venerdì, 30 luglio 2010 ore 04:36

Prima pagina

Se Fini riscrive la storia
di Giampaolo Pansa

Un vecchio motto del giornalismo americano recita: nessun articolo deve puzzare di “io l’avevo detto”.

Ma siamo in Italia dove tutti si vantano di qualcosa. E allora anch’io voglio ricordare di essere stato il primo ad accorgersi che Gianfranco Fini aveva vestito i panni della suocera di Silvio Berlusconi.

Cominciando a contraddire tutto quello che il Cavaliere sosteneva.

Si era all’inizio di questa primavera e da allora Fini non ha mai smesso di praticare il suocerismo. Anzi è andato assai più in là. Iniziando un gioco spericolato di smarcamento anche dalle proprie vecchie posizioni. Mostrandosi capace di un revisionismo con mille tigri nel motore, una Ferrari lanciata a trecento all’ora.

Tutto bene, accidenti! Al Bestiario sono sempre piaciuti gli azzardi dei politici. In tanti anni di lavoro, da cronista senza Ferrari della prima e poi della seconda Repubblica, ne ho visti e raccontati parecchi. E li ho sempre giudicati positivi, purché rispettassero un limite invalicabile. Quello di non passare dal revisionismo personale a uno più generale, con la pretesa di cambiare le carte in tavola della storia italiana.

Ma adesso ho l’impressione che Fini stia facendo proprio questo. Mercoledì scorso, nel partecipare a una commemorazione di Enrico Berlinguer tenutasi alla Camera dei deputati, ha pronunciato parole impegnative sulla figura del segretario del Pci. Magnificando «l’insegnamento di un leader di partito capace di guardare al di là degli interessi di parte». Un leader che per primo aveva posto il problema della «questione morale» e della «diversità comunista». E proprio «nel momento in cui si manifestavano le prime crepe nel rapporto di fiducia tra la politica e la società».

Ma era così Berlinguer? Non mi sembra. Penso di averlo conosciuto bene. Per le tante interviste che gli ho fatto, per i resoconti dei congressi dove veniva rieletto di continuo, per lo studio accurato del suo lavoro da segretario. Re Enrico era una delle figure che, in quel tempo, un cronista politico aveva l’obbligo di seguire giorno dopo giorno. Se voleva essere pronto a scriverne quando il giornale gli comandava di farlo.

Berlinguer era un monaco della politica, il dittatore del partito, un curatore inflessibile degli interessi del Pci, una grande chiesa che per lui veniva prima di ogni altra cosa. Al contrario di quel che oggi pensa Fini, erano proprio gli interessi di parte il suo primo obiettivo. Se non fosse stato così, Berlinguer non si sarebbe limitato agli “strappi” che di tanto in tanto faceva. Ma avrebbe rovesciato il corso politico del partito. Portandolo fuori dal ghetto comunista, per arrivare nel campo delle socialdemocrazie europee. Sotto questo punto di vista, per re Enrico “zero tituli”, come si usa dire oggi.

Lo stesso accadde per la questione morale e per la diversità comunista. Il Pci di Berlinguer era uguale a tutti gli altri partiti. Con la differenza che i finanziamenti illeciti arrivavano per intero alle Botteghe Oscure e non nelle tasche di qualche dirigente. Ma le tangenti c’erano. Anche il Pci le pretendeva e le incassava. Così come esistevano i fondi neri in dollari, versati ogni anno da Mosca.

Forse Fini ha dimenticato le storie che emersero al tempo di Mani Pulite. I dirigenti comunisti arrestati dalle procure di Milano e di altre città. La saga del “compagno G”, ossia del Greganti, uno di quelli che non hanno mai parlato se non per dirsi estranei alla raccolta mazzettara. Se non ricordo male, finì in cella anche il tesoriere del partito. Per arrivare dal dramma del povero Achille Occhetto, alle prese con le tangenti incassate dai dirigenti milanesi.

La rammento bene quest’ultima vicenda. Baffo di Ferro fu costretto a correre a Milano per fronteggiare due assemblee roventi di compagni di base. Angosciato, sostenne di non sapere nulla delle tangenti ambrosiane. Ma i giornali non mollarono la presa. Era il 1992 e arrivò la Festa nazionale dell’Unità a Reggio Emilia. In un dibattito sostenni che Occhetto doveva dimettersi da segretario del Pci. Se era vero che non sapeva, era un leader fasullo. Se mentiva, era un leader bugiardo.

Dopo aver saputo che il pubblico della Festa aveva applaudito quel provocatore di Pansa, scoppiò il finimondo. Occhetto giurò che non sarebbe più andato a Reggio per concludere la kermesse nazionale. Lo disse per primo a Piero Fassino, svegliato all’alba da una telefonata furibonda. Ma l’incolpevole Fassino non sapeva niente della bufera reggiana. Per metterci una pezza, Piero e poi D’Alema e infine Veltroni, allora direttore dell’Unità, sudarono sette camicie. E riuscirono ad ammansire l’ira di Achille.

Per questo mi vien da ridere quando sento Fini elogiare la questione morale di Berlinguer e la diversità del Pci. Vorrei ricordare al presidente della Camera che riscrivere la storia è sempre possibile. Ma che bisogna stare molto attenti nel farlo. Il revisionismo piace a me quanto a lui. Tuttavia, per praticarlo senza il rischio di scivolare, occorre misurare bene il passo. E avere solide basi culturali.

