autogol. Una sfida «tra il partito vero e D'Alema», tra “umani” e alieni d'apparato, ripropone l'impostazione del più vieto antiberlusconismo: l'ammucchiata contro la persona.
Chi pensava che lo scontro congressuale all'interno del Partito democratico fosse partito col piede sbagliato, da ieri deve rivedere il giudizio al ribasso. L'ultima esternazione di Debora Serracchiani, presunta incarnazione del «nuovo che avanza», nonché vicesegretario in pectore del Pd se Dario Franceschini prevarrà su Pier Luigi Bersani, ha spostato definitivamente il dibattito dalla politica all'antropologia. Prima Serracchiani ha spiegato che sosterrà Franceschini perché «più simpatico». Quindi ha aggiunto che la sfida è tra due fronti: «Di qua c'è il progetto del Pd, dall'altra parte c'è D'Alema. Io sto col Pd».
Serracchiani non porta argomenti di merito a supporto della bipartizione tra il Pd degli umani (il suo e di “Dario”) e il non Pd degli alieni, letteralmente, rappresentato dal D'Alema totem degli appartchik. È così, per apodittica decisione della fanciulla. D'altra parte, seguirla su questo terreno, anche solo per confutarla, magari ricordandole il corposo curriculum partitico di sostenitori di Franceschini come Franco Marini, Piero Fassino o Beppe Fioroni, sarebbe sbagliato quanto inutile, dato che la ragazza trentottenne si dice convinta che nella vita Dario «fa l'avvocato come me». Potrebbe comunque non essere un male per il dibattito interno, questa moratoria sui contenuti, dal momento che stiamo parlando della stessa Serracchiani che si fa intervistare da Repubblica e non trova altra ragione di sostegno a Franceschini che non sia la simpatia, neanche fossimo in un film di Christian De Sica, simpatici contro antipatici, o il richiamo al «nuovo», e nuovo per fare che non si sa. Della medesima Serracchiani balzata agli onori della cronaca per aver pronunciato un discorso pubblico che demoliva la leadership democratica e che si è poi trasformata nella mascotte congressuale dei due principali esponenti di quella tanto vituperata leadership. Insomma, meglio per tutti non entrare nel merito. Altrimenti, per esempio, si dovrebbe chiedere alla neodeputata europea se oggi sarebbe ancora così caustica sul passaggio di consegne alla presidenza della commissione Sanità del Senato tra il laico Ignazio Marino, che con buona probabilità al congresso si schiererà con gli “alieni” dell'apparato, e la cattolicissima Dorina Bianchi, oggi sua collega di mozione, visto che fu l'appassionata critica a quella sostituzione il passaggio più applaudito del suo intervento.
Lasciamo stare pure le sortite lessicali del Serracchiani-pensiero, come quelle in cui ammonisce Bersani che «piattaforma programmatica» è espressione vetusta. «Non si può sentire», dice a nome dei giovani Serracchiani, che certo, essendo peraltro assistita dallo staff di comunicatori già al servizio di Walter Veltroni, rimpiange il coraggio e la chiarezza di quando nel programma ufficiale per le elezioni del Pd veltroniano si proponeva il «social housing» (chi non sapeva trattarsi delle case popolari?) e «il benchmarking sistematico» della spesa corrente. Mettiamola così: Bersani segua il consiglio e passi a parlare di «programmatic hub». Spopolerà durante l'happy hour degli under 25. Lasciamo stare tutto questo e altro ancora. Perché la questione è un po' più seria di Serracchiani. E riguarda sia le regole di convivenza dentro un partito che il modo in cui il principale partito d'opposizione si rivolge agli elettori. Sul primo punto, è chiaro che l'impostazione «di qua il Pd, di là D'Alema», se trasformata in mozione congressuale, disegna uno scenario il cui unico sbocco è la scissione. Se non in senso letterale, di fatto. Perché con questa premessa non si scappa: se vince Bersani, il re degli apparati, il Pd “vero” non può che secedere. E viceversa. Nei partiti c'è un limite che non si può sorpassare, a meno che l'intento dichiarato sia quello di prendere altre strade. Quando durante le ultime primarie americane Samantha Powers, consigliera di politica estera di Barack Obama, dichiarò a un quotidiano «Hillary è un mostro, è una disperata che non si ferma davanti a niente», fu costretta a dimettersi. Funziona così anche nei partiti liquidi, tanto cari al veltronismo.
Ma il problema ancora più grave è il messaggio che si trasmette all'elettorato. Quando Serracchiani dice che la sola esistenza di D'Alema nello schieramento a lei avverso legittima il fatto di schierarsi dall'altra parte ripropone in casa propria la più vieta formula dell'antiberlusconismo: l'ammucchiata politica contro la persona. Un contesto in cui la politica sfuma appunto nell'antropologia, declinata di volta in volta secondo la parola d'ordine della «diversità», della «superiorità morale» o dell'«alterità genetica». Tornare a questa impostazione sì che sarebbe un clamoroso ritorno all'indietro per il Pd. Se Serracchiani e i suoi seguaci non vogliono che Franceschini finisca davvero a fare l'avvocato, farebbero bene a rifletterci.
giovedì, 2 luglio 2009
commenti dei lettori
64 commenti presenti
castelli
03 lug 2009 19:11
L'ultima di DALEMA ..." deve essere un congresso fondativo che liberi un partito progettato su un modello di leaderismo plebiscitario" : sono un povero ragazzo di campagna, me la spiegate in lingua italiana?
arduino
03 lug 2009 17:15
Certo che se pensate di salvarvi con la Serracchiani significa che state proprio messi male!
maurizio
03 lug 2009 16:08
Non ci lamentiamo.
