venerdì, 3 settembre 2010 ore 12:16

Prima pagina

Bersani accusa
di Tommaso Labate

Ecco la mozione congressuale: duro attacco alla gestione del Pd

©LaPresse 16-7-2009 PD: Bersani, riaprire il cantiere dell'Ulivo Nella foto Pierluigi Bersani foto di repertorio

«Perché il Pd ha deluso le aspettative che aveva suscitato, perdendo voti invece di allargare i consensi in tutte le direzioni?». La mozione offre tre risposte. Primo, «è successo perché la vocazione maggioritaria si è ridotta alla scorciatoia del nuovismo politico». Secondo, «perché invece di fondare un partito mai visto nella storia italiana, si è preferita la suggestione mediatica al rinnovamento della cultura politica». Terzo, «perché, dopo aver invocato la partecipazione popolare alla primarie e aver ottenuto la risposta formidabile di oltre tre milioni di cittadini, non si è riusciti a costruire un’organizzazione plurale e aperta in grado di coinvolgerli». Da qui il messaggio agli avversari interni. «Non si dica - si legge nel testo - che i nostri problemi sono venuti dal presunto tradimento di un’ispirazione originaria. Sono venuti dal non aver messo il progetto su basi solide».

Le radici uliviste e la laicità. Il partito disegnato da Bersani è legato alle radici dell'Ulivo, accantonate dal duo Walter-Dario, che vengono rilanciate nell'ultima parte del documento congressuale. «L'identità plurale dei democratici - si legge nel testo - nasce dalla sintesi delle culture fondative dell'Ulivo. Nell'avvio del Pd si è pensato che l'eclettismo potesse allargare gli orizzonti e accrescere i consensi. Non è stato così». In sintesi, l'ex ministro propone un partito «popolare», «riformista», «dell’uguaglianza», «delle donne e degli uomini», «dei lavoratori e dei ceti produttivi», «ambientalista», «dei territori», «dei giovani», «dei cittadini e del nuovo civismo», «della conoscenza e dei saperi». E poi «un partito laico»: «Perché rispettiamo le fedi e le convinzioni morali di ciascuno. Siamo convinti - si legge nella mozione - che lo Stato sia la casa di tutti e che si debba garantire a tutti libertà di coscienza e di culto e che si debbano tener distinte le convinzioni religiose, filosofiche e morali (…) dalle leggi che regolano i comportamenti di tutti». E «un partito dei diritti civili», contrario - quindi - «a uno Stato che tenda a sostituirsi alla libertà e alla responsabilità dei cittadini».

Vecchio o nuovo? La questione del modello di partito viene affrontata nelle ultime pagine: «La questione che ci siamo posti nei mesi scorsi non è se essere un partito “vecchio” o un partito “nuovo”, ma se essere davvero un partito». E ancora, riferito a Veltroni, «all'indomani delle primarie abbiamo deluso sia chi era legato a forme di militanza più tradizionali, sia chi si aspettava nuove forme di partecipazione politica». Morale? «Abbiamo disperso un tesoro immenso».

La sovranità degli iscritti. Organizzato in circoli, il Pd - si legge nel capitolo finale della mozione - «è un partito di iscritti e di elettori. La sovranità appartiene agli iscritti, che la condividono con gli elettori nelle occasioni regolate dallo statuto. Agli iscritti sono riconosciuti diritti fondamentali come la partecipazione alle decisioni ai vari livelli (anche attraverso referendum) e l’elezione degli organismi dirigenti. Il Pd coinvolge gli elettori, attraverso le primarie, per selezionare le candidature alle cariche elettive con particolare riferimento alle elezioni in cui non sia presente il voto di preferenza. Partecipa alle primarie di coalizione con un proprio rappresentante scelto da iscritti e organismi dirigenti. Le primarie per l’elezione del segretario nazionale richiedono nuove regole ispirate a due criteri: non devono trasformarsi in un plebiscito e non possono essere distorte da altre forze politiche. Le primarie vanno rese più efficienti, superando meccanismi di “doppia legittimazione” e rendendo più chiaro il meccanismo di partecipazione. L'Albo degli elettori deve essere pubblico e certificato». Sull'elaborazione del capitolo sulle primarie per l'elezione del leader (che rilancia in toto il modello Usa) è stato determinante il pressing dell'area di Enrico Letta.