Non m’illudo che Fini segua il mio consiglio. Lui si muove secondo un progetto politico preciso: liberarsi di Silvio Berlusconi, ormai considerato un morto che cammina. Al di là di questa prima mossa, tutto è ancora da decidere. Un governo tecnico al posto di quello attuale? Un governo di unità nazionale, guidato dal presidente della Camera? Non lo so. Quando un big della casta partitica riscrive la storia a proprio uso e consumo, può accadere davvero di tutto.

sabato, 13 giugno 2009

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commenti dei lettori

62 commenti presenti

Schiatti Vittorio

16 giu 2009 09:25

Sembrerebbe stupido commentare i commenti, ma mi sento di dirlo. Perchè tanta acrimonia verso Pansa ? Ha fatto lo sbaglio di commentare Berlinguer forse? A tutti spiace perdere degli eroi, ma, forse, non erano poi così eroici. E che Berlinguer fosse la vestale del Comunismo mi pare ragionevole. Nessun segretario di partito comunista prima di lui e fino a lui poteva permettersi qualcosa di diverso. Adagio con i giudizi.

mario p

16 giu 2009 05:13

Grazie, signor Giampaolo.

Lupo Rex

15 giu 2009 23:57

Tanto per dire chi è Fini, è quello che ha affermato "Berlusconi non mi ha sdoganato". Falso. Io quel giorno all'inaugurazione del supermarket "Gran Reno" c'ero: fu in quell'occasione che Berlusconi sdoganò Fini, dandogli una credibilità che non aveva. Vado veloce ed arrivo ad oggi: Fini è presidente della Camera perchè così ha voluto Berlusconi. Fini morde la mano amica, ma non arriverà da nessuna parte. Fini è la conferma del detto "Mai bel gesto restò impunito". Berlusconi paghi e impari. Che fini e Casini sono due magliari lo hanno capito tutti. Nessuno vota per loro, al massimo li votano "contro Berlusconi". Da lì non nescono e quando Berlusconi non ci sarà più, loro finiranno come hanno cominciato: il nulla. Parlano tanto di libertà, ma il loro concetto di libertà è ovunque ci siano molte ghiande. LUPO REX

Agnese Antognozzi

15 giu 2009 23:22

Gent.mo Pansa, non entrerò nel merito delle sue opinioni. Sono appunto opinioni. Rimango invece basito a sapere che Lei per scrivere un libro ci impiega un mese. Allora mi chiedo quanto siamo caduti in basso cara Pansa. Da un punto di vista metodologico i suoi libri non sono ne carne ne pesce. Vorrebbero essere dei saggi storici? Non lo sono. Non c'è uno straccio di riferimento bibliografico, Vorrebbero essere dei saggi giornalistici, beh mi creda cade nel vacuum, nella chiacchiera. Scrivere di storia comporta impegno..ma in fondo Lei è anche lo specchio di questa Università massonica-cattolica-aziendalistica-sinistrorsa (una sintesi micidiale) che porta ragazzi a scrivere tesine copiando d Internet. Mi creda Pansa la prossima volta che crive un libro si ritiri per un pò di anni, frequenti le Biblioteche e soprattutto faccia riferimenti bibliografici. Il Mal di Pansa è ormai un virus: veda il libro di Luca Telese , altro chiacchierone erudito che addirittura teorizza la mancanza di riferimenti e note. Pansa , Lei ha una certa età se lo può permettere. Lasci stare la cronaca, si occupi di storia, si chiuda per dieci anni come ho fatto io per scrivere una monograffia sul settecento sardo. Auguri.

corrado

15 giu 2009 23:11

x marcom - guarda che sei già alla quarta canna,poi vedi il maestro che cammina sulle aque!

gianni solazzo

15 giu 2009 23:08

leggendo i commenti indignati di molti adoratori di berlinguer vorrei aggiungere che numerose critiche al mitico segretario sono state rivolte da fassino e da altri esponenti del PD. ma il culto della personalità mascherato da passione è sempre in agguato.

dexter

15 giu 2009 23:08

berlinguer ha sempre fatto a mezzo del malloppo con quelli che accusava d'essere corrotti.Cos'era il compromesso storico se non la spartizione del bottino.Che poi i comunisti,ex-comunisti,ormai ex di tutto,vengano a parlare di moralità è una minchiata a cui non crede nemmeno paperino.

gianni solazzo

15 giu 2009 23:02

pansa ha ragione su berlinguer. fini s'è ammalato di "arcocostituzionalimso." comunque sempre meglio che fascista. è bello che uno juventino come pansa faccia suo lo slogan degli interisti: ZERU TITULI!!!

mimmo margariti

15 giu 2009 22:56

Bravo Ferdinando Carretta, la classe non è acqua. Però ti devo confessare che pur non avendo idee simili alle tue non mi sento uno stupido come tu pensi. Cordialità

anna

15 giu 2009 22:52

grande Pansa! Io ero una tesserata di AN, ora sono una NAUSEATA ,ke ha ,da qualke anno tagliato il cordone ombelicale con questo personaggio. Continui a scrivere, è un onore x me leggere tutto cio' ke pubblica. Con affetto ,Anna ps grazie x i suoi ultimi libri !

Armando D'Asdia

15 giu 2009 20:05

Non credevo che avrei mai parteggiato per Fini contro Pansa: davvero viviamo tempi grami...

corrado

15 giu 2009 19:11

1-scusate il fuori tema,ma andate sul blog di beppe grillo,c'è una certa zoccola mary che li prende per i fondelli in modo esilarante.Troppo divertente. 2- Qua di nuovi governi non se ne fanno.Il popolo ha votato e se si vuol cambiare il suo volere si va alle elezioni. Se fanno altre cose è un golpe e ai golpe si reagisce con le armi.Vogliono una guerra civile,l'avranno.A metodi comunisti si risponde con gli stessi metodi,Stanno facendo un gioco molto pericoloso e il nord non se ne starà con le mani in mano.Ora basta con la fogna di Repubblica,con le uscite da matto di d'alema.Nessun giochetto può sovvertire il giudizio popolare.Ci provino e se accorgeranno.Pansa,lei vede giusto,accadrà di tutto ,ma finalmente potremo impiccarne qualcuno.Eccessivo? No,stavolta questi trucchi non riusciranno e fini stia molto attento

alvio valentini

15 giu 2009 18:57

Fini mi fa schifo. Non so come non si vergogna ad esprimersi e a comportarsi come sta fa cendo da quando è stato innalzato a seconda carica dello Stato .Senza Berlusconi lui non era nessuno e nessuno sarebbe diventato.Per fortuna i suoi vecchi amici non se lo filano per niente.