La classe dirigente cosa ha fatto per creare giovani quadri politici, per dare un seguito al partito ?
Ben poco, per cui il giovane che vuole fare politica deve improvvisare, ed è naturale che cada nel facile errore.
Sarà esperienza acquisita.
Facciamola lavorare serenamente poi si vedrà se vale.
Inutile aspettare con il fucile ogni sua dichiarazione, anche ingenua per poi impallinarla in pubblico.
Per me è stato molto più grave il non creare una giovane classe dirigente e permettere a Berlusconi, quando si era al governo, di gettare le basi dell'attuale regime politico.
demos
03 lug 2009 13:52
La Serracchiani è arrogante. Franceschini non è simpatico ma, al confronto di D'Alema , può persino sembrare simpatico. Il che è quanto dire!
Quanto al "vieto antiberlusconismo" , cioè l'attacco alla persona, è ciò che ANCHE il Riformista va praticando.
Giovanni Settembresi
03 lug 2009 13:15
Il Pd continua a farsi male da solo.La Sig:ra Serracchiani ha semplicemente esposto quello che molte persone alla base del PD pensano.Lo ripeto per non essere frainteso, molte........non tutte.
Alfredo
03 lug 2009 12:28
Seguo con attenzione ed interesse lo sviluppo precongressuale del PD, siamo al "nuovismo per il nuovismo" fine a se stesso, sia alla tautologia pura e semplice. Si rappresenta se stessi nelle contraddizioni di metodi e contenuti.
Non siamo alla ricerca "speculativa" dell'essere della funzione della politica con le sue scelte ed i contenuti della società o della parte della società che si vuole rappresentare capendone i bisogni ed attrezzarsi al meglio.
La sfida politica che abbiamo di fronte ci pone dei vincoli dai quali non possiamo più sfuggire, cioè essere produttivi, competitivi senza mortificare l'operatore principe che è " l'uomo" con i suoi bisogni ,le sue passioni e le sue debolezze ancorchè la conoscenza ed il bene supremo dell'interesse nazionale.
Chi come me il 14 ottobre 07 si è messo in fila per votare per il "nuovo" si è nauseato della veltronate e dei suoi pessimi seguaci, passi il Franceschini da Ferrara & C. adesso siamo alle comiche.
Trovo che anche un lider che ho sempre considerato persone seria come Fassino adesso ha praticato l'endorsement, provo pietà per lui e per la sua disinvolta inadeguatezza.
Prima avevamo " er piacione" , ora siamo all'avanspettacolo, al "simpatico" ed il film dove si gira? siamo seri!
Provo ad immagianre nella società che loro agognano quale posto avrebbe potuto occupare Mozart o Petruccianì , ammesso che ne abbiano conoscenza!
Non si può prendere una donzella che per sua stessa ammissione non sapeva la differenza tra Moro e Berlinguer e farla diventare con un colpo magico vice del Dario da Ferrara, saremo costretti ad emigrare non solo politicamente.
Ebbene cari amici e compagni è ora che qualcuno vada a casa con biglietto di sola andata, quando si perde ci si fa da parte poichè la sconfitta non è un fatto solo personale ma di milioni di cittadini che lavorano le cui aspettative sono andate perse e svanite nel nulla.
Riflettete altrimenti restere sempre più soli.
Rossoantico
03 lug 2009 12:26
D'Alema un grande politico, peccato dietro di lui ci sono dei personaggi poco simpatici, uno su tutti Latorre, che da la misura della spregiudicatezza politica di questi infimi politicii.
Questa accozaglia ha ridotto il PCI/PDS/DS/PD ai minimi storici chiediamo cortesemente che si facciano da una parte per il bene della sinistra tutta.
alessandro
03 lug 2009 12:19
Sinceramente per ora solo marino sembra un canidato giusto per il pd.....
E' l'unico che per ora ha parlato di temi seri come i diritti civili mentre serracchiani bersani & Co stanno creando una lotta interna di potere tra atiberlusconisti il che li porterà poco lontano alle urne
ritual
03 lug 2009 12:16
Vorri usare questi spazi perchè, nonostante qualche caduta, ho trovato solo qui persone di sinistra che cercano ancora di ragionare.
La mia considerazione è semplice:
1) in Italia si guiadagna di più possedendo (specialmente case) che lavorando;
2) fare figli mantiene in vita uno stato: in Italia chi fa figli si candida al ruolodi pollo da spennare;
3) in Italia la sopraffazione è costante, e va dalla "mafia degli inetti" che comandano uffici, alla costante aggressione dei professionisti dell'accattonaggio;
4) nessuno ha più cura dei servizi (trasporti in testa ma anche comunicazioni ed energia) ed ora i guasti stanno trasformandosi in incidenti nei quali gli Italiani muoiono come mosche;
5) nei partiti (certamente in quelli di sinistra ma quelli di destra forse sono uguali) la democrazie è una chimera: non esiste mai ed a nessun livello un meccanismo chiaro nel quale uno si possa integrare, scegliersi senza bizantinismi i suoi rappresentanti, e sentirsi parte attiva e partecipe.
Ora... non voglio annoiarvi ma chiedo...
NON TROVARE CHE QUESTI, (ED ALTRI COME QUESTI) SIANO PROBLEMI POLITICI PIU' INTERESSANTI DELLE SFUMATURE LINGUISTICHE DI UNA CHE NON SI SA CHI SIA E, SOPRATTUTTO, NON SI SA COSA ABBIA FATTO?
ROSARIO
03 lug 2009 11:46
Vedo bene la Serracchiani a Mirabilandia. Tutti gli altri a Gardaland, escluso Veltroni che, mi dicevano, amminista un condominio a Leopoldville, ex Congo Belga.
gio5
03 lug 2009 10:27
Al momento l'unico candidato del PD in grado di combattere Berlusconi con la necessaria spregiudicatezza è il sig. Bersani. La Serracchiani va bene in Europa dove non può fare danni.
