Che cavolo ci faccio col tetra pack? di Chicco Testa
Credo di capire come si senta Rina Gagliardi, che ne ha scritto ieri sul Riformista, di fronte alle orribili complicazioni della raccolta differenziata a Trastevere.
Più o meno come un boy scout, che in un campo estivo compulsi il catechismo per scoprire cosa può fare con quella compagna carina che gli piace tanto. Niente baci con la lingua, niente petting e tanto meno rapporti sessuali. Fatti due conti non può che decidere di buttare a mare il catechismo e dedicarsi alla compagna carina. Per il boy scout il tradimento è nei confronti del catechismo. Per Rina nei confronti del “politically correct”, che le dovrebbe fare amare la raccolta differenziata.
Abito anch'io a Trastevere e mi sono sentito un perfetto imbecille di fronte alle istruzioni affisse sul portone del mio stabile. Incomprensibili. Più un certo senso di colpa: possibile che dopo anni e anni di studi sull'argomento alla prova pratica mi dimostrassi un'incompetente? Per fortuna esco presto la mattina e quindi mi capita di incontrare gentili signore in vestaglia, che bestemmiando come antiche popolane depositano sul marciapiede i sacchetti richiesti. Scambio qualche opinione, non vi dico con quali espressioni, e ci lasciamo scuotendo la testa come Spalletti dopo il rigore su Ballottelli. Una signora mi ha detto che sua figlia undicenne con la quale cercava di collocare i rifiuti domestici negli appositi contenitori a un certo punto le ha detto: «Mamma, ti lascio sola. Preferisco andare di là a fare i compiti di matematica». Come se non bastasse vengo invitato a “Very Victoria”, la divertente trasmissione di Mtv condotta con garbo da Victoria Cabello, la quale pensa bene di organizzarmi lo scherzo di farmi fare una raccolta differenziata davanti alle telecamere, sotto l'occhiuta sorveglianza di un funzionario della milanese azienda di nettezza urbana. Secondo i miei amici me la sono cavata bene.
Segue a pagina 4
giovedì, 5 marzo 2009
commenti dei lettori
14 commenti presenti
pino
07 mar 2009 16:33
forse che dalla teoria ( raccolta differenziata) alla pratica (fare la raccolta differenziata) c'è una leggera differenza, o forse come al solito a parole tutti/e ambiente/social/politico corretto, ma poi a fatti è un problema per gli altri
jacopo
07 mar 2009 14:53
chissà...forse nel riformista stanno approntando un intero inserto sulla raccolta differenziata...poi pontificano...
Candido M.C.
07 mar 2009 12:26
Tre osservazioni. Innanzitutto, come si fa a prendere per buone le garanzie sul nuovo nucleare del “convertito” Testa quando non riesce a capire come si fa la raccolta differenziata? Poi, cumulando le sue osservazioni e quelle della Gagliardi si potrebbe rivalutare non il vecchio spazzino, ma il vecchio Mao: a certi “intellettuali progressisti” qualche anno di lavoro nei campi farebbe solo bene, alla salute fisica e a quella mentale.
gio
07 mar 2009 08:09
Anche in commento al fondo di Sonia Oranges nel giornale di oggi: in alcuni paesi veneti - non per niente sempre tra i primi posti nella classifica dei comuni Ricicloni di Legambiente - la raccolta differenziata si fa da una decina d'anni. "Paro paro" alla vostra, come dite voi a Roma. Lungi da me apparire campanilista (o peggio, razzista), ma "quando ce vo' ce vo'".
E comunque, a meno che tu non sia donna, impossibile che ti dimostri "un'incompetente".
P.s.: mia madre, a distanza di anni, tiene ancora il calendario appeso in cucina (nascosto nell'anta di un armadietto). Sia mai che si scordi che il giovedì raccolgono il vetro...
Felice
07 mar 2009 07:32
I politici di sinistra predicano sempre bene quando si tratta di far fare qualcosa agli altri.
Quando tocca loro, purtroppo, razzolano con molta difficolta', si lamentano, cadono in depressione.
E questo anche nelle piccole incombenze della vita quotidiana...
franco s.
06 mar 2009 20:21
i soldi che girano dietro la costruzione degli inceneritori ed il nucleare sono tanti, opporsi ad essi è abbastanza difficile, anzitutto perché questi posseggono i media...
Matt.ud
06 mar 2009 19:40
Complimenti per l'articolo, veramente carino. Mi ha fatto venire in mente per un attimo Underworld, il romanzo di don De Lillo, il cui protagonista è un manager dei rifiuti consapevole che il suo è il vero business del futuro, e la sua deformazione professionale è tale da bloccarlo nell'acquisto di cose i cui imballaggi non siano facilmente "differenziabili".