Ferruccio

15 giu 2009 17:53

Oltre ad infangare la memoria di uno dei più grandi, se non il più grande uomo politico italiano, vista la straordinaria portata etica, morale ed intellettuale di Enrico Berlinguer che ha semplicemente interpretato il ruolo del leader politico nel senso di persona che vive ed antepone l'interesse generale a quello personale (il contrario di un personaggio di nome berlusconi), il Suo articolo si caratterizza per saccenza e antistoricità. Io non capisco perchè non chiede di scrivere su "il Giornale", o al limite anche su "libero". Non vedo perchè un lettore che tutto sommato vorrebbe un'alternativa a Berlusconi e per questo compara in ediciola il riformista, oltre che l'espresso, deve essere costretto a sorbirsi i suoi improperi sulla sinistra italiana da berlinguer ai giorni nostri e veder dipinti come opportunisti e tutto sommato non migliori di berlusconi quelli contro quest'ultimo, più o meno apertamente, si schierano (vedi gianfranco fini). Mi aspetto un suo articolo che ci dica con dovizia che tutto sommato gasparri, cicchitto, bondi, vito, alemanno, ronchi, bossi, calderoli, castelli tutto sommato male non sono, anzi meglio di questa sinistra cialtrona e parolaia. Vorrei tanto leggere la recensione - sicuramente dottissima - che l'on. Maurizio Gasparri ha redatto per la trsaposizione cinematografica del suo capolavoro "il sangue dei vinti" cercherò tra gli archivi di libero ovvero del giornale.

Rodolfo

15 giu 2009 17:47

Meno male che c'è lei, Sig. Pansa, così adesso conosciamo un tassello ulteriore della Lettera di Giampaolo agli itialiani. Con l'avanzare dell'età sta dando il meglio, aspettiamo con ansia quando, fra qualche anno scriverà che in realtà il vero Cristo era Barabba, mentre Gesù era solo un deliquente. Finalmente conosceremo per intero la vera storia degli ultimi millenni, travisata da migliaia di storici, in attesa che nascesse il vero profeta: San Giampaolo Pansa.

Claudio

15 giu 2009 17:40

Un analisi ineccepibile quella di Pansa, ma così come a destra esistono i forzaitalioti che venerano incondizionatamente Berlusconi, purtroppo anche a sinistra esistono molti comunisti ex-post o neo che adorano un mitizzato Berlinguer e guai a chi glielo tocca, beh che dire, è difficile discutere con chi non mette mai in discussione i propri dogmi...

Leonardo

15 giu 2009 16:47

Gentile Sig. Pansa, in questo articolo dai toni piuttosto saccenti vedo che si arroga, Lei e solo Lei, le "solide basi culturali" che servirebbero per poter far un Revisionismo di Buona Qualità. Al di là di come la si pensi, è sempre sgradevole sentire qualcuno che si auto-loda, ed è ancora più sgradevole leggerlo. Tanto più se le cose che dice l'Autoincensato, ossia Lei, sono più che discutibili. A darle retta, leggendo quanto ha scritto nel presente articolo, Berlinguer sarebbe stato un meschino politicante attento ai propri miseri interessi di partito: e tutto quel lavoro fatto con Moro, il compromesso storico etc. erano solo interessi del PCI? non c'era una visione globale del futuro dell'Italia di allora? Inoltre, sempre secondo Lei, Berlinguer sarebbe stato dedito a loschi affari con i tangentari, e quindi avrebbe posto la questione morale in perfetta malafede. Sig.Pansa, lei è uomo che dà del pane al pane e del vino al vino: lo dica chiaramente che pensa queste cose di Berlinguer. E' deprimente traccheggiare con frasi più o meno allusive......Dica che Berlinguer era un ipocrita, e non se ne parli più! Vorrei dirle che Berlinguer non è stato quello che Lei ha scritto in questo articolo, e che almeno il merito di aver posto la questione morale con quindici anni di anticipo gli dovrebbe essere ascritto. Forse è quello che Fini voleva dire, voleva semplicemente riconoscere i meriti di una figura fondamentale della storia italiana del dopoguerra; anche se ci rendiamo conto che Fini non ha "basi culturali" sufficienti per poter parlare di queste cose. Ovviamente quelle ce le ha solo Lei.

dario

15 giu 2009 15:47

Bravo,anche per oggi hai fatto una bella pansata,come quando ti tuffavi in acqua.Allora eri giovane e forse un po' piu' piacevole,meno astioso.Ricorda sempre di sciacquarti la bocca quando parli di Berlinguer,sono i vecchi rancorosi come te e Silvio che uccidono il futuro dei giovani facendo terra bruciata della nostra storia.Tu non rimarrai nella storia e nemmeno il tuo padrone.Perche' un pedrone ce l'hai eccome.

Giuseppe

15 giu 2009 14:15

Più che altro il revisionismo è di moda. Piace leggerlo, perché offre molti spunti nuovi per le discussioni al bar o nel salotto con gli amici. Parlare male di chi si era parlato bene per tanto tempo? Una goduria imperdibile. Ma il Dott Pansa teme forse la concorrenza di Fini?

luigi cardone

15 giu 2009 13:57

Quanta arroganza inquesto testo. Una ricostruzione priva di elementi temporali idonei a sostenerla. Una versione della verita presa e scaraventata nel contesto attuale, senza approfondimento e senza memoria (si ricorda caro pansa le posizioni di napolitano e il superamento di quella posizione non senza dissapori). La questione nel PCi c'era ed è stata addirittura mozione congressuale. Altra storia quella che Lei racconta. Faccia la cortesia di raccontarla ai suoi nipotini nel salotto di casa, e non a chi ha ragione ed argomenti per smentirla, compreso Fini. leggo da troppo tempo suoi articoli in cui la causa petendi non è il fatto quanto la conferma delle sue stesse tesi. Lei parla di se a se. per il resto .... quale resto ?

