È Augusto Minzolini il nuovo direttore de Il Giornale. A dare la notizia in esclusiva è stato Dagospia. Lo stesso sito di notizie aveva scritto lo scorso 26 maggio lo scoop della direzione passata a Nicola Porro, vice-direttore del quotidiano e anchorman di Quarta Repubblica. Il conduttore aveva smentito, almeno momentaneamente. A questo punto sembrano non esserci più dubbi: l’erede di Alessandro Sallusti è Minzolini. Livio Caputo ha ricoperto intanto la carica di direttore ad interim.

Secondo quanto appreso da Il Riformista la redazione era più propensa al profilo di Porro, percepito come più indipendente, che alla soluzione interna Minzolini, vista invece come più filo-aziendalista. La redazione avrebbe a questo punto timore di un ridimensionamento della testata attraverso un piano lacrime e sangue.

Fine dunque del risiko dei giornali di destra, esploso con le dimissioni di Sallusti lo scorso 18 maggio. Sallusti è diventato direttore di Libero tornando alla casa “che hai già abitato e che vent’anni fa hai contribuito ad arredare, al fianco dell’architetto Vittorio Feltri”, aveva scritto nel suo primo editoriale lo stesso Sallusti commentando una scelta “che fa un certo effetto, anche se da allora il mondo è cambiato assai più di quanto sia cambiato in questi travagliati anni lo spirito di Libero e del suo fondatore”.

L’addio dopo 12 anni. A Libero Sallusti è affiancato dal condirettore Pietro Senaldi e il direttore editoriale Vittorio Feltri. “Starà a noi – ha scritto Sallusti nel primo editoriale sulle vicende interne alla destra italiana – raccontare il travaglio necessario per provare a partorire, dopo dieci e passa anni di gestazione, un nuovo e credibile governo alternativo alla sinistra in salsa grillina che già ha fallito al suo primo, recente, tentativo targato Conte due”.

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