Dall'economia al «profilo morale».  Nessun richiamo esplicito all'attualità. Ma nella mozione Bersani c'è un passaggio da non sottovalutare. «Il Pd ha il compito di dare al Paese una classe politica di alto profilo morale, sobria nei comportamenti, animata dallo spirito di servizio e di rispetto per istituzioni e comunità». L'ex ministro si candida sulla base di una piattaforma che boccia «una finanza sempre più spregiudicata» e «quel “pensiero unico” neoliberista che ha influenzato anche tanti riformisti»; insiste sulla green economy; vuole «regole chiare» su immigrazione e sicurezza; chiede di «ridurre le disuguaglianze», di «liberare il merito».

Il conflitto d'interessi. Nella programma di Bersani ci sono riforme istituzionali («Noi scegliamo un modello parlamentare rafforzato») e un partito aperto: «Il progetto che ci ispira non è compiuto (...) C'è un vasto campo di forze di sinistra, riformiste, laiche e ambientaliste che ha cominciato ad unificarsi e al quale è giusto guardare con attenzione, così come a tutte quelle forze di opposizione che incarnano valori importanti». La vocazione maggioritaria «non significa rifiutare le alleanze ma, al contrario, renderle possibili». C'è un brano sul conflitto d'interessi, tornato di moda dopo l'intervento di Franceschini. Scrive Bersani: «Intendiamo anche risolvere il problema del conflitto di interessi che in tutti questi anni è andato aggravandosi, mettendo in pericolo la libertà di informazione e non solo». Curiosità: nel capitolo del testo dedicato al “Nuovo secolo” era esplicitato anche l'obiettivo di «tendere una mano all'Africa». All'ultimo giro di correzioni la parola «Africa» ha lasciato il passo all'espressione «nazioni più povere». Chissà perché.

martedì, 21 luglio 2009

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commenti dei lettori

26 commenti presenti

remo

24 lug 2009 08:57

Bersani il comunista che si vantava delle sue lenzuolate liberalizzatorie che hanno fatto aumentare i costi per i cittadini. Un mito! neanche fantozzi arrivava a tanto.

Il Cardinale

23 lug 2009 18:06

Pippuzzo : Quando uno si risente con vigore, è segno che aveva la coda di paglia e se la è bruciata. Hai fatto bene a spare a zero sul riciclaggio, nessuno è immune al " profumo dei soldi " !

pippuzzo

23 lug 2009 15:34

Per il gentiluomo del post delle ore 1.30 (Che ora! sarà insonnia , sarà un nullafacente manutengolo di un qualche ente o organizzazione parassitaria delle regioni rosse, sarà un galoppino sindacale ...in tutti i casi anche un maleducato). Vedi queste cose sono state gestite anche a livello di paesini dove abitavo e facevo attività politica (anni 70) nel PARTITO, per quanto riguarda poi la seconda parte della tua irata osservazione ti rimando ad un post in questo sito che parla dei malaffari gestiti per il PARTITO da bersani, cose del genere ce ne sarebbero decine (Vogliamo chiederci con chi e come le COOP riescono ad avere appalti non solo nelle regioni rosse ma anche in Sicilia?) ma è inutile parlarne o dimostrarle tanto i vostri compagni insabbiano e trasferiscono o incarcerano chi ne parla (Vedasi TelecomSerbia) e per la verità, è anche inutile parlare con gente come te.

igor1

23 lug 2009 14:15

Possibile che questo vecchio scarpone della politica italiana, uno dei massimi rappresentanti del comunismo italiano, ha ancora il coraggio di parlare di "moralità" e di "conflitto di interessi". Si è già scordato dei soldi che il PCI ha sempre ricevuto dall'Urss e degli affari che hanno sempre fatto con le coop e con la Cgil? Gli italiani, quelli normali, non dimenticano facilmente.

