Ad arricchire l'intrigo del caso Boffo mancava solo l'intervento del Papa. Ora c'è. Ieri Benedetto XVI ha telefonato al capo dei vescovi Angelo Bagnasco: «Nel corso della conversazione - riferisce una nota dell'Ufficio per le comunicazioni sociali della Cei - il Papa ha chiesto notizie e valutazioni sulla situazione attuale e ha espresso stima, gratitudine e apprezzamento per l'impegno della Conferenza episcopale e del suo presidente». La telefonata serve a smentire una volta per tutte dissapori e tensioni tra Santa sede e Chiesa italiana, rilanciati ieri proprio da un articolo del Giornale di Feltri, ma chi conosce le liturgie vaticane vede bene come il solo fatto che un pontefice sia costretto a intervenire in una contesa simile è di per sé la prova più evidente della gravità della situazione.
Situazione probabilmente sfuggita di mano anche a chi, già qualche mese fa, aveva tirato fuori e diffuso l'informativa su Boffo poi pubblicata dal Giornale insieme al decreto penale di condanna del giornalista per molestie. E che la velina provenga da un cassetto curiale è ormai qualcosa più di una ipotesi.
L'errore più grave che si può commettere nel cercare di decifrare lo scontro in atto nella Chiesa, a più livelli, sul caso Boffo è proiettare sui sacri palazzi le categorie della politica secolare. Le traiettorie degli intrighi vaticani e curiali sono, per definizione, molto diverse da come appaiono in superficie. Per definire con nettezza il profilo e la composizione delle fazioni l'una contro l'altra armate non basta seguire meramente la logica destra-sinistra, sia pure nella tipica proiezione ecclesiale conservatori contro progressisti. Nella vicenda che ha investito il direttore di Avvenire tutto questo è ancora più chiaro. Le mosse ufficiali, sia quelle provenienti da Oltretevere sia quelle dal variegato fronte dei vescovi, non hanno certo dissipato le nebbie dal campo di battaglia, dove lo scontro continua a infuriare nonostante i gesti di distensione.
I tempi della vicenda sono importanti. Sono uno dei pochi punti (quasi) fermi di questa storia. Perché è in primavera, a maggio secondo alcune testimonianze dirette, che molti vescovi ricevono la nota anti-Boffo. Ma il documento risale a tempo prima. Era fermo nel famoso cassetto. Così sembra testimoniare l'elenco degli uomini di Chiesa indicati dall'anonimo estensore come a conoscenza dei fatti che riguardano il giornalista e braccio destro di Ruini: Ruini stesso, il cardinale Tettamanzi e Monsignor Giuseppe Betori.
Spicca l'assenza di Bagnasco, attuale presidente della Cei e ultimo datore di lavoro di Boffo. Ci sono invece i “superiori” degli anni precedenti: il presidente Ruini, il suo ex numero due (il progressista Tettamanzi) e l'ex segretario generale (Betori). Tutto lascia credere che la velina fosse pronta prima del cambio di guardia alla presidenza della Cei tra Ruini e Bagnasco, e cioè sia antecedente al marzo 2007. Inutile aggiungere che, se la confezione del documento risale a più di due anni e mezzo fa, non può esserci alcun collegamento col sexgate berlusconiano e con le prese di posizione anti-Cavaliere dell'Avvenire. Insomma, Feltri ha solo acceso la miccia di un ordigno fabbricato in altri momenti e per altri scopi.
Sulla base di questi elementi risulta parecchio indebolita una certa lettura da sinistra del caso. Quella secondo cui Boffo sarebbe vittima di un'offensiva di ambienti vaticani o vescovili fedeli a oltranza al berlusconismo e desiderosi dunque di tappare la bocca al sempre più scomodo organo ufficiale della Cei, troppo solerte nel bacchettare il libertinismo del premier. Una interpretazione rilanciata, volente o nolente, anche da quel pezzo del mondo cattolico che trova voce su Famiglia Cristiana: ieri il settimanale dei paolini è tornato a tuonare contro chi - vedi alla voce governo - vuole la «Chiesa del silenzio».
