BLOG

Primo giorno di scuola… per molti, ma non per tutti!

Imprenditore
Primo giorno di scuola… per molti, ma non per tutti!

Tra personale insufficiente, infrastrutture fatiscenti, spazi non adeguati, banchi fantasma (oltre 2 milioni quelli mancanti), attrezzature degli anni Settanta ed un “piano Covid” affidato alla speranza, i nostri giovani affrontano oggi il rientro dopo il lockdown.

La gestione della Scuola è lo specchio dell’inadeguatezza culturale delle componenti governative, attente solamente ai numeri (catastrofici) dei propri sondaggi. In vista degli appuntamenti nazionali e regionali con gli elettori, l’impegno politico è rivolto meramente ad alimentare bacini elettorali più che mai liquidi, disperdendo risorse fondamentali per garantire al mondo del lavoro crescita e continuità.

Settembre, che brutto mese per ricominciare. Con l’autunno alle porte, muoiono le speranze del’improbabile recupero del settore turistico promesso dal governo col sostegno dell’inutile bonus vacanza. Il commercio ha già perduto due stagioni, lasciando migliaia di saracinesche abbassate per sempre. Quasi la metà delle aziende prepara licenziamenti a raffica, impossibili da scongiurare con la sola cassa integrazione (ancora non erogata) e senza un sostegno concreto alle produzioni. I decreti liquidità e successivi hanno avuto l’effetto di una pioggerella nel deserto: troppo scarse le risorse per affrontare i danni da lockdown e programmare una vera ripartenza.

Il M5S, che fu, é riuscito a portare in aula e far approvare la più inutile delle riforme costituzionali, nata dall’odio sociale, alimentata dalla frustrazione dell’incompetenza, per la quale siamo chiamati ad esprimerci il 20 di questo mese. Il taglio di 364 parlamentari porterebbe un risparmio procapite offensivo dell’intelligenza degli italiani: un caffè, poco meno, all’anno per ogni cittadino. Al di là di ogni motivazione, buona o presunta, che possa spingere ad accogliere il taglio dei parlamentari, la domanda che ci si dovrebbe porre é che fine faranno i 364 che subiranno la ghigliottina anti casta. Siamo certi che rinnegare l’art. 56 della Costituzione, porti davvero ad ottimizzare i lavori delle camere? Siamo certi che i “tagliati” non verranno poi compensati con posizioni nei ministeri o nelle controllate? Il problema, odierno, della composizione del Parlamento, non é certo il numero dei nostri rappresentanti, bensì la competenza, la preparazione ed il modo in cui questi vengono scelti.

Il clima della stagione che stiamo per affrontare si prospetta rigido più che mai. Perciò è necessario l’impegno concreto di tutti gli italiani illuminati per portare competenza e concretezza alla guida del Paese. A partire dal prossimo appuntamento referendario: Azienda Italia, l’associazione trasversale del mondo del lavoro, esprime un NO convinto alla proposta referendaria, affinché la riforma costituzionale venga affidata ad una nuova bicamerale composta da donne e uomini il cui unico interesse sia il bene e la rinascita della nazione.

Contenuti sponsorizzati

Commenti


SCOPRI TUTTI GLI AUTORI