Liliana Segre continua ad accendere il dibattito in una nuova giornata che l’ha vista protagonista di vari eventi. Nella notte Forza Nuova ha esposto a Milano uno striscione contro l’evento organizzato con la senatrice a vita nel Municipio 6 a cui hanno partecipato centinaia di studenti e studentesse assieme a don Gino Rigoldi, presidente di Comunità Nuova e cappellano del carcere minorile Beccaria. Sullo striscione, immediatamente rimosso, c’era scritto: “Sala ordina: l’antifà agisce. Il popolo subisce”.

Lo striscione è stato segnalato da Santo Minniti, il presidente (Pd) del municipio che governa il territorio fra Barona, Giambellino e Lorenteggio. “Per noi la cosa importante è l’iniziativa sull’universalità dei diritti e l’importanza di fare memoria, evento che si tiene oggi al teatro di via Fezzan, con 500 studenti del Vittorini, del Marconi e dell’Enaip – dice Minniti – Per noi questa provocazione non conta niente. Hanno messo lo striscione di notte sulla cancellata del nido di fianco al teatro, ma l’abbiamo tolto subito. Vorrebbero intimidirci, ma non ci lasciamo spaventare”. Nel suo post sui social Minniti ha ironicamente scritto a commento della foto “secondo voi lo striscione va nell’umido?”.

Alla senatrice è stato assegnato un premio da parte dell’Associazione Articolo 3 per “il suo quotidiano e costante impegno a mantenere viva la necessità di valori civili e morali senza cui si sono conosciuti orrori e barbarie”. Il riconoscimento le è stato consegnato da don Gino Rigoldi (che lo scorso anno aveva ricevuto lo stesso premio) al termine del dibattito “L’etica della responsabilità: dalla memoria all’universalità dei dirittì”, organizzato dal Municipio 6 del Comune di Milano con il liceo statale Marconi e l’Associazione Figli della Shoah.

Durante l’incontro la senatrice ha ricordato la sua prigionia nel lager di Auschwitz Birkenau: l’indifferenza di chi “obbediva soltanto agli ordini”, l’arrivo nel campo, il tatuaggio sul braccio, gli stracci addosso al posto dei vestiti, i capricci delle capò. Tra i ricordi di Segre, anche il momento della rasatura dei suoi foltissimi ricci neri. Prima di lasciare l’Ecoteatro di via Fezzan a Milano gli studenti che hanno partecipato all’incontro hanno salutato la senatrice con un lungo applauso e intonando “Bella ciao”.

Alla fine della giornata arriva la notizia che il Consiglio regionale della Lombardia ha respinto con 42 No e 30 Si’ la proposta del Pd di istituire una commissione consiliare speciale “per il contrasto ai fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza” sul modello di quella approvata in Senato su proposta della senatrice a vita Liliana Segre. Contrari Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia, il gruppo Misto e gli altri esponenti del centrodestra, favorevoli Pd, M5S e gli altri consiglieri di opposizione.

La richiesta era stata inserita su proposta del consigliere Pd Pietro Bussolati tra i punti della mozione urgente presentata da Monica Forte del Movimento 5 Stelle, che è stata votata per parti separate. Gli altri punti sono stati approvati da tutte le forze politiche tranne Fratelli d’Italia e Viviana Beccalossi del Gruppo Misto, ma con alcune modifiche richieste dalla maggioranza. In sintesi il testo definitivo votato dall’Aula impegna la giunta regionale a invitare la senatrice Segre a una visita istituzionale in Consiglio regionale, “con l’auspicio – aggiunto da Forza Italia – che tale visita avvenga in una data vicina al giorno della memoria”. Inoltre, a “manifestare a Liliana Segre la stima e la profonda solidarietà per le ignobili aggressioni di cui è stata oggetto e il nostro profondo rispetto per la sua storia personale sulla quale non è tollerabile alcuna forma di negazionismo e sottovalutazione”. Su richiesta della Lega, infine, nelle premesse è stato posto un accenno di condanna alle contestazioni subite dalla Brigata Ebraica nel corso del corteo del 25 Aprile a Milano.