Libri, finalmente una classifica di qualità Ma perché i vincitori sono anche giurati? di Luca Mastrantonio
Conflitto di interessi. Buona l'idea di una risposta alla top ten commerciale. Ma c'è un cortocircuito.
È possibile trovare una terza via tra le classifiche di vendita dei libri e i premi letterari? Qualcosa che non si limiti a fotografare, e influenzare conformando, i gusti dei lettori comuni e, allo stesso tempo, non proietti sul mercato un prestigio letterario generato da logiche di potere editoriale? Qualcuno ci ha sta provando, mettendo assieme un premio letterario, Dedalus, e un festival di letteratura, Pordenonelegge. Sono stati scelti 100 Grandi lettori per compilare una (trina) classifica di qualità che si vuole opporre a quelle di quantità, cioè le classifiche di vendita che campeggiano nei giornali come le pagine della Borsa. Con tanto di indicazione se il titolo è in salita o in discesa. L’iniziativa è lodevole perché contrasta il pensiero unico mercatista per cui il successo di un libro è l’unico parametro di giudizio. Come se il pregio coincidesse con il prezzo moltiplicato per le copie vendute.
La classifica viene giornata ogni mese, a partire da aprile, sul sito di Pordenonelegge e del premio letterario Dedalus. Da ieri sono noti i primi sette piazzati nelle tre categorie: narrativa, poesia e saggistica (varia). Il lento e antico mondo dei libri sta dunque provando a riformare la sua “rappresentanza”, anticipando un bisogno avvertito anche in altri ambiti, come la tv. L'elettrodomestico più amato dagli italiani, infatti, non riesce a liberarsi dalla dittatura “commerciale” dell'Auditel che annichilisce i programmi di qualità di nicchia. Peccato, però, che il risultato attuale assomigli a una coop letteraria. Non senza pregi, per carità.
Per la narrativa, la vera sorpresa: al primo posto Il tempo materiale di Giorgio Vasta (Minimumfax) con 54 punti, che stacca Orizzonte mobile di Daniele Del Giudice (27), dato per vincitore annunciato allo Strega, e poi Cinacittà di Tommaso Pincio, Stabat Mater di Tiziano Scarpa, Grotteschi e arabeschi di Vitaliano Trevisan e La seperazione del maschio di Francesco Piccolo, tutti titoli Einaudi, mentre al settimo posto, con 16 punti, c'è Dai cancelli di acciaio di Gabriele Frasca, edito da Sossella. Antonio Scurati, l'altro pretendente allo Strega, è solo 23simo con 5 punti, e al bestseller Almeno il cappello di Andrea Vitali solo 2 punti, 44esimo. Come dire, critici ma non snob. Per la poesia, trionfa Mario Benedetti, con Pitture nere su carta (Mondadori), con 71 punti. E il dato che più colpisce è che la poesia di qualità è “maschia”: le poetesse sono solo 6, piazzate anche male, mentre i poeti sono 25, dominanti. Nella saggistica c’è Marco Belpoliti avanti di misura con Il corpo del capo, Guanda, 29 punti, su Valerio Magrelli di La vicevita (Laterza); 27 p.; seguono Nudità di Giorgio Agamben (Nottetempo) 20 p., e poi Berlin di Eraldo Affinati (Rizzoli) e Qualcosa del passato di Raffaele Manica (Gaffi).
Nessuno dei libri in testa alla classifica di qualità compare, tanto per fare una rapida comparazione, nella classifica dell’ultimo numero di TuttoLibri della Stampa. Quindi la funzione “distintiva” è assolta. Ma, unendo il merito al metodo, ci si imbatte in qualcosa di più grosso dei rischi che pure ha rilevato Cordelli sul Corriere di ieri. Per Cordelli il rischio è di un totalitarismo del gusto: chi stabilisce la qualità dei lettori di qualità? Un totalitarismo di sinistra, visto che si contrappone al totalitarismo del mercato e fa delle scelte precise: no alla letteratura di genere, laicità diffusa, antiberlusconismo, autori manifesto militanti (Belpoliti e Moresco, per esempio, che compaiono con più di un libro come Agamben). L'altro rischio, come notato da alcuni internauti sul blog letterario Nazione indiana, è che il premio possa apparire «conventicolare», corporativo, comunitario e/o identitario. Serve chiarezza.
È utile leggere alcuni passi del testo fondativo del premio: l'idea nasce - scrivono gli organizzatori nel comunicato - da Alberto Arbasino che invoca polemicamente un «coefficiente di qualità con cui ordinare delle classifiche, fra i libri, alternative a quelle di vendita». Altrimenti, sarebbe come «se McDonald’s venisse considerato il ristorante migliore». I giurati (tra cui il riformista Stefano Ciavatta, ndr) sono persone «diverse per estrazione, formazione e gusti, come del resto i promotori di questa iniziativa. (...) L’obiettivo era quello di creare un gruppo che fosse rappresentativo dello spazio letterario italiano e della sua varietà conflittuale. L’unica esclusione preventiva riguarda quegli scrittori e quei critici che sono anche, di mestiere, dirigenti di case editrici o responsabili di pagine culturali (...) per non suscitare conflitti di interesse o imbarazzi nelle votazioni».
In realtà, avere direttori editoriali e capicultura avrebbe creato pressioni, non conflitti di interesse. Che, invece, s'impongono all'attenzione degli entusiasti, imbarazzandoli. Belpoliti, presente nella saggistica con tre libri, uno uscito anche nel 2008 (Diario dell’occhio), classifica che guida, è un giurato, come il secondo classificato, MagreIli, e i due al quarto posto, Affinati e Manica. Va meglio per la narrativa, con solo Tiziano Scarpa benpiazzato (quarto) e giurato, Gabriele Frasca idem ma al settimo posto. Per la poesia si bissa in vetta: primo è ancora un giurato, Benedetti, seguito da un altro giurato, Andrea Inglese. Ora, il problema non è che un autore possa votare se stesso - basta aggiungere al regolamento che i giurati non possono concorrere, possono magari autosospendersi – per aggiudicarsi l’euro simbolico che spetta al vincitore. Ma è possibile che i libri migliori siano scritti dai membri della giuria?
giovedì, 9 aprile 2009
commenti dei lettori
1 commento presente
Remo
10 apr 2009 09:08
Mi ricordo la presentazione del libro cazzuto di Veltroni tra i suoi leccapiedi che si autoproclamavano giudici e giudicati in una autocelebrazione demenziale della letteratura chic di sinistra: na cagata pazzesca.
foto del giorno
Lussana: Cooperative sotto controllo dei Comuni soggette al fisco