Apo

15 giu 2009 13:51

Fini ? un lider fallito, diventato populista,trasformista ed egocentrico. Parlo io che nel recente passato l'ho sempre votato.In politica una direttiva bisogna averla.La sua è una politica che mira solo ad acquisire consensi personali, dando una botta a destra ed una a sinistra.Soffre la personalità di Berlusconi e per questo sbaglia. Peccato , si è perso per la strada.

Lupo Rexl

15 giu 2009 13:50

Caro Pansa, sicuramente sei stato il primo a intravvedere la "svolta" di Fini ma se leggi qui. http://ag-notizie.blogspot.com/2008/07/fini-e-casini-separati-alla-nascita.html vedi che anch'io ci ero già arrivato. Spero vivamente che gli insulti che ricevi qui sul Riformista tu li considererai autentica medaglie. Ti vengono dalla parte più stupida ed arretrata della sinistra che non contrappone mai una opinione contraria che ti smentisca, cosa che sfugge alla loro cultura ed intelligenza. Qualcuno ha scritto "Solo gli stupidi sollevano pietre che poi ricadono sulla loro testa" Particolare curioso: era un comunista!. Si chiamava Mao Tse Tung e lui i comunisti li conosceva bene! Cordialità. LUPO REX

Luciano

15 giu 2009 12:05

Se Fini considera (...) Berlusconi "un morto che cammina", lei, nella versione più "revisionista senza memoria", sembra già pronto (in anticipo...) a riesumarne la salma. Con grata devozione. P.S. le consiglio di rileggersi tutti i suoi "bestiari" sull'Espresso, dedicati al "berlusca"... si divertirà anche lei per le amemità scritte.

marcom

15 giu 2009 11:59

Parolaio Grigio Rancoroso,penso che tu soffra di sindrome Berlusconiana,sapere che qualunque cosa fai il mondo ride di te.

Castruccio

15 giu 2009 11:58

Fini si sta accreditando per candidarsi alla Presidenza della Repubblica. A me pare talmente ovvio che mi stupisce che nessuno ne parli. Non potrà mai sostituire il Berluska nel PDL perché l'elettorato di centrodestra non ne vuol sapere e il Cav., dopo i gossip, non ha più alcuna chance per il Quirinale. Ha solo bisogno che la legislatura arrivi alla fine e quindi non dovrebbe esagerare troppo.

Fortza Paris

15 giu 2009 10:30

Dai silviettino pansa prenditi una vacanza.

ulisse

15 giu 2009 09:23

ah! se almeno tra voi pansiani e pansisti ci fosse una scarpa degna di essere paragonata...

cento tredici

15 giu 2009 09:18

Come al solito ii Sig. Pansa vede e rivede la storia a suo piacimento (o a quello del suo nuovo idolo)

antonio

15 giu 2009 08:31

che IL sig. Pansa, mi piace, giornalisticamente, sempre di piu'. Perchè la verita piaceo non piace, " E' "'.

ferdinando carretta

15 giu 2009 08:23

ahahah orami pansa sta male quanto berlusconi, ripete sempre le stesse cose, e fa del revisionismo che fini al confronto è la bocca della verità, semmai ne esistesse una. ritirati a vita privata come carlo v e cerca di nn scrivere sempre coi piedi. mi son fatto tante di quelle risate. berlinguer, ma cosa ne sai! le interviste, ebbene? @mimmo margariti, si commenta da sola la tua stupidità, lascia stare, sei lontano dal capire anche solo qualcosa. la fiamma?! dio, crescete. siete troppo grezzi ancora. cercate di studiare. pansa si ritiri, nn ci sta capendo più niente.

mimmo margariti

15 giu 2009 08:13

E' dura eh? cari H.M. e Dante quando qualcuno ci prende per la collottola e ci sbatte col muso davanti uno specchio. E ci fa guardare cose che mai pensavamo potessero essere accadute. Tu chiamale, se vuoi, revisioni! Io penso più semplicemente: verità e realtà taciute e nascoste. E se vogliamo parlare di contesto quello era uguale per tutti. Saluti

mario p

15 giu 2009 06:14

Soldi fanno soldi pidocchi fanno pidicchi. Antico detto, di un realismo univoco. Certo, le finanze sono in primo luogo ovunque si vuole vincere su un`altro. Al comunismo di quegli anni, che gia studiava il nemico per spirito d`imitazione, per poi divenire sua immagine e somiglianza in quanto a mezzi. Occorreva mettere in campo forze, che poi divennero le piu varie. Per esempio, dal rublodolar alla scuola colonnelli magistrati sindacalismo brigate rosse brogli elettorali. Moneta sempre meno spendibile, al giorno d`oggi.