Più verosimilmente, chi dall'interno della Chiesa voleva colpire Boffo con la velina - e ha trovato alla fine in Feltri (e nel suo editore Berlusconi) l'utilizzatore finale del documento - non aveva nel mirino il giornalista anti-Berlusconi, bensì lo spin doctor ruiniano, lo stratega traghettatore della Cei verso l'alleanza strutturale con il centrodestra berlusconiano, il tessitore di una stagione di grande protagonismo politico della Chiesa italiana, capace di dettare l'agenda persino al centrosinistra. Il che, se non altro, spiega meglio perché oggi un movimento come Comunione e liberazione stia combattendo in prima fila per Boffo, mai stato troppo amato da quelle parti, e perché nel segreto di molte diocesi progressiste si festeggi per il colpo subito dall'ex braccio destro di Ruini.
Ma liquidare il ruinismo e la sua eredità “politica” è un obiettivo trasversale. A regolare il flusso delle ostilità tra Santa Sede e Cei non sembra proprio essere il rispettivo tasso di berlusconismo o di antiberlusconismo. Ieri la Stampa ricordava il documento con cui il segretario di Stato Tarcisio Bertone salutò l'insediamento di Bagnasco: «Per i rapporti con le istituzioni politiche assicuro sin d'ora a Vostra Eccellenza la cordiale collaborazione e la rispettosa guida della Santa Sede, nonché mia personale».
Un'offerta di commissariamento di fatto. E anche l'intervista al Corriere della sera del direttore dell'Osservatore romano Gian Maria Vian, al di là dei giudizi sulle vicende private del premier, somiglia molto da vicino a un epicedio della stagione in cui era il quotidiano della Cei a dare la linea. Una stagione, del resto, già messa a dura prova dall'ultima rivoluzione berlusconiana, quella successiva alla fondazione del Pdl. Da cui Boffo fu investito in prima persona.
Pochi italiani avrebbero saputo dare un volto e una voce al direttore di Avvenire prima del 9 febbraio 2008. Quella sera - è un sabato - Boffo, già direttore del quotidiano dei vescovi da quasi tre lustri, depositario di una influenza nel dibattito pubblico italiano inversamente proporzionale alla sua popolarità, compare intervistato al Tg1. Una mossa a sorpresa che, combinata alla naturale ritrosìa del personaggio, lascia subito intendere che l'uscita televisiva è una scelta ben ponderata e presa ai più alti livelli della Cei, alla cui presidenza Bagnasco ha sostituito Ruini senza che il ruolo di Boffo abbia per questo perso peso.
Mancano poche settimane alle elezioni politiche anticipate. Berlusconi ha già messo in pista il simbolo del Popolo delle libertà e lanciato l'ultimatum agli altri partiti di centrodestra: «O confluite nel Pdl o correte da soli». Alleanza nazionale è già dentro. L'Udc no, vorrebbe confermare l'intesa col Cavaliere, ma continuando a presentarsi agli elettori col proprio simbolo. In questa trattativa bloccata irrompe Boffo: «Per gli umori che raccolgo in giro - dice al Tg1 e a qualche milione di telespettatori - è interesse dei cattolici, come credo sia interesse dello stesso polo di centrodestra, che sia salvaguardata la persistenza di un partito che fa direttamente riferimento alla dottrina sociale cristiana». Il messaggio è chiarissimo: Pierferdinando Casini non sbandi a sinistra, e il Cavaliere accetti l'Udc - al pari della Lega - nella nuova coalizione. Berlusconi però non ci sente, disobbedisce all'invito di Boffo e della Cei e si libera di Casini. Per la prima volta da molti anni a questa parte la potente Conferenza episcopale subisce le scelte della politica anziché eterodirigerle. Per Ruini è un colpo duro. Da qui in avanti Avvenire e Boffo saranno meno indulgenti col Cavaliere. Lo sosterranno su Eluana. Lo colpiranno sull'immigrazione. E, dopo una certa distrazione iniziale, lo attaccheranno sempre più direttamente sul sexgate. Fino a che una velina arrivata da lontano ha scombinato i giochi e gli schieramenti.