luceste

23 lug 2009 12:22

L'assurdo iniziale è stato di voler mettere assieme ex cumunisti con ex democristiani, non regge, non reggerà mai. La differenza di culture di identità di ideologie non si possono cancellare con due semplici sigle, PD . E' come pretendere l'integrazione di due popoli distanti tra loro anni luce. E' pura e semlice utopia: Ci vorranno anni prima che tutto succeda. Non parliamo di Franceschini che adirittura parla di possibile caduta del governo per le fregnacce apparse su certi giornali sul conto di Berlusconi. Illusioni solo illusioni

PER PIPPUZZO

23 lug 2009 01:30

ma che fregnacce hai il coraggio di scrivere.Porta rispetto cretino, e se hai qualcosa da dire nel merito parla ,alrtimenti taci imbecille. Le feste dell' unità per riciclare denaro sporco!!! Che scemenze dici mai ??valerio

forzista

23 lug 2009 01:03

Chiunque sara`, gia da adesso e`il decimo. Carne da cannone per il premier, da far fuori alla prima sortita.

bianchini

23 lug 2009 00:51

Uno strano ventriloquo Bersani. Sulle ginocchia di D Alema , parla per l`artista che lo anima. Una trovata non felice, zeppa di dubbi. La chiacchierata qui sopra non tiene conto del fatto, che nessuno dei due possiede capacita` di comunicazione. Infatti Veltroni, con la scusa della passione, questa sera e` riuscito a prendere un microfono, e finire su un Ansa. Magari per dire una sciocchezza, come e` stato, ma ne e`stato capace.

CAVALLO

22 lug 2009 23:13

ERA UN COMUNISTA

Jupiter

22 lug 2009 23:07

Caro compagno BERSANI, questa volta non ci sono più scappatoie, se va male anche questa volta : POTETE CHIUDERE BOTTEGA !

Lucius

22 lug 2009 21:16

Chiunque divenga segretario del PD, è chiaro che dovrà svolgere un lavoro enorme: l'opera abbraccia quattro materie, bisognose di analisi distinte, ma ugualmente indispensabili ad una formazione politica duratura. In primo luogo, ideologia, cioè principi resistenti al mutare delle circostanze per istituzioni, democrazia, giustizia, laicità, economia, socialità, Europa, relazioni col mondo (ooviamente, non ritratti di padri e nonni alle pareti). In secondo luogo, organizzazione: tesseramento, militanza, democrazia interna, finanziamenti. In terzo luogo, linea politica: alleanze, programma, proposte per affrontare, attualmente e nella prossima legislatura, questioni quali l'illegalità e la crisi finanziaria. In quarto luogo, leadership: chi deve guidare il partito, con che criterio fare la scelta, che relazioni tra partito e capo del governo. Un partito, che aspiri a governare l'Italia in modo non effimero deve plasmare le dette quattro materie in modo chiaro e convincente. Non so se il compito è facilitato o meno dalla presenza di pigmei al vertice del Pdl.

corrado prestianni

22 lug 2009 21:03

Il solito giochino di d'alema e del suo portaborse bersani,accusare sempre gli altri dei disastri a cui anche loro han partecipato,ma ovviamente sempre dopo.Metodo tipico che da tempo conosciamo e di ben noto retaggio.

forzista

22 lug 2009 20:33

Bersani. Ma dove vai, se la banana non cel`hai. Tu sei santo.

herbert

22 lug 2009 19:48

Bersani e` stato plagiato da D Alema. I due si sono accordati per far fronte al disastro annunciato, che vedrebbe quest`ultimo fuori campo per un tempo insostenibile. E`semplice la strategia ; bersani prestanome, d alema leader massimo sottospirito pur di non subire lo scippo. Non facciamoci fregare.

49franco

22 lug 2009 18:47

Condivido tutto. Infatti sono un berlusconiano.

