16 dicembre 1989. Nata il 22 aprile del 1946 dalla fusione tra comunisti e socialisti - evidenziata anche dalla stretta di mano del simbolo - la Sed muore ufficialmente a dicembre del 1989, al termine del congresso straordinario che culmina nelle giornate del 16 e 17 e trasforma l'assolutistico “partito unico dei socialisti” che ha governato la Ddr per quarant'anni, nel Pds.
Come rivendica ancora oggi il partito che ha inglobato il Pds, la Linke, il vero e proprio “atto fondativo” di quel congresso è il rifiuto dello stalinismo. Il discorso più citato è quello dello storico Michael Schumann che interviene il 16 dicembre con un intervento su “La crisi della società e le sue cause e le responsabilità della Sed”, sintetizzato dal titolone dell'organo di partito “Neues Deutschland”, “Noi rigettiamo senza ripensamenti lo stalinismo come sistema!” con tanto di punto esclamativo.
Il congresso incorona Gysi come segretario al posto di Krenz e cerca soprattutto di scongiurare lo scioglimento del partito. Il primo ministro della Ddr, Hans Modrow diventa vicesegretario e rivolge un appello accorato ai delegati, quasi in apertura: «non lasciate che questo partito si dissolva, che precipiti, fate in modo che sia forte e pulito». Dunque, nell'atmosfera da ultimi giorni di Pompei che opprime la Germania Est, mentre continua l'emorragia di tedeschi verso occidente e l'azione politica di Kohl per la riunificazione, i delegati dell'ex partito unico approvano un nuovo nome, nuove gerarchie, una nuova struttura e un nuovo statuto.
Ma la vera notizia del congresso è l'intervento polemico di Rudolf Bahro, uno dei più famosi dissidenti della Ddr, espulso dal paese negli anni '70 dopo mesi durissimi i reclusione nelle carceri della Stasi (sul “Riformista” abbiamo già raccontato le conseguenze devastanti delle torture con materiali radioattivi inflitte a lui e ad altri famosi oppositori durante la prigionia). Bahro, da anni militante dei verdi in Germania Ovest, chiede una rivoluzione “socialecologica” del paese. Ha scritto già vent'anni prima un manifesto politico dal titolo “L'alternativa”. Ed ha capito che lo stalinismo era un'illusione 33 anni prima dei suo concittadini e delegati della Sed. Nel 1956, quando il 20° congresso del Pcus fu dominato dalle critiche alle purghe e al culto della personalità staliniane di un certo Nikita Krusciov.
mercoledì, 16 dicembre 2009
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