Enrico Antonioni
03 lug 2009 10:24
Bastava il titolo: asilo politico. Il resto dell'articolo non serve.....
bobby
03 lug 2009 09:17
che dalema sia una calamità naturale non ci piove
claudia pisaneschi
03 lug 2009 08:59
una cosa è certa con articoli come questo se e quale tipo di dibattito si sta sviluppando nel PD. Giornalisti come lei, Pansa ed altri state sprecando i "vostri talenti" in gossip pseudopolitico autoreferenziale.
uk mattatore
03 lug 2009 07:53
cappellini ci faccia l'informazione a 360° e ci parli dello scandalo di bari o in questo caso l'informazione e il diritto di informazione non conta
nando
03 lug 2009 06:36
Debora Serracchiani è la classica "racchia" della sala da ballo che con sorrisi e sbattimento di ciglia elemosina un giro danzante.
Anche se Volter, nel ruolo di sponsor, si affanna allo scopo, niente ballo, la "sala" non è misericordiosa.
lupimor@gmail.com
03 lug 2009 03:25
Caro Direttore. Quando si capirà che, perlomeno da noi, i partiti non sono l'asettico il luogo d'incontro, di elaborazione d'idee, di proposte e di progetti per il bene comune, ma centri di potere per le loro oligarchie, sarà sempre troppo tardi. Siamo pragmatici: tutte le organizzazioni, a qualsiasi livello, di qualsiasi estrazione, di qualsiasi fede religiosa o politica, di qualsiasi dimensione, con qualsiasi sigla, dalla Confindustra alla Onlus, dai Sindacati agli Ordini professionali, e via dicendo, sono centri di potere. Il nocciolo principale è psicologico, non strettamente quantitativo. Il potere è percepito come la possibilità di fare o di ottenere quello che ci torna vantaggioso. I Partiti non sfuggono a questa realtà. Anzi. Ogni partito ha il suo retroterra di consensi, di fedeltà, di legami, d'interessi, d'intrecci pratici e di necessità contingenti. Ogni partito ha i suoi punti di forza in determinati settori, a prevalenza o in modo totale. La società attuale è frammentata, plurale, idealista e ideologica, concreta ed astratta, proteiforme, discontinua, mobile nelle sue esigenze quotidiane e nelle sue pressioni. Per cui non pretendiamo l'impossibile, non ci sarà mai un Governo, specie di coalizione, che potrà attuare un programma per il bene comune, per il bene di tutti gli italiani, non essendo questo bene univocamente inteso. L'opposizione esiste proprio per questa impossibilità, che poi diventa sua il giorno che dovesse diventare maggioranza di governo. Le discussioni sul Congresso del PD, sui nomi dei candidati, dei fiancheggiatori, le previsioni, gli attacchi a questo o quello, le simpatie e le antipatie, le vecchie ruggini, la manfrine, le alleanze, i ripensamenti, gli spostamenti da un punto di vista all'altro, la prevalenza di un personaggio, tutto ruota intorno al potere di controllare il partito. Controllare il Partito, nel senso di ottenere, da parte del Segretario un seguito talmente vasto e convinto, che possa permettergli di attuare il suo programma, per il PD, del 2009, è difficilissimo. I tempi non sono ancora maturi. Si potrà trovare una unità nell'antiberlusconismo, ma quanto più si insisterà su questa linea, per timore di Di Pietro, tanto più ci allontaneremo dalla possibilità di costruire una credibile alternativa che offra la speranza di un futuro. Gli attuali alti lai, dei moralisti di turno, lasciano il tempo che trovano, non aggiungono consensi significativi, casomai compattano la maggioranza. Come nota acutamente Panebianco, Berlusconi è l'alibi, che da 20 anni, permette agli ex PCI e ex DC di non guardarsi allo specchio, e di non decidere che è tempo di cambiare look. E' mia opinione, che per questo salto di qualità, i cosiddetti nuovi, non hanno gli strumenti culturali e l'esperienza politica necessari. Se cambiamento ci sarà potrà solo venire dall'attuale classe dirigente se avrà il coraggio, la lungimiranza e l'intelligenza di porsene alla guida. I "nuovi" impareranno la lezione che ne scaturirebbe, e potrebbero uscire dai loro fumosi aneliti per fare vera politica. Certo, i "vecchi" dovrebbero mostrarsi meritevoli della capacità politica che viene loro attribuita. Cordiali saluti Moreno Lupi
giorgio castore
03 lug 2009 01:46
Prevedo cavoli amari a corte. Costretti ad avere, magari usciere, lo stesso baffo del cacchio, solo per
manie di grandezza, mai dimostrata.
carla fabrizi
02 lug 2009 23:32
Salve, spero di non andare fuori tema (ma il tema è lo stesso, riconducibile ad un civismo dovuto)
Stralcio dal blog di G. Civati quanto segue: E gli organizzati, a testuggine, in buro-schieramento perfetto.
Mi sono permessa di chiedere all'autore una spiegazione possibilmente esaustiva.
Grazie
Gianna Glionna
02 lug 2009 23:13
"Ma il problema ancora più grave è il messaggio che si trasmette all'elettorato"
***
No no, la "ragazza" come la chiamate voi, ha invece TRASMESSO al partito il messaggio dell'elettorato.
"No" dite? Come volete, non è obbligatorio prendere atto dei fatti, ci si può cullare nel proprio punto di vista, e continuare a beccarsi calci nei denti dall'elettorato, fino alla completa estinzione.