Bersani sei grande

22 lug 2009 17:53

Oggi é indubbio che Bersani é una forza valida del PD. Il suo sempre lucido esame economico del paese mi da la sicurezza di riporre la mia fiducia su un giusto esponente e un giusto partito. A mio avviso é basilare il ruolo di Bersani sie per l'economia sia per il welfare.

virginia

22 lug 2009 17:00

ragazzi, ma dove vogliamo andare con questi? questi che dopo la bellezza di 15 anni parlano di conflitto di interesse! quando avevano i numeri si sono ben guardati dal farlo, ora che i numeri non ci sono lo tirano fuori di nuovo. almeno ci rendiamo conto che questi signori sono anni che ci prendono in giro, che giocano a ripeterci sempre le stesse cose, che non solo hanno dimostrato di non saper governare ma ora non sanno neppure più fare opposizione. burocrati che dimostrano di essere lontani anni luce dal vita reale, dai problemi della gente, dalle nostre esigenze dai nostri bisogni quotidiani. cosa ne sanno questi del lavoro, dei problemi dei dipendenti, degli artigiani degli imprenditori, gente che in vita loro non ha mai lavorato, non ha mai portato a casa un pezzo di pane guadagnato con la fatica ma ha sempre e solo vissuto sulle nostre spalle, nei sindacati, nei partiti. cosa vogliamo sperare, io sono delusa e pessimista, non vedo nessuno che abbia la voglia e il potere di cambiare qualche cosa. mi auguro di sbagliarmi.

Dante

22 lug 2009 16:48

per Giovanni Agresti: il livello intellettivo dei simpatizzanti di sinistra sarà quel che sarà... certo che il livello intellettivo dei fans di Papi o di Salvini... guardate un pò in casa vostra o meglio a Palazzo Grazioli!!! forza Bersani che te di noss!!!

lorenzo de caprio

22 lug 2009 16:27

Non mi sembra che il problema dell'identità culturale e politica del PD sia affrontato. Non si può avere insieme la moglie ubriaca ( ex DC) e la botte piena ( ex PCI), bisogna fare delle scelte chiare e definitive ed essere disposti a pagare il conto degli errori commessi. La serie degli aggettivi e degli attributi: "popolare, riformista, dell'uguaglianza,..." dice tutto e nulla, per il semplice motivo che non c'è forza politica che non si dichiari "popolare, riformista, etc. etc. Più che dichiarazioni di principio e di buone intenzioni piacerebbe sapere da Bersani cosa in concreto egli propone su temi come la scuola e l'università, le pensioni, la sanità, la sicurezza, le riforme costituzionali, la riforma della giustizia, il testamento biologico etc etc. Quando la cosidetta sinistra capirà che la gente apprezza e premia il pragmatismo e la concretezza?

Tenaglia

22 lug 2009 14:56

Rifiutata la candidatura di Grillo al PD. Bersani: " Facciamo gia ridere da soli."

Tenaglia

22 lug 2009 14:54

Bersani: "Il PD non è un bus". Ha ragione. Sul bus è scritto chiaramente in che direzione sta andando.

max

22 lug 2009 14:00

Condivido, condivido,condivido.

