fa, ma molto più social.
martedì, 3 marzo 2009
commenti dei lettori
1 commento presente
Oliviero Carugo
04 mar 2009 09:36
welcome three-mountains!!
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