lupimor@gmail.com

15 giu 2009 02:25

Caro Direttore. I rumors sul "Mattino"? Comunque auguri! Se li merita. Chissà chi disse per la prima volta:<Vedi Napoli e poi mori> Ma lei è vaccinato, perciò immune. Torniamo a Fini. I rilievi di Pansa sono inecceppibili e lo rivelano per quello che è: un soggetto in cerca di promozione e legittimazione politica. Con qualche dimenticanza di troppo; sono dimenticanze scopertamente finalizzate che tolgono, credibilità alla persona e ne inficiano la statura etica, quella a cui sembra tenere di più. Ho letto una stuzzicante, innovativa ipotesi, "Fini convertito, convertirà anche la Destra?", sui veri motivi dell'agire di Fini. Salvatore Merlo, sul "Foglio", lo tratteggia come una specie di demiurgo-filosofo-intellettuale, un Titano, non della manovra politica, l'alleanza con Berlusconi non è in discussione, ma di quella culturale. Infatti secondo quanto scrive Merlo. sarebbe lui, il solo politico del PdL capace, sia pure a lunghissimo termine, di tenere insieme il patrimonio elettorale del PdL, su nuovi presupposti culturali e politici dai contenuti liberal-democratici-laici e criticamente vigili all'influenza delle Gerarchie cattoliche. Con quali alleati, con quali settori di riferimento, con quali mezzi, con l'appoggio di chi, con quanti "fondatori", Merlo non ne fa cenno. Chiude provocando:<Riuscite ad indicare un solo intellettuale di area PdL, uno solo, che non sia incuriosito dal fenomeno Fini?> Se in politica bastasse la "curiosità", sarebbe un altro mondo. Ma, per onor del vero, il progetto che Merlo ipotizza, esiste già, coincide al 90% col programma dei Radicali, spinelli e eutanasia a parte. Confesso che la cultura e il progetto radicale mi attrae. Mi attrae perché, libero da condizionamenti ideologici e fideistici, prefigura l'individuo pienamente artefice del proprio destino. Il nucleo dell'Illuminismo e del liberalismo. Questi principi sono stati stravolti e resi inpraticabili dall'industrializzazione, dalla nascita dei partiti di massa e dai secoli delle ideologie. La dottrina radicale è elitaria, di per sé. La globalizzazione, che rappresenta la vecchia industrializzazione estesa a livello mondiale, con quello che si porta dietro in termini economici-sociali, e la persistenza dei partiti massa, rendono, nei normali tempi umani, molto improbabile e difficilissima, forse impossibile, questa prospettiva. Arrivare, da noi, ad un partito Radical-PdL votato da 19/20 milioni di elettori sarebbe, penso, un'esperienza esaltante, più viva e stimolante della vecchia politica politicante in cui siamo immersi. Sognare di cambiare il mondo è bello, gratificante. Poi squilla la sveglia. Non rimane che riaddormentarsi. Cordialmente Moreno Lupi

antonio

15 giu 2009 00:47

"Perché è livoroso, è cattivo. Ha perso la trebisonda. Insulta. Dopo essere stato più o meno interno al Pci, è diventato anticomunista. Ma ha trattenuto una specie di virus stalinista, uno stalinismo della semplificazione, della politica spettacolo".cosi niki vendola su pansa.penso di condividere pienamente.

Dac4856

15 giu 2009 00:39

ripropongo il commento inviato ieri: L’egocentrismo non ha più limiti! “Io lo conosco bene”: sarà pure vero, ma la conoscenza è quella del maggiordomo… Berlinguer è Storia dell’Italia, storia di elevato spessore e di immensa moralità; la sua politica è stata politica per una nazione ed un popolo. Volerne sminuire i meriti e la portata è solo sciocco velleitarismo senile, quello appunto dello spettatore che sempre ha assistito e mai partecipato. Re Enrico, come lo definisci, era regale per natura ed intelletto, Leader di un partito formato da dirigenti e militanti operosi ed operanti in perfetta buona fede e sovente gratuitamente: un popolo con cui discuteva e rifletteva in modo approfondito (ricordiamo gli articoli su Rinascita, in seguito all’uccisione di Allende in Cile, che furono alla base del compromesso storico? Il discorso sull’austerità, ancora pregno di insegnamenti?) Rida pure alle parole di Fini, elogianti Berlinguer e la sua azione politica e culturale, ma ricordi che a riscrivere la storia come i gerontocrati sovietici di qualche decennio addietro è proprio lei, non il Presidente della camera dei deputati.

giusmu80

14 giu 2009 21:30

Ma qual è l'opinione di Pansa su Berlusconi? Urge urgentemente saperla per non confondere (di) più i lettori di un giornale che, comunque, si chiama Il Riformista.

De Gasperi

14 giu 2009 21:29

Condivido in pieno la tua analisi.La condivido perchè ho vissuto pienamente quegli anni;abbiamo constatato in cosa era basata la forza dell'allora PCI.Un partito compatto,granitico,con il grosso degli iscritti-brava gente.Pronti graniticamente a giustificare i contributi delle coop rosse al PCI,i contributi che al PCI arrivavano dai partiti fratelli,i contributi che arrivavano dagli amministratori istituzionali e degli enti.I contributi che arrivavano dalle imprese cosiddette"amiche";gli affari sulle aree fabbricabili,sugli scambi commerciali con l'URSS etc.Del resto per mantenere qualla macchina burocrtaica mastodontica,mica bastavano le salamelle dei festival dell'Unità?Nelle regioni rosse c'era da sempre un affarismo consolidato che legava le amministrazioni al PCI ed ex PCI.Il fatto è che la Magistratura non ha voluto vedere e ripulire perchè aveva già progettato di far fuori gli antagonisti vincenti del PCI e cioè i partiti storici della democrazia italiana.E l'azione della magistratura era concertata con Violante,Caselli ed altri PM che guarda caso,erano iscritti al PCI prima di entrare in Magistratura e qualcuno lo era anche dopo.Chi sono questi PM?: non si può dire,correvano e corrono voci.Nessun giornale nè allora nè ora ha fatto una seria inchiesta.Al momento attuale non è possibile rintracciare l'elenco degli iscitti al PCI di oltre 15 anni fa.I nomi dei magistrati sono stati sbianchettati.Se questi hanno progettato di distruggere i partiti democratici storici,mica sono così fessi da lasciare tracce del loro movente politico.Dei coglioni ce n'è uno solo che si fa fotografare oltre 2000 volte in casa sua mentre,da coglione fa un finto matrimonio.Il fatto che però ci sia uno che è stato coglione,però non significa che continui ad essere coglione e non significa che uno che ha scoperto la negatività del fascismo ad età matura sia così intelligente da sostituirsi al primo che è stato coglione ma poi,del tutto.Gianfranco Fini,è,invece, uno che passa tutta la vita a chiedere scusa di non aver capito il Fascismo,l'olocausto ed a scusarsi con gli ex comunisti perchè non ha avuto un passato da comunista bensì da fascista.Noi però non possiamo avere presidente del consiglio uno che non finisce mai di chiedere scusa agli ex comunisti.Casomai,Fini dovrebbe chiedere scusa ai partiti storici fondatori della Democrazia Italiana,distrutti nell'interesse dell'allora PCI e di riflesso dell'allora MSI(il partito degli ex repubblichini).Chi,come me non è stato mai comunista nè tantomeno del MSI,non è interessato ai giocherelli di Fini.Lui pensa di continuare a fare i giochini come ha fatto con il cambio della sua donna?Allora è cento volte meglio giocare con le letterine e le veline!!!Nella PDL cresce gente politicamente più affidabile e più giovane di Fini che non sarà interessata a chiedere scusa agli ex PCI!!

