Parla Donadi: «Così si fa il gioco del premier» di Tommaso Labate
«Non possiamo certo rimanere inermi di fronte all'offensiva di Berlusconi. Ma Di Pietro non deve portare avanti lo scontro frontale con Napolitano. Così rischiamo di fare il gioco del premier». Massimo Donadi, capogruppo dell'Idv alla Camera, spiega al Riformista perché stavolta si smarca da Tonino.
Onorevole Donadi, siete in guerra contro il Quirinale. La convince la strategia del suo partito? Senta, per quanto mi riguarda, io riconosco che il compito del presidente della Repubblica deve essere per definizione improntato al massimo equilibrio. Aggiungo che, soprattutto in questo momento, con una maggioranza così allineata al suo capo, il ruolo di Napolitano è ancora più delicato. È Berlusconi che ha tutto l'interesse a portare i rapporti con il Colle sul filo del rasoio. La prova? Ricordi quello che accadde con Oscar Luigi Scalfaro.
La sua analisi, però, porta a un approdo diverso da quello di Di Pietro... Di Pietro solleva un tema decisivo per la democrazia. Basta guardare a come si muovono Berlusconi e i suoi. Non ci sono solo il lodo Alfano, la legge sulla sicurezza e quella sulle intercettazioni. Oggi il Pdl ha approfittato del decreto anti-crisi per inserire alla chetichella una norma che consente al procuratore generale della Corte dei conti di indagare sugli sprechi della politica solo in caso di «dolo» e «colpa». Ma come fa a sapere se ci sono «dolo» e «colpa» se prima non indaga? È l'ennesima norma scandalosa, una norma contro la trasparenza... Ecco, tenendo in considerazione tutto questo scenario, forse la prudenza istituzionale del Colle può agevolare il disegno berlusconiano.
Resta il fatto che l'Idv ha convocato una manifestazione non autorizzata sotto il Quirinale. L'idea della manifestazione non mi ha convinto. La tentazione anche legittima di forzare la mano di Napolitano rischia di portarci al risultato opposto.
In che senso, scusi? Così facendo, rischiamo di “costringere” il capo dello Stato ad essere ancora più prudente. Mi creda, l'Italia dei valori riconosce la grande valenza istituzionale della lettera che Napolitano ha accompagnato alla «promulgazione piena» della legge sulla sicurezza. Pensi che il suo contenuto è diventato una nostra mozione. Più che altro guardate come ha reagito la maggioranza: Maroni s'è limitato a dire che farà qualcosa quando sarà l'ora di scrivere i regolamenti attuativi...
Resta il fatto che Di Pietro ha parlato di intervento «piuma». E ieri, scrivendo a Napolitano, lo ha anche accusato di «offese gratuite». Certo, nel suo intervento dell'altro giorno il capo dello Stato è stato molto esplicito. Ma sono convinto che il presidente della Repubblica non avesse la benché minima intenzione di offendere Di Pietro. Napolitano è un galantuomo. Ripeto: forse il Quirinale sta seguendo la linea del tatticismo esasperato. Ma la logica dello scontro frontale finirà per portarlo nella direzione opposta rispetto a quella che vogliamo. Con l'aggravante che l'unico ad avvantaggiarsi rischia di essere, alla fine, Silvio Berlusconi.
giovedì, 23 luglio 2009
commenti dei lettori
20 commenti presenti
corrado
24 lug 2009 15:23
x sergio - in quanto al clown,bisogna saperlo fare,a quelli del pd non riesce nemmeno quello,di solito fanno piangere i pochi spettatori ,come te,che li stanno ancora a sentire e che magari li votano anche.
mauro1
24 lug 2009 15:03
Oh, oh, i topi scappano dalla barca che affonda?
veronese paolo
24 lug 2009 14:45
Secondo me i vari tonino o' zappatore,donadi (?),barbato ,l'orlando furioso da palermo e compagnia cantante sono residuati del circo medini,e a fine spettacolo il bottino (scusate,l'incasso) finisce casualmente sul c.c di tonino o' zappatore.Scemo si,fesso no !!!
aldo
24 lug 2009 14:30
mi sa di studiato al tavolino
antonio
23 lug 2009 22:23
Donadi chi?
Duca Felice
23 lug 2009 19:30
C’é un paradosso tra tutti quelli che ci possono influenzare che piú ci dovrebbe terrorizzare é questo il paradosso che io definisco Il paradosso del Diavolo. Tale nome, sono sicuro,
suggerisce, come sempre quando si parla del diavolo, una tentazione, un cambiamento della nostra coscienza, una concessione che ci allontana dalla diritta via. La tentazione di una ricompensa irrinunciabile alla quale noi offriamo la nostra completa accondiscendenza ed il nostro totale abbandono. Ebbene no! Il paradosso che io definisco il paradosso del Diavolo é qualcosa di piú subdolo. É un errore senza attenuanti. É lo sposare una tesi, decidere che questa convinzione sia il motivo di una vita, essere dispononibili a sacrificare una intera esistenza alla causa scelta e al termine della giostra scoprire che tutto il nostro sforzo ha prodotto il risultato opposto a ció che ci eravamo proposti. Ecco! Ora sono convinto che il vostro perbenismo vi fará pensare “ Bé! A tutti capita di sbagliare “. No! Il paradosso del Diavolo non é uno sbaglio é la strana incomprensibile commistione tra il nostro Demone piú odiato e il sogno di Libertá che “eroicamente” cerchiamo di realizzare.