mercoledì, 2 settembre 2009
commenti dei lettori
41 commenti presenti
giodano elvio
03 set 2009 22:33
Povera italia come siamo caduti in basso,tutti litigano contro tutti,tutti si accusano di ogni nefandezza,ma quando ci rendiamo conto che questa classe politica (tutti) non
sono all'altezza della situazione,pensano solo alle loro beghe e poi dicono che vatutto bene,eppure in tutto questo (casino) c'è gente che veramente ha dei grossi problemi:lavoro,affitto malattie pochi soldi,ecc.ma a loro cosa importa ,l'importante e pensare ai loro poci comodi.Se quello che succede in italia succedesse in un altro paese ,sarebbero già tutti a casa a lovorar la terra. Che provassero che cosa significa alzarsi ale 4-5 del mattino andare a lavorare VERAMENTE e tornare la sera a casa stanchi e distrutti ed andare a dormire per poi rifare la stessa cosa il giorno dopo, e ancora,e ancora,mentre loro fanno le CENE DI LAVORO alla faccia dei lavoratori e di chi paaga le tasse.Saluti a tutti
L'illuminista x Vincenzo Regio
03 set 2009 20:13
Le lettere inviate e,come dici tu,non firmate,sono lettere,purtroppo per te,vere e non firmate perchè dietro non ci sono i professionisti o le spalle dei professionisti. Tu ragiona sul loro contenuto e confrontati,se vuoi sui loro contenuti. In questo contesto non contano le credenziali,ma invece il contenuto di ciò che dici. Queste lettere sono come il voto democratico che per essere veramente democratico deve essere segreto. Noi non abbiamo bisogno di firmare pseudoproclami tipici dei regimi totalitari che hanno bisogno di far vedere al popolo che esiste la"nomenclatura intellettuale che pensa per il popolo e ragiona per il popolo mentre lui dorme". Caro Vincenzo Regio illumina con i lumi della ragione il tuo cervello ed arricchisci il tuo linguaggio con terminologia che non sia da stadio di calcio curva nord o sud è la stessa cosa. Lascia fare gli slogan e contribuisci a ragionare. Dei nomi non interessarti perchè non è il nome che fa l'uomo come non è l'abito che fa il prete. Confrontati sul “bieco illuminismo” se sei persona che preferisce il ragionamento alla irrazionalità; oppure parla dei peccati della povera Santa Maria Goretti.Se vuoi potresti leggere un bel libro scritto da Giordan Bruno Guerri su santa Maria Goretti dal titolo:”Povera santa,povero assassino”la vera storia di Santa Maria Goretti. Allarga gli orizzonti del tuo sapere e non perdere tempo con i nomi di chi scrive. L’illuminismo ha dato all’uomo la possibilità di allargare l’orizzonte del suo sapere.!!!! E tu,da uomo, hai questo dovere:il dovere della conoscenza.
Vincenzo Regio
03 set 2009 18:54
Le lettere non firmate, quindi ANONIME ancorchè con una pseudo firma di uno che ciancia di essere "illuminista" o di altri che invece di firmarsi fanno riferimento ad altri forumisti restano ANONIME e quindi non degne di attenzione ma miserabili. Berlusconoidi firmatevi, se ne avete il coraggio !
antoniop
03 set 2009 17:24
Cappellini hai paura di aver trovato un concorrente in bufale. Chi las fa se lo deve aspettare,se ha la coda di paglia.