E poi il filotto "di sinistra" di cui lei scrive: differenziata-bio-slow-bici è un modo di pensare un po', come dire, "di maniera" con cui, confermo, mi scontro molto spesso. Trovo che sia il retaggio di un passato duro a passare e veramente duro da sostenere per chi è sì di sinistra, ma non in quel senso lì.
rosaria
06 mar 2009 12:37
A Rina gagliardi e Chicco Testa
Avete a disposizione la prima pagina di un quotidiano e invece di chiarire le questioni vi baloccate con battute pseudo ironiche e lamentele fatue!
E meno male che vi ritenete degli intellettuali!!
Rose
rose
06 mar 2009 12:19
Avete a disposizione la prima pagina di un quotidiano e invece di chiarire le questioni vi baloccate con battutine pseudo ironiche e con fatue lamentele!!
Ma andate a spasso invece di imbrattare carta inutilmente che magari poi non sapete dove mettere!
rose
Champ
06 mar 2009 11:17
Premessa (Chicco, si fa per scherzare... :-) )
La prima reazione che ho avuto leggendo l’articolo è stata quella seria: io - se fossero veri i casi da lui riportati (e non ho ragione di dubitarne) - farei una battaglia per migliorare l’efficacia della raccolta, non per abolirla. Poi ho deciso di andare più a fondo e indagare sulle ragioni di una simile presa di posizione e mi sono accorto di una frase che alla prima lettura era passata inosservata. “Abito anch’io a Trastevere e mi sono sentito un perfetto imbecille di fronte alle istruzioni affisse sul portone del mio stabile. Incomprensibili”. E allora ho capito. La complicata raccolta differenziata al quale il Nostro è sottoposto lo ha portato ad una crisi di rigetto, ad una voglia di disobbedienza civile. Poi - da persona intelligente quale è - Testa si è reso conto che la sua sarebbe stata la più classica delle reazioni NIMBY(acronimo inglese per “fatelo ovunque, ma non sotto casa mia”) che a lui (e a me) tanto danno l’orticaria. E allora me lo vedo che prima abbozza un “la contraddizione è in seno al popolo” e poi pensa: “potrei sempre sostenere che il problema non è la raccolta differenziata sotto casa mia, ma la raccolta differenziata tout court… magari funziona”.
luciano mancinelli
06 mar 2009 10:17
Visto che non sono riuscito a mandare un mio suggerimento-mail al ministero, provo ad arrivarci con il vs. aiuto.
Uniformare con una legge : dai colori dei cassonetti (banalità?) alle tipologie dei rifiuti e poi costringere le aziende a ridurre gl'imballaggi, indicando con stampa ben visibile la destinazione del rifiuto ( qualcosa inizia a fare la Coop?).
Anche in Europa non c'è omogeneità visto, ad esempio, che in Germania da decenni separano i 3 colori del vetro!
Fortza Paris
06 mar 2009 09:19
Anch'io, la mia famiglia, il mio comune e la mia regione fanno la differenziata, abbiamo fatto tanto in Sardegna e ora saremo al passo coi migliori, i contrari dicevano "mica i sardi sono come i trentini", invece ad es. nel mio comune tra un anno siamo al loro passo. C'è voluto poco tempo per abituarci e ora è una cosa banalissima, da paese civile, incivile è avere cassonetti nauseabondi e pensare di risolvere la questione bruciando tutto o peggio sotterrando tutto. La signora non avrebbe dovuto sprecare una biro per scrivere castronerie, alimentando il bisogno dei minchioni di buttare i rifiuti per strada o in campagna.
Baccaal
06 mar 2009 09:18
La cagnetta Lilli (ed. 6/3 di LIBERO) e il Sottosegretario ai Beni Culturali (CORSERA ROMA) hanno qualcosa in comune: entrambi riescono facilmente nella raccolta differenziata. Solo che la prima lo fa senza leggere il libretto delle istruzioni...quando si parla di Cultura!
Midode
05 mar 2009 21:58
Egregio signor Testa, convivo con la raccolta differenziata da più di 4 anni e sono ancora viva.
Nel mio Comune abbiamo l'umido, la plastica (bottiglie di plastica con reticelle dei limoni, tetrapack e alluminio), la carta (con cartone e cartoncino), il vetro, il "secco" (vale a dire tutto quello che non si può mettere nei predetti rifiuti) ed un bidone a parte per il "verde" dei giardini. Basta un pochino di attenzione ed il tutto funziona. Un mese fa ho ricevuto la fattura relativa ai rifiuti e ho avuto la piacevole sorpresa di trovarla inferiore di 3 € a quella dello scorso anno. E sa perché? Stiamo migliorando di anno in anno e l'utente viene premiato pagando di meno.
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Lussana: Cooperative sotto controllo dei Comuni soggette al fisco