Questo partito, così com'è, non ci mancherà. Ah, un "grazie sentito" da Di Pietro!
Midode
02 lug 2009 22:34
@vcastelli: poverina, è una migrante!
marco c
02 lug 2009 22:23
Berlusconi ha rotto il sogno di D`alema, poi del partito. Ha inoltre introdotto un nuovo modo di fare
governo, dimostrazioni pratiche nelle soluzioni, autorevolezza nel firmamento internazionale, fatti
al posto delle promesse, priorita`scelte dal popolo, come alla carta. Cose, anni luce distanti dalle
possibilita` di un uomo come D`alema, con sole ambizioni di potere, per poi far credere ai nipotini.
bibendum
02 lug 2009 22:17
caro cappellini,il suo articolo è strepitoso.complimenti davvero.Dopo le sue parole mi sa che a franceschini e alla serracchiani non rimanga altro che starsene a casa per i prossimi sei mesi per la vergogna,la mancanza di rispetto,e per la totale insussistenza di acume politico.In fin dei conti sono solo il prodotto di quel vuoto pappamollistico inaugurato da uolter e dai suoi esperti di comunicazione.ps:oggi uolter ha dato il meglio di se:saviano,gianni rodari,la lettera della precaria di facebook,'baracca'obama etc,sempre con il suo tono drammatico di vittima buona e brava,dolce e non capita.Roba vomitevole.
Cassandra
02 lug 2009 22:00
Oddio che che scandalo! La Serracchiani in una breve intervista, di quelle sintetiche con le righe per le risposte contate, ha detto con una battuta che appoggia Franceschini perchè è " più simpatico"!!
E giù tutti a darle addosso come se avesse già rovinato l'Italia in un colpo solo. Naturalmente le critiche più feroci vengono dal "fuoco amico" dell'intellighenzia del PD, specializzata in questo genere di attività distruttiva del concorrente a qualche carica o influenza nel partito.
Ma forse quell'aggettivo ha dato tanto fastidio ai dalemiani perchè il loro vero candidato in pectore, D'Alema, è notoriamente considerato " il più antipatico". E se ne sono avuti a male, poverini.
Certo se il problema della leadershep del PD stesse solo nella simpatia, si potrebbe sorriderne. Ma è tutto il resto che non va e la Serracchiani, pur in poche parole e in varie circostanze, ha già provato a dirlo. E se ha puntato il dito contro D'Alema i motivi ci sono e di sostanza; e stanno nelle responsabilità e negli errori da lui compiuti nella sua lunga e importante militanza, come uomo di partito e uomo di governo. Mi spiace per Bersani, e per altri esponenti pur autorevoli che continuano ad essere a lui fedeli. Ma evidentemente non vogliono fare un esame di coscienza e accettare l'idea che la responsabilità della crisi del PDS-DS e dell'Ulivo prima, e il mancato successo del PD ora , con la fuga di tanti elettori, sta proprio nella linea politica sfuggente, ondivaga, contradditoria, compromissoria, priva di una vera passione e convinzione , determinata dalla presenza di D'Alema e dei suoi protetti .
Siamo seri, signori cinquantenni-sessantenni dirigenti del PD. Il partito non ha perso voti e credibilità a causa della Serracchiani! Se tanta parte della base vi ha abbandonato è perchè li avete delusi voi.
vcastelli
02 lug 2009 19:48
Il Pd non vuole la Serracchiani tra i piedi, per questo l'hanno candidata in Europa. E' un'euro-deportata.
49franco
02 lug 2009 19:31
Beh! perlomeno la Serracchiani ha movimentato una SpA politica in cui tutta la vecchia nomenklatura va a votare il Consiglio di Amministrazione portando il proprio pacchetto di azioni. Il fatto stesso che tutti abbiano reagito con veemenza (troppa ) dimostra che il Re è nudo. Niente idee, niente "piattaforme programmatiche", nessuna idea di cosa voglia il Paese. Merito di Debora è quello di aver seppellito in una risata i ragionamenti intelligenti, ma così intelligenti, che più intelligenti non si può.
serghievich
02 lug 2009 18:35
Il guaio di queste donne è che ragionano con le v... (viscere, cosa avete pensato! Nel senso di organi interni sensibili alla passione più che al pragmatismo, sempre necessario in politica). Nel senso che "vanno dove le porta il cuore" e spesso si infilano in buchi neri senza ritorno. Con queste premesse, con questi annunci di feroce arroccamento su posizioni sentimentali più che razionali, il Pd non andrà da nessuna parte. Se non verso la rottura e la scissione, comunque vadano le votazioni. Qualcuno deve spiegare alla ragazza Debora che il nemico è Berlusconi, non D'Alema e neppure Bersani. Altrimenti, invece che l'ago della bilancia finirà per fare l'ago della puntura mortale.
Filippo
02 lug 2009 18:17
Stefano Cappellini sei un bugiardo. La Serracchiani intervistata da Curzio Maltese ha citato la laicità, il welfare, il conflitto di interessi e la questione morale. Evidentemente il programma del Riformista prevede un solo articolo "niente antiberlusconismo". E continuiamo a prendere mazzate.
loremaf
02 lug 2009 18:16
Complimenti per la chiarezza espositiva, altrettanta chiarezza la si cerca tra i dirigenti del pD presentee futuro, quando l'avremo ritrovata in interventi simili a quest'articolo sicuramente una parte considerevole degli astenuti in patria ritornerà a interessarsi del voto da esprimere.
Confronto e lessico adeguati sono la pietra miliare di una forza autenticamente riformista ,
Gli anatemi non interessano nessuno se non la propagnada di bassa lega con la quale si rincorre il di pietro e il travagli di turno, senza però costruire una proposta programmatia innovativa e di qualità.