Non voglio parlar dei religiosi. Ma dei politici che da questo paradosso, grazie alla ragione, dovrebbero essere immuni. Sappiate politici dell ' I.D.V. che se non volete trovarvi a novanta anni sotto lo sguardo compassionevole di un prete che vi schizza e pensare in quel momento a che cazzo é servita la vostra esperienza e non trovar risposta se non quella di aver servito come una gheisha il vostro peggior nemico. Vi dico! : non prendetevi e non prendete la realtá troppo sul serio poiché di niente vi é certezza se non del desiderio di condividere con il nostro peggior nemico una battaglia lunga una vita.
annarita
23 lug 2009 19:19
Si e`al punto di accreditare punti di merito al governo, per ogni scempiaggine scritta. Forse, meglio
cambiare tattica.
X carol
23 lug 2009 18:36
Di Pietro chiama Cristiano che poi chiede alla mamma la quale sente se la segretaria ha sentito Di Pietro (perché del comprendonio di Cristiano non si fidano). Ecco, l'ufficio politico dell' IDV funziona così.
49franco
23 lug 2009 18:32
Donadi è in un partito in cui la Moglie di Di Pietro, la sua segretaria e il figlio Cristiano contano molto ma molto di più. Povera anima, fa quello che può.
Tenaglia
23 lug 2009 17:54
Donadi il cervello a ciambella con il buco intorno!
Andrea Picardi
23 lug 2009 17:54
Toh!, Donadi è improvvisamnete "impazzito", nel senso che un Donadi così diplomatico, così compito nelle sue dichiarzioni credo, a memoria, di non averlo mai nè letto e nè sentito. Probabilmente è un pò il gioco delle parti: il suo Capo (nel vero senso della parola, visto come gestiste il partito e soprattutto im soldi - rimborsi elettorali - ) estremizza lo scontro col Presidente della Repubblica e a Donadi, il fido, nel senso di fidato non come cane da guardia, gli fa da contraltare dicendo che " bè, si forse si èsagerato e che lui, il nostro, certe cose non l'avrebbe fatte". Ora, che ci sia in giro gente che corra ancora appresso ad una specie di politico come Di pietro e alla sua IDV, resta per me cosa incomprensibile, ma d'altrone di che meravigliarsi visto e considerato che in giro ci sono ancora comunisti. Nonostante tutto.
Laura G (rettifichiamo)
23 lug 2009 17:53
Essendo una cerebrolesa mentecatta mi affido a politicanti come Donadi. Non conosco una proposta politica dell'IDV ma sono contro Berlusconi a prescindere dall'intelletto.
GROSS
23 lug 2009 17:26
per favore, non sparate sul pesidente Napolitano; la critica ci può stare ma lasciamolo lavorare in pace; se sbaglierà, pazienza, sono convinto della Sua buona fede. c'è troppa carne al fuoco, si rischia di cadere nel qualunquismo assoluto anche se in merito agli attachi al premier, visto le evidenze, sono una sola e semplice constatazione...ci ha tenuto in piedi a balle e ricatti e mi auguro ne paghi le conseguenze.
Marco S.
23 lug 2009 16:59
Di Pietro ormai è vittima di delirio di Onnipotenza, che lo porta a considerarsi unico depositario dei valori dell'onestà e della moralità, e si sente giudice unico di tutta la classe politica. Donadi quasi sempre si comporta come il suo padrone per sfruttare elettoralmente la situazione. In questo caso Tonino e Donadi fanno la parte del poiziotto buono e di quello cattivo, solo per convenienza e non per convinzione.
Sergio
23 lug 2009 16:21
x IGOR1 : AH ah AH ah AH ah ah ahahahahaha ma quanto mi fa ridere lei che gratuitamente chiama fessi gli altri e poi ha concesso il suo voto a un clown come Berlusconi !
Piero2
23 lug 2009 16:11
"Posizioni divergenti" nell'IDV? Quasi più comico di Grillo! Donadi potrebbe fare una sua corrente... Cordialmente.
carlol
23 lug 2009 16:00
Vorrei chiedere a Donadi come si decide la linea politica all'interno dell'IDV. La mia non è una domanda retorica. Vorrei comprendere quali sono le modalità di funzionamento di un organismo come l'IDV. Le opinioni di Donadi possono essere fatte valere in un Ufficio politico dell'IDV o qualcosa del genere? O decide tutto Di Pietro?
alice
23 lug 2009 14:13
Donadi, il sottovuoto spinto!
igor1
23 lug 2009 14:07
Il personaggio oggetto dell'intervista non è affidabile: gia in altre occasione ha fatto la "spalla" alle sparate del suo padrone (l'ex PM). Il copione è vecchio: il padrone dell'IDV lancia strali a tutti, nel caso specifico al Presidente della Repubblica, ed il capogruppo fa finta di non essere dello stesso parere. I due tizi in questione (Di Pietro e Donadi), che ricordano le comiche di Ric e Gian, possono far fessi solamente gli italiani che li votano.
Laura G.
23 lug 2009 13:32
Sono d'accordo con Donadi al 100%.
Non bisogna forzare così tanto la mano a Napolitano non perchè sia intoccabile e incriticabile, ma perchè così si rischia di "costringerlo ad essere ancora più prudente" ed ottenere l'effetto opposto.
Ho sempre avuto grande stima di Donadi e vedo ancora una volta che è ben riposta.