Stefano FGCI

14 giu 2009 21:12

Egregio Pansa, lei ha scritto, a proposito di Berlinguer, che se non avesse pensato solo agli interessi di parte avrebbe portato il PCI "fuori dal ghetto comunista, per arrivare nel campo delle socialdemocrazie europee". Com'è che io, che in quegli anni ero iscritto e seguivo la politica, ho sempre pensato di vivere proprio quel passaggio? Credo, egregio Pansa, che la sua attività di "revisore dei conti" della Storia in questo caso registri un difetto di analisi. Ma ho come la sensazione che non ci fosse bisogno di queste mie righe... e che già lo sapesse. O no?

Sandro 1935

14 giu 2009 19:55

Smarcarsi è il tipico comportamento di chi si sente messo un po' da parte. Berlusconi gli ha soffiato il partito, i suoi colonnelli non vedevano l'ora di affrancarsi. Non credo che coltivi l'aspirazione di prendere il posto di Berlusconi, forse vorrà fare qualcosa d'altro. Come potrebbe sostituire il Caimano calcolando che la maggioranza del partito in mano agli ex forzaitalioti non lo accetterebbe, più della metà del suo partito non lo appoggerebbe, per non parlare dell'alleato Lega che lo vede come il fumo negli occhi. La Ferrari del Partito della Libertà-Lega andrebbe a sbattere contro un muro e sarebbe completamente sfasciata.

Oriana

14 giu 2009 17:46

Silvio E' un morto che cammina. E ci sta appestando tutti.

vitins

14 giu 2009 17:18

Bravo Pansa! Mi sembra di rileggere Montanelli che queste cose le diceva già vent'anni fa. Per quanto riguarda Fini non so cosa pensare. Se pensa di prendere il posto di Berlusconi credo che gli basterebbe aspettare qualche anno e potrà, se lo merita, farsi aventi. Se invece intende scalzare Berlusconi a breve credo che stia commettendo uno sbaglio. Se continua su questa linea di comportamento prima o poi il leader dovrà stopparlo con decisione e allora ci sarà lo scontro, dal quale Fini ne uscirebbe con le ossa rotte. Se lei, caro Pansa, pensa che possano esserci altri motivi, ce lo dica. Saluti e auguri. Augusto.

mimmo margariti

14 giu 2009 15:39

Pansa Giampaolo, scusa se ti do del tu ma quando si pensa di avere davanti un amico e una persona onesta viene spontaneo, sei un Grande. Lo so, è una frase fatta ma è il modo più schietto che conosco per farla arrivare a destinazione. L'articolo appena letto e che, ovviamente, sottoscrivo spero venga posto dai maggiordomi in bell'evidenza sulla scrivania del Presidente della Camera. Cinico per com'è non avrà la giornata rovinata ma chissà che non mediti sul fatto che senza il Caimano egli è ben poca cosa. E lo dice uno che ha messo la croce sulla Fiamma prima e su AN (?) dopo. Con stima, Mimmo Margariti

CAVALLO

14 giu 2009 14:42

NON DIMENTICO I FINANZIAMENTI DELL'UNIONE SOVIETICA , NON E' COSA DA POCO , MA FORSE FINI , LA STRIA NON LA SA HO NON LA VUOL SAPERE.

mauro1

14 giu 2009 13:23

Diciamo che forse FINI ha voluto vedere il "meglio" di Berlinguer? il "messaggio" di un leader che parlava di questione morale? Che poi Fini voglia staccarsi da Berlusca, ci sta. Mica possiamo essere Silvio-dipendenti. Sarà un capostipite, ma prima o poi deve lasciare. La Patria si serve anche così. Facendo qualche passo indietro. Speriamo solo che non crolli tutto. Sarebbe triste ritornare sotto le bandiere rosse o quelle bianche scudocrociate!!

Harold Mueller

14 giu 2009 13:06

Bella vita, quella condotta a fare il guascone ai margini della politica, non è vero, Pansa? Eh sì, di scheletri negli armadi della nostra storia ve ne sono parecchi. Brutta cosa, però, quando si pretende di fare i revisionisti storici tirando fuori quei fantasmi a comando, senza curarsi di cucire tra loro i contesti, così come la storia dovrebbe fare, intonsa o revisionata che sia... Mi pare che così facendo, più che il revisore della storia Lei stia facendo il revisore di se stesso. Non sarà che, per una sorta di torbido narcisismo, sta rispecchiandosi nell'agone di se stesso, nel tentativo di trovarsi migliore? Ci rifletta, prima di atteggiarsi a superiore, cosa che la realtà della Storia non le consente affatto. H.M.

Dante

14 giu 2009 13:01

il consueto polpettone anticomunista di Pansa.... articoli che potrebbe scrivere Berlusconi in persona!! che due maroni.... Pansa cambia registro!!!!

