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La tecnologia incontra la cura all’Ospedale pediatrico Burlo di Trieste. Il progetto O.A.S.I.

Giornalista Pubblicista, Avvocato. Esperta di parità di genere, sicurezza sociale e parità etnica-razziale
La tecnologia incontra la cura all’Ospedale pediatrico Burlo di Trieste. Il progetto O.A.S.I.

Siete mai stati al “Gran ballo della Tenerezza”?

Ogni anno nella splendida piazza Unità d’Italia, a Trieste, si celebra un’iniziativa per sostenere l’Ospedale IRCCS Materno Infantile “Burlo Garofolo” ed in particolare le cure palliative pediatriche dedicate ai bambini affetti da malattie inguaribili.

Parliamo del Progetto O.A.S.I. sostenuto da tanti privati a supporto della Regione Friuli Venezia Giulia. Sono infatti oltre 100 i bambini che, insieme ai propri genitori, fratelli e sorelle, affrontano ogni giorno un percorso fatto di cure, paure, speranze e di un impegno assistenziale continuo. «Queste famiglie – spiega la dottoressa Lucia De Zen, Responsabile del Centro di riferimento regionale per la terapia del dolore e le cure palliative – non hanno bisogno solo di trattamenti sanitari ma anche di un luogo che sappia accoglierle, sostenerle e offrire loro sollievo nei momenti di degenza del proprio caro». Proprio per questo è nato O.A.S.I.

La serata dedicata alla raccolta fondi (che quest’anno si è celebrata nella splendida dehors del Gand Hotel Duchi d’Aosta) ha visto i contributi video del direttore della clinica pediatrica professor Egidio Barbi, di Lina Doris presidente onorario di Banca Mediolanum, dell’attrice Marisa Laurito, del Vescovo di Trieste Enrico Trevisi e dello sceicco Rashid bin Khalifa al Khalifa (della famiglia reale del Bahrein).

L’Ospedale IRCCS Materno Infantile “Burlo Garofolo“, o più semplicemente il “Burlo”, è un’eccellenza sanitaria storica italiana (inaugurato addirittura nel 1856 sotto l’Impero Austro-Ungarico), che ogni anno effettua circa 170mila visite ambulatoriali e cura, oltre i pazienti italiani, anche centinaia di pazienti stranieri. Con questo progetto diventerà il primo Hospice Pediatrico capace di offrire non solo sostegno all’intera famiglia del piccolo paziente ma anche un’esperienza immersiva tecnologica estesa all’intera stanza di degenza.

Sì perché grazie a un sistema innovativo, l’intera stanza avrà la possibilità di trasformarsi in un ambiente tridimensionale dinamico e interattivo ove l’obiettivo non è soltanto modificare lo spazio fisico, ma restituire ai bambini occasioni di esperienza, sollievo, viaggio e meraviglia. Qualora le condizioni di salute lo impedissero, infatti, gli ambienti potranno offrire tante possibilità: osservare un cielo stellato nel deserto, immergersi in un mare esotico popolato da pesci colorati, attraversare una foresta luminosa, assistere a un’aurora boreale.

Pur restando nel proprio lettino (e persino attraverso il solo movimento degli occhi), i bambini potranno interagire con questi ambienti virtuali, giocare, esplorare e vivere esperienze sensoriali insieme ai propri eroi, in una dimensione che unisce aspetti ludici, educativi e relazionali. Nell’auspicio del loro sollievo e vicinanza alle loro famiglie.

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