l'illuminista sul"bieco illuminismo"
03 set 2009 15:19
Il Riformista giornale che stimo anche per il nome glorioso che si è dato e che sta a significare un programma preciso e di cui in Italia se ne sente il bisogno a partire almeno dall'assassinio di Giacomo Matteotti,non può stare a cianciare(come dice Feltri)delle questioni private e dei gusti terreni di Boffo.Nè,dopo mesi di merda mediatica,può scaricare su Feltri,la responsabilità di fare un giornalismo di questo genere.Sono mesi che stanno a parlare delle scopate di Berlusconi,se scopa con le troie o con le vergini.Ma vogliamo scherzare che il Riformista,addirittura con il suo direttore Polito si butta e si immerge in questa polemica Feltri-Boffo,sull'opportunità di pubblicare ciò che da tempo si vociferava su Boffo.Ma scherziamo che un giornale che si è dato il nome il Riformista è più interessato ad accodarsi al coro di Repubblica e l’Unità. Poteva andare anche bene a condizione che anzichè “il Riformista”si fosse dato nome generico del tipo”Il Progresso”;Il rinnovamento;la Nuova frontiera etc..”Essersi dati nome “il Riformista” è cosa seria,nobile che implica il prendere posizione quando lo stato laico,nei suoi principi fondanti,è comunque messo in discussione. Ma lo stato laico è lo stato moderno,è quello che prende le mosse dal razionalismo,dalla consapevolezza della necessità di un quadro comune di regole condivise non necessariamente sul terreno della fede e della religione. E’ qui,è su questo filone che nasce e si muove il riformismo storico,culturale e politico. Ebbene,il giornale “Il Riformista”non ha speso una riga sul termine usato dai Vescovi”il bieco illuminismo”. E nessuno dei suoi giornalisti ha pensato di aprire un dibattito sul”bieco illuminismo”. Però nel contempo,insieme all’avvenire,all’Unità,alla Famiglia Cristiana apre un dibattito sulle scopate di Berlusconi ma non sulle inc...te presunte o vere del nemico di Feltri,sulla libertà di stampa perchè Feltri ha scritto ciò che certi ambienti già sapevano.Ma se si scomoda la libertà di stampa addirittura in casi del genere che dire che si è taciuto sul”bieco illuminismo” .Passi che abbia taciuto l’Avvenire che è il giornale dei Vescovi,passi che abbia taciuto Famiglia Cristiana che ha un concetto di Famiglia dipendentemente dai capofamiglia;già non va bene che abbiano taciuto la Repubblica e l’Espresso perchè si ergono a difensori della laicità dello stato(con chi gli pare),come non va bene che non abbia parlato l’Unità(se non altro per le radici che dice di avere).Ma che non ne abbia parlato il Riformista è invece questione di “alto tradimento”. C’è chi incomincia a pensare che presto uscirà fuori un altro giornale. Ancora non è dato sapere se in aggiunta o in sostituzione dei suddetti e forse avrà nome:”Il riformista nell’Avvenire dell’Unità della Famiglia Cristiana”. C’è chi dice che il nome è troppo lungo ma c’è anche chi aggiunge che la parte di nome “dell’Unità della Famiglia Cristiana”comparirà come sottotitolo. I bene informati dicono che si aprirà uno scannatoio per la direzione di questo nuovo quotidiano tra Concita De Gregorio,Polito e Don Sciortino! E dicono che Polito vincerà perchè la De Gregorio potrà essere sotto processo,Don Sciortino ritornerà a dire messa, Boffo dimissionario e non candidabile.Rimarrebbe Polito. E però a Polito si chiede di non oscillare troppo tra Turati e Dossetti e di scegliere finalmente tra l’ascoltare il confessore o lo studiare il riformismo a partire da Lutero,ai socialisti utopisti fino a Nenni e Saragat .Alla fine di questo studio “assolutamente necessario” sarà soggetto ad un esame di storia e tra le domande che gli saranno fatte una,la più pesante, verterà sul tema: “l’amore nella visione di Giuseppe Garibaldi e Dino Boffo. Analogie e differenze.” Caro Stefano e Direttore lo Stato democratico ha bisogno di gente intelligente e razionale.!!!!
igor1
03 set 2009 12:10
Il sostegno di Avvenire per il PDL è irrilevante anzi è negativo. Non credo che in Italia c'è ancora qualcuno che crede negli uomini della chiesa. E' una casta impresentabile, senza nessun valore cristiano e morale.
aldo g.
03 set 2009 11:53
Libera Chiesa in Libero Stato. Sic! Ps. Continuate così e conquisterete definitivamente un nuovo lettore (di sinistra!).
sergio.r
03 set 2009 11:03
Lo scenario e inquietante. La C.E.I. tramite i suoi Uffici e Servizi Pastorali tenta di trasformare i nuovi modelli sociali in novità Spirituali e Dogmatiche per comfermare le ambiguita del Concilio Vaticano II.