Questo è il frutto dell'autoreferenzialità e dell'assenza di selezione di quadri dirigenti, tutti autonominati dal segretario di turno, così non va bene e non bene .
ciro
02 lug 2009 18:08
questa è la lettera che ieri mattina ho inviato a debora Sarnacchiani.
Mia cara Debora,
appena è iniziata la campagna congressuale ho pensato d'iscrivermi al PD, e lo faro in questi giorni per poter dare meglio il mio contributo. Ero aperto a tutte le candidature. Sono interessato ai programmi dei candidati. Mi dispiace molto ma leggendo la tua intervista a la Repubblica oggi, sono stato negativamente sorpreso e deluso. Non è troppo poco voler vincere, (convincere tanti che con passione lavorano, si fanno il mazzo, niente di meno di cio che fai e hai fatto tu) con una mancanza assoluta di progettualità, con due o tre cose banali, generiche e con la simpatia di Franceschini? Devo confessarti che speravo un po meglio e di piu. Altro che giovani. Che facciamo smettiamo di fare l'antiberlusconismo per iniziare l'antidalebersanismo? Mia cara potremo vincere solo quando smettiamo di essere anti e decidiamo di crescere e fare qualcosa PER. Lo so è piu difficile che parlare male di qualcuno ( il vecchio, l'apparato ) categorie che sono aria fritta. Ti assicuro che neanche Franceschini o Marini, (che certamente non la penseranno al tuo stesso modo,) sono delle grandi novità ma io li rispetto per cio che sono e il contributo che daranno al congresso. Il PD ha bisogno di PENSARE, non di luoghi comuni magari espressi da giovani, e il congresso è il momento di scambio POLITICO forte, d'idee che si vogliono affermare.. Lì ognuno deve dare il proprio contributo progettuale per l'Italia del futuro. Il partito federale, la riforma dello stato, l'economia, il welfare, le liberalizzazioni, la alleanze, a come sintonizzarci con il popolo. Gli artigiani, le piccole imprese, i lavoratori precari. Avendolo sentito alla presentazione del suo progetto, mi viene da dire meno male che c'è Bersani. Ti suggerisco di fare uno sforzo e cercare di parlare di queste e di altre cose che servono al paese, dare un contributo POLITICO di governo al partito che si va costruendo. Solo in questo modo puoi far crescere il Pd. Sarà un bene per tutti. Altra è la necessità che ci sia un forte rinnovamento. Ma questo riguarda tutti. Franceschini, Bersani e eventualmente altri. Ti abbraccio Ciro
corrado
02 lug 2009 17:34
Un partito che ha portato in giro la serrachiani come la madonna pellegrina spacciandola come la rinascita della sua classe politica e non si accorge che invece non può nemmeno insegnare all'asilo,merita di sparire nel ridicolo.Povero pd,che triste fine!
angelo
02 lug 2009 16:52
Polito, parli proprio tu di condanna all'antiberlusconismo, ch te ne stai facendo una bandiera. Che trstezza e che delusione sei stato.
venanzio
02 lug 2009 16:42
Per la Debora Serracchiani provvederà, dopo l'infelice uscita sul "simpatico", la nostra Pravdanella 2000 per la sua riabiliazione. Non la lasceranno friggere, si è già allineata ai vecchi cacicchi che si presentano come rinnovatori.
Tanto basta per lo Stalin barbuto nostrano e il suo fedele Direttore Beria.
Piero2
02 lug 2009 16:35
Direi che l'anima profondamente D'Alemiana del Riformista sta finalmente avendo un sussulto, iniziato in pieno forse ieri con l'articolo scritto "in ginocchio" da Marco Ferrante. Oggi è tutto un rincorrersi di attacchi diretti ed obliqui alla povera Serracchiani, che passa in pochi giorni da mascotte del "nuovo" PD a vecchia, ignorante ed insulsa opportunista. Daltronde il partito se l'è scelto lei... Cordialmente
Vincenzo
02 lug 2009 16:33
In fondo, la Serracchiani è una vera metafora dell'intero PD: ragiona come una velina, ma senza averne il phisique du role.
igor1
02 lug 2009 16:31
Per gli elettori del PD.
Avete finalmente capito che l'attuale dirigenza del PD (la stessa degli ultimi decenni) ha un solo obiettivo: evitare che qualcuno gli freghi la poltrona.
Altri dirigenti dell'ex DS (ovvero ex PCI) pensavano di essere intelligenti e si sono creati dei piccoli partiti a parte e conseguentemente nuovi posti di potere, anche se poi avendo fatto i conti senza l'oste (Berlusconi), che ha cambiato le regole per essere eletti, sono rimasti fregati.
il mattatore
02 lug 2009 16:18
la lotta al potere è incominciata in nomre della democrazia e del dialogo non si risparmieranno niente e noi stiamo a guardare e agiamo nell'interesse del paese vediamo di mettere al coperto i terremotati intanto che questi se le suonano
R3D
02 lug 2009 16:13
Ci mancava solo Carra che dà alla Serracchiani della fascista.
Risulta molto piu fascista ai miei occhi una persona di 65 anni che 16 anni fa veniva condannata per falsa testimonianza e oggi ce lo ritroviamo ancora qua a volerci comandare.
Bersani e Franceschini? No thanks, continuo a votare IDV tranquillo come una pasqua, in attesa della inevitabile morte del PD, come sostiene Pansa.
Ghidoni Gino
andrea
02 lug 2009 16:10
Caro Lucius, non si tratta di livore, ma di delusione.
Puoi legittimamente scegliere Franceschini.
Ma con motivazioni, forma e contenuti che diano valore aggiunto al PD tutto.
