BLOG

Governo Kafka: milioni di nuovi poveri e si chiacchiera di guardie civiche

Imprenditore
Governo Kafka: milioni di nuovi poveri e si chiacchiera di guardie civiche

Azienda Italia nasce per dare soluzioni alle criticità. E per farlo dobbiamo per prima cosa indicare chiari e tondi i problemi reali. Quattro milioni di dipendenti non hanno ancora ricevuto la Cassa Integrazione. Due milioni e mezzo di professionisti sono esclusi dal bonus delle casse previdenziali, pur avendo perso in molti casi più di ogni altra categoria. L’intero tessuto imprenditoriale italiano è a rischio, facile preda dei concorrenti Europei pronti a fagocitarlo. Parliamo di milioni di famiglie che attraversano in questi giorni la più grave crisi di liquidità conosciuta nell’ultimo secolo. Questo l’unico tema che merita di esser messo e rimanere sotto i riflettori della politica, non parliamo d’altro, non coloriamo il dibattito con espedienti artificiosi, messi ad arte per sviare il dibattito pubblico.

Forse oggi serve più che altro un guardiano civico che vigili sulla correttezza e l’efficacia normativa, più che sui giovani e le famiglie che escono a prendere una boccata d’aria dopo mesi di ampia dimostrazione di responsabilità e forte senso civico. Facciamo un esempio per capirci.

Il governo ha bloccato i licenziamenti fino al 17 Agosto, poi – nei diversi provvedimenti – ha, di fatto, impedito alle PA di riaprire alcuni servizi mettendo le aziende che operano in questo settore, in una situazione kafkiana. Nei fatti, il governo ha coperto solo 14 settimane su 23 (dal 23 febbraio al 31 luglio), quindi, per chi ha iniziato la CIG il 23 febbraio, dal 31 maggio resterà scoperto; chi invece l’ha iniziata con il lockdown dal 9 marzo ha copertura solo fino al 14 giugno.

I comuni non stanno riattivando molti servizi a causa delle restrizioni, e qualcuno ne sta anche approfittando per mettere a posto il bilancio a danno delle imprese. Così le aziende si trovano nelle condizioni di non poter licenziare, non poter fatturare i servizi, e non essere coperti dagli ammortizzatori sociali. Un paradosso che rischia di abbattersi con violenza su tutto il mondo del lavoro, mettendo a rischio milioni di lavoratori ed imprese, già allo stremo per l’inefficacia dei provvedimenti sin qui annunciati dal governo.

Chiaramente la difficoltà ce l’ha anche chi ha ripreso attività non a pieno ritmo, come bar o ristoranti, tutto il comparto turistico alberghiero che ancora naviga nell’incertezza, che non può impiegare tutto il personale e non lo può neanche licenziare. Un vuoto, un limbo, una terra di nessuno in cui prolificano incertezze, difficoltà, indebitamento. Chiamiamo la politica tutta a mettere mano a provvedimenti con carattere d’urgenza, senza più inutili assistenzialismi, che possano garantire sia i posti di lavori sia il vero rilancio del sistema economico del Paese.
L’attenzione del legislatore vada alla ricerca di soluzioni normative immediatamente efficaci, l’Italia non può attendere oltre.

Contenuti sponsorizzati

Commenti


SCOPRI TUTTI GLI AUTORI