L'intervento del Santo Padre chiarisce la gravità dell'orientamento della C.E.I. tracciando una linea che nessun Vescovo deve superare.
Suonatore
03 set 2009 10:31
Per Monica Lewinsky, o per chi dietro il nome si nasconde. Dal suo piccante intervento, si intuisce facilmente, cara Monica, che lei di queste cose se ne intende per davvero...Senza offesa, sarebbe possibile avere il suo e mail?
celestino ferraro
03 set 2009 10:07
Poveretto questo Boffo, che deve fare, spararsi? Ormai s'è capito, galleggia per mancanza di peso specifico.
Celestino Ferraro
maria
03 set 2009 09:38
Paolobrescia in poche parole ha sintetizzato quello che la maggior parte degli elettori italiani direbbe se interpellato. questa sinistra continua a farsi male da sola, diteglielo per favore prima che scompaia definitivamente..che abbia ragione bertinotti affermando:"..la sinistra è morta e non se ne è accorta.."
Sergio
03 set 2009 09:28
Sono scenari sconvolgenti. La C.E.I. attraverso i suoi Uffici e Servizi Pastorali non può trovare spazio per dettare le linee Spirituali e Dogmatiche della chiesa. L'intervento del Santo Padre è un sostanziale energico ammonimento che non lascia dubbi sull'intervenuto superamento del potere dei Vescovi e del controverso Concilio Vaticano II.
Piero2
03 set 2009 08:20
Le elucubrazioni sulla politica interna del Vaticano sono ancora più mortalmente noiose ed irrilevanti di quelle sulla "libertà di stampa". Cordialmente.
zoppelli
03 set 2009 06:21
L`abilita`consiste proprio in questo, conciliare. Non sarebbe immaginabile La Chiesa, agire sotto
qualsiasi pressione esterna, mostrarsi debole fallace insicura. Senza stabilire torti o ragioni fara`,
o ha gia fatto, la scelta opportuna che non lascera` vinti ne vincitori, essa non ammette nulla che
non sia proprio. Il caso del cardinale Melingo, fortemente criticato, e`ben diverso da quello odierno,
l`alto prelato a tutt`oggi, si accompagna ad una donna.
rosamunda
03 set 2009 01:31
Troppe cassandre con in mano niente. Dal direttore all`ultimo redattore, insistono sul tasto della
direttiva impartita, cioe non perdere l`occasione offerta dallo stesso avversario. L`ammanco in seno
alla sinistra e`incalcolabile, anche aggravato dai successi che gli sviluppi del governo continuano ad accrescere. Poi ci sarebbero vistosi tagli economici ai partiti, di sicuro operati a seguito delle
necessita del mondo del lavoro. La Rai ripartita in base alla consistenza elettorale, insomma un futuro non roseo per la sinistra tutta. Ecco perche ; la vita e`mia, se tolgo la tua.
franco messeri
03 set 2009 00:58
Mi viene da ridere.............
fab pittana
02 set 2009 23:50
Commenta ,la foto ? Santita' la sa l'ultima ? Noooo! la zeta ! Ah,ah,ah,puona quezta !
Domenico
02 set 2009 23:44
Tante considerazioni, tanti punti di vista... Tanto fumo inutile.
Tutto, in realta', e' molto semplice: Boffo ha lanciato la prima pietra, ma NON era senza peccato.
Gli rimane solo di dimettersi, se ha un minimo di dignita'.
Domenico
02 set 2009 23:44
Tante considerazioni, tanti punti di vista... Tanto fumo inutile.
Tutto, in realta', e' molto semplice: Boffo ha lanciato la prima pietra, ma NON era senza peccato.
Gli rimane solo di dimettersi, se ha un minimo di dignita'.
fab pittana
02 set 2009 23:38
Speriamo che S.S. non sia al 100% dietro a Boffo ! Ricordo Carter...!
salvini
02 set 2009 22:39
Un`altra picconata autolesionista del giornale. Riformista, ha significato inverso di quello pubblicato
e teso a demolire non democraticamente l`avversario. Oggi D`alema ha dichiarato il governo non ha
la maggioranza. Questo e`deleterio, tentare con menzogne togliersi dal bilico, cosi` esponendosi al
ridicolo.