Non puoi scegliere la scorciatoia dell' antipolitica per attirare i dipietristi e i grillini al voto delle primarie. Perchè ti si ritorcerà contro, danneggerà tutti, chiunque vinca.
Inoltre mi ha dato fastidio la manipolazione informativa, alla quale siamo molto sensibili, no ? Non è vero che Serracchiani ha preso più voti di Berlusconi nel Nord Est, come sparato da Repubblica. Li ha presi in Friuli. Risultato certamente prestigioso, ma diverso. Altre persone degne, come Flavio Zanonato, come Sergio Chiamparino, come Filippo Penati, sanno raccogliere consenso al Nord. Saranno tutti con Franceschini ?
Dire che Dario Franceschini è un avvocato e proviene da un consiglio comunale è una presa in giro, egli è stato vicesegretario del PPI e sottosegretario alla Presidenza del Consiglio nel governo del crudele D' Alema.
Al quale giustamente può venire rimproverata la scelta di tredici anni fa di usare la salvaguardia di Mediaset come grimaldello per ottenere da Berlusconi le riforme istituzionali (che ancora mancano drammaticamente al nostro Paese), fallendo (forse anche per la mancata collaborazione di chi gridava all' inciucio senza saper vedere oltre...).
Il vero dato da imputare a D' Alema sulla Bicamerale è il suo fallimento, con le conseguenze che ha provocato a cascata. Capisco che le visioni caricaturali abbiano fascino e immediatezza, D' Alema a letto con Berlusconi è una visione stuzzicante di questi tempi....
Ma forse meritiamo di più delle caricatura, meritiamo di approfondire, di imparare gli uni dagli altri, di migliorare.
La battaglia congressuale deve servire a migliorarci a vicenda, a fare chiarezza in modo ruvido e schietto, ma non a denigrare le persone ad uso e consumo del voto di protesta.
piero
02 lug 2009 16:05
Cappellini, è molto sgradevole questa lunga invettiva, dai toni neanche velatamente minacciosi "Nei partiti c'è un limite che non si può sorpassare". Il partito come tomba della libertà di pensiero? Non ci si può nemmeno esprimere con franchezza in un partito? Quanto a D'Alema: è così difficile constatare che la sua prassi togliattiana è stato l'alito mortifero steso sulla sinistra italiana dell'utlimo quindicennio? Non è evidente la totale inconcludenza e la inguaribile inadeguatezza di questa cultura ad affrontare, e magari cambiare, il nostro tempo? In veritàè le posizioni un po' naif della Serracchiani sono né più né meno che senso comune di chiunque osservi le vicende della sinistra con un minimo di distacco.
gasparinifabrizio
02 lug 2009 16:04
Ho votato una sola volta il PCI, poi ho visto la Dc infiltrare il SUO MIGLIORE UOMO: Massimo Dalema. Da allora la metastasi ha trasformato il fù partito dei lavoratori nell'ufficio della Goldman, con una dirigenza confacente allo scopo! Non conosco le motivazioni di Serracchiani, anche grazie a voi che vi occupate del verosimile e non del vero, comunque Dalema va tenuto solo se siete di destra o gli equivalenti: i riformisti! Cacciare Dalema è una PRIORITA'!
pietro
02 lug 2009 15:57
Veltroni,Franceschini,D'Alema,Bersani la Madia ed ora anche la Serracchiani,ah! dimenticavo Prodi con le seduti spiritiche. Ma cos'e' il circo Barnum. Siete alla canna del gas, altro che vincere le elezioni,meglio sperare in uno sciopero dei gasisti.
aldo
02 lug 2009 15:51
La Serracchiani ha ragione, il problema è che tra lei e D'Alema è mille volte meglio D'Alema.
katyn
02 lug 2009 15:36
da estraneo al problema in quanto tale, ma da osservator curioso, azzardo : ma non è che data
la tradizionale persin diabolica sottigliezza del sinistro-pensier italico si dica nero per favorire
bianco.
Romano
02 lug 2009 15:31
ma....ma.....ma....mazzette rosse, cosa sono? non capisco volete spiegare? sono molto molto preoccupato, sbaglio? avete già risolto?
Lucius
02 lug 2009 15:14
francamente non è assolutamente chiaro il motivo di tanto livore nei confronti di debora serracchiani. Avendo partecipato ai ludi bancari tenuti recentemente a milano, appare evidente che i sostenitori della cordata Bersani, a cominciare da d'Alema, sono i sostenitori dell'aria fritta, del nulla. Essi non hanno capito ancora che cosa occorre fare per cercare di limitare la crescita della Lega Nord, per battere la popolarità di Berlusconi. E' questo il problema di cui occorre occuparsi: ci sono nel partito democratico -in Lombardia, Veneto, Piemonte- persone che offrono un convincente programma per prima arrestare e poi rovesciare la tendenza che caratterizza attualmente il voto popolare espresso a favore della accoppiata Pdl-Lega? Persone in grado di battere i voti preferenziali ottenuti dai vertici della destra? Si facciano avanti e parlino: Serracchiani è una di queste persone: onore al merito e disonore al demerito! Prima di parlare, occorre portare a casa i risultati e non i discorsi autorefenziali dei convegni.
officina sociale
02 lug 2009 15:13
PD, si accende il dibattito congressuale
Leggi il regolamento
IL REGOLAMENTO PER L'ELEZIONE DEL SEGRETARIO
TUTTE LE INFORMAZIONI SUL CONGRESSO
Sono quattro i candidati già in campo per la segreteria del PD. Dopo il responsabile Economia del PD Pierluigi Bersani e l’attuale segretario Dario Franceschini, i primi due a dare l’annuncio, si sono aggiunti il blogger e giornalista Mario Adinolfi e ora Amerigo Rutigliano.
