Sembra già essere entrato appieno nell’organigramma della dirigenza juventina Giovanni Carnevali, che dall’11 giugno scorso ha sostituito Damien Comolli nel ruolo di amministratore delegato del club. Il nuovo ad sta cercando prima di tutto di mettere una toppa ai “buchi” in bilancio lasciati dalle precedenti gestioni, cercando di intavolare con l’Uefa i dettagli del Settlement Agreement.

Ma il compito più arduo che ha dovuto affrontare è stato quello di consegnare a Luciano Spalletti una rosa competitiva per campionato ed Europa League, riuscendo a liberarsi di giocatori (alcuni con ingaggi pesanti) come Vlahovic, David, Openda, Miretti, Arthur, Perin, Di Gregorio e Joao Mario. Via questi, dentro Kolo Muani, Ekhator, Lucumì, Alajbegovic, Vicario, Celik, Grabara, Woltemade e Sarr. Il risultato? Un mercato competitivo riuscito a rientrare nei parametri dettati dall’Uefa.

Serve una cessione entro giugno

Sulla questione Settlement Agreement è intervenuto però Fabrizio Bava, professore ordinario di Economia Aziendale all’Università di Torino. Secondo l’esperto a giugno la Juve dovrà fare a meno di un giocatore importante per aiutare le classe del club a rientrare nel bilancio. Ecco cosa ha detto:

“Bisogna partire dal presupposto che la Juve è un top club e non vuole smettere di esserlo. Se sbagli la squadra per due anni di fila con acquisti molto costosi (come per esempio Koopmeiners e Douglas Luiz) ti trascini ammortamenti e ingaggi elevati per anni. Carnevali è riuscito a rinnovare di molto la squadra e a contenere le spese. scommettendo anche su profili di prospettiva come Alajbegovic e giocando sui prestiti. Alla fine, la Juve è riuscita ad ottenere un incremento complessivo di circa 15 milioni di euro tra ammortamenti e ingaggi. Una cifra da pagare grossomodo accettabile per non depauperare la competitività del club. L’unica nota dolente coincide con l’acquisto di Kolo Muani. Non per il rendimento attuale, ma perché tra ingaggio e ammortamento ha bruciato gran parte del risparmio ottenuto con l’addio di Vlahovic. L’unico modo per uscirne è con la cessione a gennaio o massimo entro il 30 giugno di un profilo particolarmente gravoso a bilancio“.

L’obiettivo resta il raggiungimento del Break Even entro e non oltre il 2028 per evitare ulteriori richiami o addirittura multe dall’ Uefa.