Gianvito
02 set 2009 22:10
Le analisi sono interessanti. Ma è un marchingegno complesso senza riscontri. E con contraddizioni che qui non si possono rilevare. In ogni caso, l'utilizzazione politica fatta da Feltri dell'informativa su Boffo è completamente bypassata, ed è quella - scorretta, faziosa, immorale e vendicativa - che ha reso importante per il grande pubblico la questione.
paolo
02 set 2009 21:05
I due personaggi sembrano dire:Fate tutto quello che noi vi diciamo ma non quello che facciamo.
Da papi x Monica Lewinsky
02 set 2009 21:03
Ma in ginocchio,genuflesso ci sta Boffo!!!!
pasquale
02 set 2009 21:01
Stimare D'alema che è un venduto al saldo di Berlusconi conviene alla destra.La politica è debole perchè il popolo è marcio.Continuare a giustificare un mafioso che va con le minorenne non porterà niente di buono alle poche persone oneste.QUESTO E' IL DECLINO!
Giuliano
02 set 2009 20:43
Che dire? Un articolo veramente stimolante, di quelli che ti fanno pensare. Bravo "Il Riformista" e bravo Stefano Cappellini. Essere di sinistra non deve significare per forza essere contro qualcuno o a qualcosa a prescindere. Solo una domanda, chi avvisa quelli di Repubblica e dell'Unita' che ci potrebbe anche essere questa chiave di lettura?
herbert
02 set 2009 19:58
Tutto quello detto da Cappellini, sta bene soltanto a lui. La cosa certa e`la svolta della situazione.
Feltri, ha solo dato il via al nuovo modo di affrontare la campagna contro il governo, quella fatta
dalla stampa di invenzione. Da oggi in poi, si deve filar dritti se non si vuole finire in tribunale. Non
si puo piu scrivere cose perche lette altrove, carta canta vale per tutti. Praticamente la fine del
massacro a gratis.
fiorella
02 set 2009 19:42
La Chiesa Romana, con la sua qualificata classe diplomatica, prima al mondo, ha preso le redini
della carrozza con i cavalli imbizzarriti. L`ha fermata, accarezza le orecchie a gli equini, pontifica. Dall`Angelus potrebbe anche inviare parole e invocazioni celesti a gli omosessuali, ma non potra`
lasciare le cose come le ha trovate.
Maria Pia
02 set 2009 19:12
Berlusconi è un Giano bifronte. La sua vera politica è questa: chi è contro di me va distrutto. Mi meraviglio che un uomo di grande intelligenza politica come Massimo D'Alema, che stimo e considero il miglior dirigente del PD, abbia ricercato più volte il dialogo con questo signore sostenedo che sono gli italiani che lo hanno scelto e bisogna confrontarsi con lui. E' completamente inutile. E' come parlare ai sordi. Berlusconi è così preso dalle sue questioni personali che è disposto a qualunque cosa pur di mantenere il potere e raggiungere i suoi obiettivi che quasi sempre confliggono con quelli degli italiani. La destra è completamente assuefatta a questo signore perchè gli fa comodo, così come fa comodo alla Lega Nord. Ma la Chiesa ha dignità ???
derry
02 set 2009 19:00
Per star meglio la`giacciono. Ci mancavano i milioni chiesti ai giornali, oltre al discredito scaturito
dalle notizie false, per affossare la stampa di sinistra. Avvenire, deve forzatamente cambiare diret
tore, Repubblica, passare un attimino in GdF, l`Unita` di tutto ha bisogno meno che di debiti. Un bel
panorama d`autunno, tutto da godere.