Giovanna Maria

14 giu 2009 12:47

Caro Giampaolo, mi chiedo cosa le abbiano fatto a sinistra per essere diventato ciò che è oggi e per rasentare spesso il grottesco nelle sue riletture che mi convincono poco e che sono tutt'altro che graffianti e troppo autocelebrative. Cordiali saluti

Ferdinando

14 giu 2009 12:14

Tra poco ne sapremo di più,è evidente che il liquame ormai lambisce le labbra del cavaliere. Se, come probabile accadrà , qualche cancelleria dovesse avere remora ad incontrarlo, allora.... è fatta!!!

franca

14 giu 2009 11:31

Mamma mia,dove e' arrivato Lei!Che schifo.

marcom

14 giu 2009 11:30

Parolaio Grigio Rancoroso,finalmente cominci a sbilanciarti in difesa del tuo padrone.Perche' si,potrai pure raccontare di essere libero ma il tuo odio verso il csx ti porta ad essere il ruffiano dell'uomo che nello studio di Craxi ti voleva comprare negli anni 80.Non ci manchi affatto a sinistra,magari continueremo a perdere,ma e' bello farlo senza di te.A proposito credi al progetto eversivo contro B.?E il suo uso dei voli di Stato?Tutto bene?Il mondo che ride e' un complotto della sinistra?Per favore,risparmia il fiato su Enrico Berlinguer,non sei degno.

Filippo

14 giu 2009 10:26

Presuntuoso, pretestuoso, deleterio. Pansa ora stigmatizza anche Fini. Se uno di sinistra critica la propria bottega va bene, se lo fa uno di destra invece non va più bene. Questo non è più pensiero critico. Ma si, teniamoci Silvio e la "sua destra".

alberto lucato

14 giu 2009 09:43

chiamare Berlinguer "Re Enrico" e inserire in un contesto che lo riguarda il sig.Greganti,non mi pare sia un'operazione di trasparenza giornalistica. il nome corretto è REVISIONISMO vizio che Pansa non ha perso

giacomo

14 giu 2009 09:28

gli articoli di pansa li trovo sempre interessanti,ma credo che se fini ha in progetto di fare gualche scherzetto politico a berlusconi, bé ha mio avviso va direttamente al suo suicidio politico, perché la maggiore armata del suo schieramento politico non lo sequirebbe

claudio dal canto fauglia

14 giu 2009 09:19

Analisi perfetta quella del dottor Pansa,i segni dell'insofferenza di Fini sono sin troppo evidenti anche a noi non adetti ai lavori. Fini deve ricordarsi che la furia è cattiva consigliera,e se oggi lui ricopre quella carica prestigiosa è grazie a Berlusconi. Se Il presidente Fini si sente tanto a disagio ,potrebbe dimettersi uscire dal PDl e fare opposizione.è vero che spesso Belusconi le critiche se le cerca,ma forse è propio per questo che piace e ha consenso. Berlusconi sarà giudicato per quello che riesce a fare con la sua compagine,non per le cose private,se farà quello che ha promesso in Abruzzo. e cosi via. La visita di Gheddafi in Italia è vero che è piena di storture,ma è vero che ci garantisce energia e lavoro per ditte italiane. Claudio Dal Canto Fauglia

vincenzo

14 giu 2009 09:17

Ottimo Pansa, all'epoca di Berlinguer sono stato un "utile idiota". Ero giovane... Oggi mi rendo conto di avere contribuito alle tante nefandezze perpetrate dai regimi comunisti e dai loro fiancheggiatori italiani. Mi autodenuncio!! Poi... a miracol mostrare siete arrivati, finalmente!! Chi? Lei e Daddy, naturalmente. Quanto a Berlinguer, lui nella sua villa in Sardegna, sulle ginocchia, non ci crederà mai, ci teneva i suoi figli. Diciamocela tutta, pane al pane vino al vino, il presidente della Camera dei deputati, sta assolvendo correttamente e con intelligenza l'incarico istituzionale assegnatogli. E, se poi, ci accorgiamo che non condivide al 100% le gesta e la parola del capo, vogliamogli bene lo stesso....anche Lei, Pansa

Nicola

14 giu 2009 08:06

Credo che Berlusconi, per il quale non nutro alcuna simpatia, sia molto di più di un morto che cammina, e comunque si sta parlando sempre di una figura istituzionale che piaccia o no. Fini è la suocera di Berlusconi perchè pratica il suocerismo, dice il dr. Pansa, e sarà pure vero ma è lungi dal poter pensare (pia illusione) di scaricare chi l'ha sdoganato nell'arco costituzionale. Altrimenti non avrebbe venduto il partito di provenienza a favore di quello unico, PDL. Avrebbe fatto come Bossi che dei ricatti berlusconiani finalizzati al suo potere se n'è disinteressato allegramente.

un italiano contribuente ed elettore

14 giu 2009 05:47

Caro dottor Pansa neanche una parola del suo articolo è convincente. Trasuda tra le righe che lei si è accomodato sul carro del vincitore e ubbidisce ai dettami della sua scuderia. Se Fini parla è perchè ci sono gravi motivi per intervenire. Teniamocelo e ascoltiamolo e sosteniamolo, se vogliamo uscire da questo incubo politico.