giulio

22 lug 2009 13:19

Fa paura l'accoppiata Bersani-Visco. Non vi è alcun dubbio che i due siano gli artefici della debacle del centrosinistra, inteso come Unione, quella del governo monstre del 2006-2007, quell'informe struttura che aveva a capo Prodi, più insignificante che mai durante quell'esperienza. Essi vararono la terrificante ed inutile finanziaria (inutile, è bene sottolineare, perché esistevano presupposti perché fosse più umana) con l'intento primario di finanziare nuove spese intese a favorire gli alleati della sinistra radicale. Lanciarono la lotta all'evasione dopo avere, udite udite: - attaccato violentemente la Guardia di Finanza rea di avere effettuato l'inchiesta (e le intercettazioni) sulla fallita scalata alla BNL (Fassino: "allora abbiamo una banca?"). Si intese far pagare alla GdiF il delitto di lesa maestà, con la scusa della responsabilità nella divulgazione delle intercettazioni; - avere rimodulato le aliquote IRPEF con l'intento di drenare risorse a chi non può evadere (cosa perfettamente riuscita) ed avere introdotto un'aliquota esprorpio del 43%. Ed indovinate chi non può evadere? Si, sempre gli stessi, che non sono stati nemmeo riconosciuti come benefattori, essendo, il loro contributo di maggiori imposte, fatto passare per risultato della lotta all'evasione ; - impostato il tutto come se la lotta all'evasione fosse un problema di polizia (tributaria) e non anche un problema essenzialmente politico, a cominciare dalla preparazione dei politici stessi; - avere criminalizzato intere categorie, artigiani e commercianti, per finire con le imprese edili (occorreva punire gli immobiliaristi delle scalate, i Ricucci e compagnia) queste ultime con un DL del luglio 2006 allucinante (firmato dalla coppia Bersani-Visco) nel quale si prevedeva il recupero a tassazione delle Stock option, recupero quasi totalmente sparito nella conversione in legge (chissà perchè? Non sorge il dubbio, più che legittimo, che qualcuno abbia tirato le orecchie ai due apprendisti stregoni e che questi abbiano coraggiosamente obbedito?). E ci fermiamo qui. Per quanto riguarda il conflitto di interessi, Bersani dovrebbe saperne qualcosa. Dovrebbe sapere che preoccupano più gli innumerevoli conflitti di interesse di piccola portata, occulti, che il grande conflitto ipercontrollato politicamente. Bersani, a questo riguardo, non è lo stesso che figura interessato alla NENS, il pensatoio di Visco? Ha sentito parlare, Bersani, della SPSC una Srl con sede allo stesso indirizzo della NENS, che ha ottenuto appalti dal Ministero dell'Economia diretto da Visco? E lo sa chi erano (sono) i soci della SPSC? E a chi appartengono i locali in cui hanno la sede la NENS e la SPSC? E cosa ha ottenuto la proprietaria di quei locali in fatto di carriera nelle strutture del Ministero diretto da Visco (viceministro ma ministro di fatto)? Se c'è del vecchio, ebbene Bersani ne è la rappresentazione lampante. Possibile che non ci sia nessuno che abbia il coraggio di dire:" Ampiamente sperimentato con dubbi risultati. Agli atti!!""". Che ne sa uno come Bersani, che ha vissuto le esperienze che sappiamo, di liberalismo?

Giovanni Agretti

22 lug 2009 12:30

Secondo me Bersani è più bello e simpatico che intelligente. Il progetto che espone è una genialata pazzesca. In pratica il pensiero è questo: in italia non c’è più il comunismo ma ci sono qualche milione di comunisti, nati comunisti, che pensano da comunisti, vestono da comunisti, camminano come comunisti, insomma sono rimasti comunisti tutta la vita e moriranno comunisti (anche se non nella misura auspicabile). Ed allora qual è l’astutata di questo geniale pensatore della sinistra? Rifondare il partito sul vecchio e collaudato modello marxista-leninista che si era fermato al problema del conflitto d’interessi di Berlusconi. Infatti ricomincerà da questo vecchio problema. Sostituire la nuova sinistra con il vecchio marxismo organizzativo, dite la verità, non ci aveva pensato nessuno. A giudicare dal livello intellettivo dei simpatizzanti di sinistra che si leggono su questo e su altri giornali, io credo che avrà successo. Modesto, ma sempre meglio di nulla. La verità è che i cambiamenti, a cui il centrodestra è abituato, avevano invece travolto i vecchi comunisti che non sapevano più cosa fare e cosa pensare: ora si ritorna alle vecchie abitudini e tutto ritornerà chiaro. D’altronde Esopo anche se non era di sinistra e non ha mai militato nella FGCI e quindi suppongo non si riferisse a Bersani e D’Alema amava dire “L'abitudine rende sopportabile anche le cose spaventose”. Un grande pensatore. Esopo, intendo.

Piero2

22 lug 2009 11:54

"un partito «popolare», «riformista», «dell’uguaglianza», «delle donne e degli uomini», «dei lavoratori e dei ceti produttivi», «ambientalista», «dei territori», «dei giovani», «dei cittadini e del nuovo civismo», «della conoscenza e dei saperi». E poi (of course) «un partito laico»". Nient'altro? Perchè invece il PD attuale com'è? Lo stesso tema scritto da un bravo alunno di terza media (Come vorresti il tuo Partito?), che ci ripropongono da 20 anni. Il partito "delle donne e degli uomini"??? Ma che diavolo..... Cordialmente.

pippuzzo

22 lug 2009 11:51

E basta con ste primarie!!! 3milioni e mezzo? ma va lè! sono i soliti dati truccati dei comunisti che servono a riciclare denaro sporco come avveniva con le Feste dell'Unità