X Stefano Cappellini
02 set 2009 17:34
Buono l'articolo;soprattutto se confrontato con gli altri del Riformista a partire da quello del direttore Polito.In questo articolo comunque un passo avanti è stato fatto,forse in una direzione non del tutto esattamente giusta.Io non penso che il caso Boffo vada letto in chiave interna alla chiesa.Sarebbe troppo riduttivo e sarebbe un articolo prigioniero dell'eterno pensare alle trame di tutti i tipi.Io ritengo che la questione sia più semplice ma nel contempo più pesante.E cioè:Con gli interventi ormai quotidiani e da tempo l'Avvenire,Famiglia Cristiana,hanno iniziato a tentare d'indebolire il Governo e lo Stato.E lo hanno fatto utilizzando il sistema che non vogliono sia a loro utilizzato da Feltri.Ma perchè vogliono indebolire questo Governo e lo Stato.I motivi sono vari e risssumibili nella politica dei respingimenti e nel fatto che sanno e sentono che il Presidente del Consiglio non è uno di loro,che non prende ordini dal confessore e che con lui comunque sono obbligati a parlare.Lo sentono un estraneo al mondo parrocchiale.Di conseguenza la sua politica è da abbattere!!!Sui respingimenti sono contrari perchè è da quel flusso che loro alimentano conventi,seminari e personale che possono manovrare perchè a loro e solo a loro riconoscente e ricattabile.Gli da noia un Presidente del Consiglio che senza passare dalla loro porta parla con la Libia e con tutti i paesi islamici del mediterraneo e non;gli da noia che non sia obbligato,in nome delle religioni,a fare una politica di amicizia con i suddetti paesi.Il modo di condurre la politica interna ed esterna del Berlusconi a chi è abituato a comandare dal confessionale non può piacere.E non può piacere perchè il governo non ha bisogno nè del dossettiano parrocchiale Franceschini nè del"grande statista"Casini.E quindi,i Vescovi , non potendo intervenire direttamente con questi ad esercitare il diritto di veto,è obbligata a mandare avanti i Boffo,i Don Sciortino etc..etc..Così facendo si scoprono alle figure che stanno facendo!!!!Questioni che dovranno mettere in conto perchè incominciano ad essere numerose,frequenti e distribuite in tutta Italia.Perchè quella di Boffo è una sua e dei suoi amici problematica presente ed incombente.Scusate se è poco.Ho detto come la penso perchè vedo,viaggio e sono attento ai comportamenti dell'uomo.
pietro
02 set 2009 17:26
Bravo Cappellini, anche se il suo articolo mi fa ritornare in pieno Medio Evo, quando le dispute per il potere all'interno della Chiesa, si risolvevano con una polverina nel calice del vino, made in Borgia. Da allora poco o nulla e' cambiato e tutto cio' mi fa venire un brivido alla schiena. Forse il film adatto per questi prelati e' "IL PADRINO".
Monica Lewinsky
02 set 2009 17:09
Papi, papi, papi, come sto in ginocchio?
la pravda
02 set 2009 16:45
Per chi ,come me ,del Vaticano conosce i musei e la farmacia ,per averci una volta messo piede,può anche andar bene una ricostruzione simile.Quello che comunque occorre sempre tenere presenti sono i temi che maggiormente stanno a cuore al Vaticano stesso e cioè la bioetica,il fine vita,l'insegnamento della religione nelle scuole,la scuola privata.Tutti temi che trovano sostegno nel parlamento nello schieramento Lega-PDL-UDC.Questo lo sanno bene sia i prelati di uno schieramento che dell'altro.Alla fine Benedetto XVI metterà fine al relativismo politico curiale.
www.maralai.ilcannocchiale.it(ilblogdimarionanni)
02 set 2009 16:32
caro Polito, non degradare al disgusto con titoli come questo:"Il Papa e il Papi". E' degradante per voi, non per chi legge. Tanto meno per il Pdl. E siccome io non vi vedo e non vi giudico come questa sinistra odiosa e sprezzante con l'avversario, vi chiederei di ravvedervi e di ritornare credibili, anche se critici, ed obiettivi come sempre. Siete ancora in tempo.
Saluti
www.maralai.ilcannocchiale.it (ilblogdimarionanni)
Giovanni Agretti
02 set 2009 16:22
Caro Cappellini, tu scrivi e ti cito:
“L'errore più grave che si può commettere nel cercare di decifrare lo scontro in atto nella Chiesa, a più livelli, sul caso Boffo è proiettare sui sacri palazzi le categorie della politica secolare. Le traiettorie degli intrighi vaticani e curiali sono, per definizione, molto diverse da come appaiono in superficie.”