Rutigliano aveva già provato a candidarsi nel 2007 e prevede che “le candidature metteranno in moto una lunghissima discussione politica in un momento non certo favorevole per il paese che si trova a fare i conti con una fase di gravissima recessione. Auspicherei per il PD e IDV una dura opposizione a livello parlamentare proprio ora che l'attuale presidente del consiglio è in difficoltà a causa del gossip hard, della probabile bocciatura del lodo Alfano da parte della Consulta, dei cittadini che iniziano ad aprire gli occhi rendendosi conto che le promesse fatte in campagna elettorale verranno regolarmente tradite”.
E spiega: “Sono convinto che l'attuale governo può essere battuto solo ed esclusivamente a livello politico, sui fatti concreti più che sulla persecuzione giudiziaria”.
Non ci è stata ancora inviata la sua mozione che pubblicheremo assieme alle altre su pdNetwork, ma sul suo blog conclude così: “Il Partito Democratico deve darsi una svegliata, una scrollata, crederci in quel che pretende di voler fare, in parlamento non deve astenersi su tutto ma, lottare voto su voto, e denunciando quel che accade nelle commissioni ...che somigliano sempre più a spazi aggregativi adatti ai ladri di Pisa”.
Alla redazione de il Riformista
Sarebbe il caso che il quotidiano informasse gli elettori a 360 gradi. Non esiste solo Franceschini Bersani e Serracchiani ma , ci sono altre realtà forse più interessanti se si desse loro ascolto.
Officina Sociale
giuseppe di ruoco
02 lug 2009 15:10
apparte il solito modo di riportare i fatti, senza distacco e tipico degli organi del partito azienda -sembra un articolo del Giornale- la ragazza non " trova altra ragione di sostegno a Franceschini che non sia la simpatia" è una grande balla, date un'occhiata alla dichiarazione di ieri, ha parlato di coraggio e di innovazione.
siete davvero umilianti.
e fate presto a cestinare, uè
Giuseppe Di Ruoco
02 lug 2009 15:06
"mediaset è patrimonio del paese"
Massimo D'Alema, il primo complice della deriva autoritaria che ci ha reso lo zimbello del mondo.
miss purple
02 lug 2009 14:47
il dramma vero, e il paradosso, è che la "new generation", per dirla alla under 25, non porta nemmeno più in dote quella "ventata di freschezza", per dirla alla Vigorsol, che avevano Veltroni & Co. all'atto di nascita, nonostante incarnassero la vecchia guardia.
I "vecchi" d'allora erano giovani, perché il Pd era neonato, e qualcuno c'è cascato. I "giovani" di oggi sono nati vecchi perché il Pd è all'ospizio, e chi vuoi che ci caschi?
Paolo G
02 lug 2009 14:39
La stagione della Serracchiani è iniziata con una esternazione e finirà con un'altra esternazione: quella di aver preferito Franceschini perchè "più simpatico". Il problema sta tutto nel "come": oggi conta solo fare audience, fare la sparata che "buca" i giornali, che rende famosi; l'esperienza e i contenuti contano assai meno. Credo che la classe politica debba emergere in base a fattori di merito, non all'ultima sparata al congresso. Due mesi fa non la conosceva nessuno, non può vantare particolari titoli o meriti, e tuttavia in un attimo è diventata quasi candidata alla segreteria del PD. In questo modo anche le critiche a Berlusconi e alla logica in base alla quale le veline sono candidate alle Europee perdono di significato: il meccanismo di selezione è simile, solo un po' meno pruriginoso. Sarebbe veramente necessario vedere qualche nome nuovo ai vertici del PD, purchè sia costruito sui titoli e sulle capacità, non grazie alla ribalta improvvisata ottenuta con una performance occasionale.
Lubianka
02 lug 2009 14:28
Sino a che i comunisti del PCI/PDS/DS ed ora PD non pagheranno il loro debito con la storia, non Vi sara' pace per la sinistra italiana, ci vuole un partito giovane, moderno e democratico senza questi personaggi ex comunisti a parole ma non nei fatti che controllano il paese, nelle cariche istituzional piu' importanti, nella mnagistratura, nel credito MA NON CON I VOTI DEL POPOLO, personaggi a cui auguriamo un sereno e lungo oblio, meglio di cio' che riserverebbe la giustizia della storia.
ritual
02 lug 2009 14:27
Avete notato che si continua a non parlare di "fatti" e, soprattutto, parlare di politica.
Intendo dire... se si sta parlando di come fare a proiettare un'immagine che freghi gli elettori facendo loro percepire un partito che non c'è... beh... allora... buona fortuna.
Se no, tiriamo giù le proposte e confrontiamole.
Spero che presto si incominci ad analizzare ciò che le persone hanno fatto in quanto, se si continua a parlare di quello che dicono, non si andrà da nessuna parte.
Antonio da Ravenna
02 lug 2009 14:21
Il problema della sinistra sta nel fatto che non ci sono idee,programmi,ma il vizio di copiare altri leaders,vedi Blair,sègolene Royal,Clinnton,Obama e persino il mostro(Berlusconi),per far questo ci vuole stoffa e carisma,e mi spiace dirlo che anche fra i giovani non ne vedo all'altezza.PS cosa ne pensate di Enrico Letta?.
angelo
02 lug 2009 14:16
Ma siate seri! Ai tempi del PCI questa qui non avrebbe fatto neanche la segretaria della FGCI di una sezione!