lupimor@gmail.com

14 giu 2009 04:37

Caro Direttore. L'analisi di Pansa è verosimile per quanto riguarda il "suocerismo" di Fini. Ma per il resto andiamo sul concreto, cioè nel fattibile. Dovrebbe accadere che in occasione di un voto di fiducia, Fini riuscisse a convincere 60/70 deputati della maggioranza a votare contro. Il Governo cade. Il Presidente della Repubblica inizia le consultazioni e, in prima istanza, affida il mandato di formare il nuovo Governo a Berlusconi che accetta, forma la squadra, scioglie la riserva e poi si presenta in Parlamento per ottenere la fiducia. Si danno tre possibilità: 1) ottiene la fiducia con lo scarto attuale (62), voto più, voto meno, poi sarà designato il Presidente della Camera: Fini è politicamente defunto e Berlusconi deciderà, solo lui, come, quando e dove andare. 2) ottiene la fiducia con 10/15 voti di scarto: governabilità a rischio elevato, Governo sotto stress continuo considerando i compiti da assolvere e le leggi che dovrebbe far approvare : Fini continuerebbe, a "suocerizzare" per necessità di sopravvivenza, (questa però è una evenienza teorica, perché Berlusconi non scioglierebbe mai la riserva se non fosse certo di ripetere gli attuali numeri); 3) Berlusconi sbaglia tutto, lo considerano infatti un morto che cammina, l'incoscienza del desiderio, scioglie la riserva e si presenta, la Camera nega la fiducia. Un vero e proprio suicidio politico. Mah! Napolitano ripete le consultazioni e affida a Fini l'incarico per formare un Governo tecnico/istituzionale o di Unità nazionale. Fini accetta, muove le sue pedine. Potrebbe, Fini, contare su tutti i voti dell'attuale opposizione (282)? Molto difficile, anche se il desiderio di potersi, finalmente, liberare di Berlusconi è infinito. Infinito a parole, vorrei vedere nei fatti. (UDC = 36) e su quanti transfughi farebbe affidamento? La maggioranza, alla Camera parte da 314 voti in poi. E' possibile governare con solo 9/10 voti di vantaggio? Perciò, Fini scioglierebbe la riserva? Correrebbe il rischio di una bocciatura o di una paralisi del suo Governo? Si potrebbe sostenere che con Fini, Presidente del Consiglio, in virtù dei tanti meriti accumulati ed acquisiti, gli ultimi il peana a Berliguer e lo schiaffo a Gheddafi, e col Cavaliere deputato semplice, forse sarebbe possibile. Per cui potrebbe essere tentato. Infatti Pansa conclude che:<Quando un big della casta partitica riscrive la storia a proprio uso e consumo, può davvero accadere di tutto> Non concordo, per le ragioni esposte sopra, e soprattutto per quello che scrive di Fini. Una freddezza, un calcolo continuo, un percorso calcolato al millimetro, una umanità rigida, una pseudo razionalità costruita sulla insofferenza, la supponenza e la convenienza, un atteggiamento elitario e scostante. Chi entusiasma? Ve lo siete chiesto? Oppure è bello, buono, intelligente, capace solo per i calci negli stinchi a Berlusconi? Calci a freddo, voluti, cercati, strumentali, indici di un livore represso e di un complesso d'inferiorità che lo tormenta. Sembra che abbia scoperto tutte le problematiche morali e laiche che lo opprimono, al punto da esplodere in un grido liberatorio, solo negli ultimi 12 mesi. E prima? E poi i tempi, quando l'ipotesi di Pansa dovrebbe prendere corpo? Gli esiti dei ballottaggi, il Referendum, il G8 dell'Aquila, la qualità dell'azione di Governo in Abruzzo, il Congresso del PD, l'evoluzione della crisi economica, la legge elettorale, ecc.., sono elementi cruciali ad alto contenuto politico e condizionante per ogni mossa. Teniamo anche conto che, dal Novembre prossimo inizierà, in anticipo come sempre, la campagna elettorale per le Regionali del 2010. Solo dopo i risultati di quelle, il quadro politico sarà, compatibilmente con le nostre eterne paturnie, più definito e stabile in quanto non vi saranno più significative chiamate alle urne fino al Maggio 2013. Concludo col dire che, Fini continuerà l'opera di guastatore senza un obiettivo preciso, lasciando nell'oscurità il suo disegno, in quanto solo le tenebre impediscono di evidenziarne la sua nullità concettuale. Cordiali saluti Moreno Lupi

alba444

14 giu 2009 01:33

Chi ha vissuto quegli anni e partecipato alla vita politica, di cui il nostro tanto se ne ride, si ricorda e puo' testimoniare in qualsiasi momento, cio' di cui sopra e' molto, ma molto lontano dalla realta' storica.

giuseppe

14 giu 2009 01:21

Mi fa piacere leggere che il nuovo (o vecchio?) fustigatore dei costumi della sinstra , l'ottimo Pansa ricordi con orgoglio di aver invitato Occhetto alle dimissioni in merito alle tangenti di Milano perchè reo di aver detto la bugia di non esserne a conoscenza. Ergo, i politici che mentono dovrebbero dedicarsi ad altro. Strano quindi che davanti alle plurime e reiterate bugie del Cavaliere, che oltretutto ha l'aggravante di essere presidente del consiglio e non semplicemente segretario di partito, Giampaolino non senta l'urgenza, non reclami veementemente da queste colonne analoga richiesta. Ah già , ma adesso è perennemente impegnato ad occuparsi della suocera Fini e del trinariciuto bianco.

sandro

14 giu 2009 00:37

ho votato PdL, ma un caro amico e collega ,missino della prima ora e poi berlusconiano recentemente mancato,ha smpre sostenuto che Fini fosse uno scaltro arrivista ed uno str...ano individuo, che per il potere avrebbe ucciso la madre.

Dac4856

14 giu 2009 00:13

L’egocentrismo non ha più limiti! “Io lo conosco bene”: sarà pure vero, ma la conoscenza è quella del maggiordomo… Berlinguer è Storia dell’Italia, storia di elevato spessore e di immensa moralità; la sua politica è stata politica per una nazione ed un popolo. Volerne sminuire i meriti e la portata è solo sciocco velleitarismo senile, quello appunto dello spettatore che sempre ha assistito e mai partecipato. Re Enrico, come lo definisci, era regale per natura ed intelletto, Leader di un partito formato da dirigenti e militanti operosi ed operanti in perfetta buona fede e sovente gratuitamente: un popolo con cui discuteva e rifletteva in modo approfondito (ricordiamo gli articoli su Rinascita, in seguito all’uccisione di Allende in Cile, che furono alla base del compromesso storico? Il discorso sull’austerità, ancora pregno di insegnamenti?) Rida pure alle parole di Fini, elogianti Berlinguer e la sua azione politica e culturale, ma ricordi che a riscrivere la storia come i gerontocrati sovietici di qualche decennio addietro è proprio lei, non il Presidente della Camera dei Deputati.