Poi ti avventuri in una esegesi che pare discutibile, fumosa e complicata. Feltri è una persona semplice: Boffo attaccava Berlusconi su fatti irrilevanti senza averne titolo e Feltri lo ha attaccato e – temo – demolito. Il resto è fantasia ed esercizio basato sul nulla, salvo la condanna di Boffo: quella è reale e indiscutibile. Che Avvenire censuri il direttore dell’Osservatore Romano e che il Papa sia costretto ad intervenire per cercare di capire, dimostra tutta la gravità della faccenda come tu hai giustamente osservato. Boffo se ne deve andare, meglio per lui e per la Chiesa. Sta usando la stessa pervicacia usata nelle telefonate oggetto della condanna: sembra non capire quando è il momento di piantarla.
Carlo
02 set 2009 15:59
Ecco l'esempio di un titolo:"il Papa e il Papy" che riesce a rovinare un articolo le cui idee si difendono. Si tratta della tentazione della battuta che deve far colpo a tutti i costi o della voglia di compiacere la linea editoriale?
marvi
02 set 2009 15:26
dottor capellini, ma il suo direttore ha letto questo articolo? oppure vi preparate già, visto l'aria che tira a dividervi un po' di qua e un di la....dimenticavo, il dottor polito stesso si dichiara essere "arancione", ne rosso ne bianco, un po' tutti e due i colori, non certo azzurro però, ci mancherebbe!
virginia
02 set 2009 14:51
lo ha letto questo articolo il direttore polito? solo ieri pontificava sulla frattura tra governo e chiesa ed io ribattevo che la frattura, se c'è è quella dentro la chiesa, tra cei e vaticano! meno male che c'è qualcuno più in alto di me che ogni tanto lo aggiorna! il vaticano non può fare a meno di berlusconi, cari signori, quando mai ha avuto e avrà tanto da un altro governo? mai più: aiuti alle scuole private, cancellazione dell'ici a tutte le proprietà della chiesa, no ai matrimoni gay, no alle cellule staminali, no alle coppie di fatto, no all'eutanasia, no alla pillola abortiva, ecc.ecc. il cavaliere che vi piaccia o no è troppo importante per il vaticano, addirittura indispensabile, altro che storie!!!
paolobrescia
02 set 2009 14:42
Una sola domanda: ma voi giornalisti chi vi credete di essere ? Pensate di avere la licenza di uccidere e pretendete - arrogantemente - che nessuno dica nulla ?
Il presidente Berlusconi - che ricordiamo rappresenta democraticamente la maggioranza dei cittadini italiani - deve essere assolutamente libero di agire come un qualsiasi altro cittadino e quindi se viene diffamato, dileggiato, sputtanato, ecc. ha il sacrosanto diritto di quelerale !!!
Piantatela di impugnare la libertà di stampa - noi cittadini non siamo dei coglioni !!!! Abbiamo capito da che parte state e qual'è il vostro fine !
giacomo
02 set 2009 14:34
come sarebbe il panorama politico italiano se, il partiti, il governo, lo stato, a prescindere dai colori di appartenenza, avessero con la Chiesa lo stesso rapporto che esiste nelle altre nazioni europee.
Probabilmente, pur con tutti i difetti congeniti alla nostra natura di italiani, la situazione sarebbe veramente più simile a quella delle altre nazioni occidentali.
Il nostro dibattito politico, e anche economico-finanziario (illuminante il libro Vaticano SpA) è inequivocabilmente influenzato dalla Chiesa.
Dobbiamo, pur nel rispetto del ruolo morale che la Chiesa riveste, affrancarci da ingerenze ed influenze. La laicità dello Stato è un investimento in cui la chiesa deve credere, anche per valorizzare il proprio morale, di sussidiarietà verso i bisognosi, e sostegno ai fedeli.
La politica deve smettere di cercare la sponda della Chiesa, attraverso scambi economico-fiscali-legislativi, per legittimare la propia azione.
foto del giorno
Lussana: Cooperative sotto controllo dei Comuni soggette al fisco