sandropertini
02 lug 2009 14:10
Forza Debora
monica
02 lug 2009 14:05
Per una volta concordo in pieno con l'editoriale, e rinuncio a chiosare perché dice le cose meglio di me. Ecco, aggiungo solo che questo è quello che chiedo non solo alla stampa, ma anche alla politica: non che chi mi rappresenta "parli come me", ma che parli meglio di me, facendo un virtuoso sforzo, certo, per farmi capire anche a me. Che ragioni meglio di me. Se no cosa li eleggo, e tutti noi cosa li paghiamo a fare? Non solo non chiedo a un politico di essere simpatico, ma tendenzialmente preferisco quelli un po' (o anche molto) antipatici, che non potendo, empaticamente, "piacere", devono sbattersi per convincere. L'intellettualismo mi può irritare, ma l'anti-intellettualismo mi fa orrore - e vi risparmio i paralleli storici, siamo andati a scuola tutti, chi più chi meno. Il "politichese" mi può annoiare, ma questa marmellata di populismo linguistico e concettuale con tanto di estrapolazioni ontologiche (mamma mia, d'Alema "è il contrario del PD"! cazzo: sostanza o forma, e l'io pensante, e sant'Agostino che ne dice?) mi ripugna e mi deprime. Sono un'aliena, senz'altro, anch'io. Non dico che me ne vanto - non posso farci niente - ma mi ritengo proprio fortunata.
pasquale
02 lug 2009 14:04
Oltre a fare di d'alema un ottimo marinaio ,mi piacerebbe vedere giornalisti come te vendere i giornali,sempre per il bene del paese.Viva DEBORA.
per Michele
02 lug 2009 14:03
Michele, questo Cappellini fa delle cappelle più grandi di lui, parla tanto di alieni, ma non capisce che l'alieno è lui, con i vari D'Esposito e il capo Polito. Il Capellini se la prende con la pretesa inesperienza della Serracchiani, ma non si avventura a cercare di capire che ormai la maggioranza a della maggioranza "vera" e popolare della sinistra detesta D’Alema, Bersani, la Finocchiaro e tutti gli odiosi esponenti che hanno condotto la sinistra allo stato attuale: battuta da Berlusconi e passi, ma ormai insidiata da un mentecatto come Di Pietro che non conosce neppure la lingua italiana e discetta di diritto di cui non ha mai capito una mazza. Cappellini se la prende invitando all’odio su una persona scomoda, perché è un sinistro italiano. Infine, Michele, non so se hai notato che questo è l’unico giornale dove i lettori scrivono meglio e sono più intelligenti dei giornalisti che ci scrivono. Unica nota, a favore di Polito, lascia libertà di parola, ma non apprende nulla di nuovo. Insomma giochi innocui per sinistri scemi.
Gabriele
02 lug 2009 13:59
Mah... Non sono del PD, e mi interessa solo relativamente il suo dibattito interno - certo è però che tutta questa retorica sul nuovo che avanza, sui gggiovani, sullo svecchiare la politica suona talmente fasulla e/o ingenua, che riesce a rendere indigeribile anche quello di buono che pure ha al suo interno. Non voglio proprio essere nei panni del delegato costretto a scegliere tra Franceschini/Serracchiani e D'Alema. Complimenti a Stefano Cappellini per l'articolo, checché ne dica il Michele del primo commento, che, come in ogni blog che si rispetti, straparla e va avanti per slogan.
limmershin
02 lug 2009 13:45
mah non so...
http://limmershin.blogspot.com/2009/07/la-politica-alla-macchinetta-del-caffe.html
f. de marco
02 lug 2009 13:38
Una cosa pero`mi sembra certa; Negli ultimi ventanni il DALEMA pensiero e in fondo anche la persona é PERDENTE di fronte a tutto l`elettorato italiano sia di destra che della cosi chiamata sinistra. Peccato ! ! ? ? perO`é cosi..............Mio nonno mi diceva ;... chi cambia spesso dimostra di avere poco giudizio........ma chi non cambia mai dimostra di averne meno.......
angelo gabrielli
02 lug 2009 13:36
sottoscrivo riga per righa quello che cappellini scrive. ho militato per anni nel pci. di debora ne ho sentite tante. altrettanto lucide nella critica e perfino nella proposizione del metodo. in fondo debora propone solo un modo democratico di gestire un partito, rispettoso della maggioranza. il problema poi si presenta quando si deve cominciare a delineare una linea politica. quando dire nuovo non basta piu, perche vorremo ascoltare cosa dovremmo fare. mi pare che bersani abbia idee molto chiare. debora non altrettanto. e purtroppo, dopo l'ovvio iniziale interesse, che avrebbe portato anche me, se avessi votato a udine, a preferirla, oggi è inevitabile constatare che investire in simpatia, nelle faccende di un partito politico è qualcosa di molto più attinente al berlusconi "spensiero". qualcosa di cui nessuno dovrebbe sentire il bisogno nel partito democratico.
Michele
02 lug 2009 12:53
Complimenti per il triplo salto mortale con avvitamento in volo.
Ma dove vivete?
Ma li seguite i blog e i voti sul corriere repubblica riformista qn e varie?
Ma di quale italia state parlando?
Il PD vero qual'è quello che arretra alle elezioni o quello che avanza?
Avete confrontato la geografia dei voti alle ultime elezioni e i relativi candidati?
Cambiamo o spariremo tutti. Avanti Debora!
foto del giorno
A group of people wearing the masks depicting (from left to right) Chinese President Hu Jintao, Russian Prime Minister Vladimir Putin, South Korean president Lee Myung-Bak, U.S. President Barack Obama, British Prime Minister David Cameron and French President Nicolas Sarkozy pretend to make a toast during a protest against the Nuclear Security Summit in Seoul, South Korea, Monday, March 26, 2012. A number of groups in South Korea oppose the expansion of nuclear development which they say the two-day nuclear summit promotes. (AP Photo/Eugene Hoshiko)