"Rimettere la politica in mano agli adulti"
Calenda lavora al nuovo Terzo Polo, mano tesa alla galassia centrista ma Onorato lo gela: “Voti ad Azione un regalo a Meloni”
In questa calda estate d’agosto, tutti sono andati in vacanza, almeno quasi tutti: il centro rimane. Intrappolato nella drammatica incertezza se riuscirà a superare o meno il 3%, il leader di Azione Carlo Calenda, calcolatrice alla mano e con la finalità di rompere gli indugi agostani, lancia una mobilitazione a ottobre con l’ambizioso obiettivo di rifondare un nuovo terzo polo che possa “rimettere la politica in mano agli adulti”. La domanda, quindi, sorge spontanea: nella scolaresca della politica, chi è adulto? E soprattutto, chi può ambire a rientrare in questa coalizione di volenterosi, pur coscienti che l’attuale legge elettorale continua a premiare i due grandi blocchi contrapposti?
Un appello che risuona mentre il Partito democratico di Elly Schlein continua a perdere pezzi. Dopo l’amaro addio di Pina Picierno, a seguirla a ruota sarebbe anche Giorgio Gori: nonostante le smentite di quest’ultimo, sono in molti a scommettere che il passo d’addio verso il centro sia ormai imminente. In questa ruota della fortuna delle primarie (tra i vari Ruffini, Renzi e Onorato), si defila la sindaca di Genova Silvia Salis: dopo aver strizzato l’occhio al centrosinistra allargato, ha deciso di proseguire il suo mandato (salvo colpi di scena). In questo nuovo cantiere terzopolista, primo tra tutti c’è Luigi Marattin con i suoi liberaldemocratici. Dalla lista dei convocati a ottobre si possono già depennare Michele Boldrin e la sua truppa: tra il professore e Calenda vanno in scena ormai da settimane litigi sui social, che escludono quindi ogni convergenza futura.
Ad avanzare spediti invece per una convergenza con Azione sono il movimento degli Europeisti con Falasca, Nahum e Scalpelli – fondato da pochi mesi e con i centri nevralgici a Milano e Napoli – e Spazio Pubblico di Picierno, i quali sembrano intenzionati, ora più che mai, a diventare, da associazioni “contenitore” di anime liberali e riformiste, veri e propri partiti politici.
A chiudere il quadro c’è il giallo di +Europa, dove Benedetto Della Vedova e Matteo Hallissey intendono archiviare la leadership di Riccardo Magi, cercando un’intesa al centro, ma non è tutto: voci di corridoio parlano di una possibile e quanto mai imminente dissoluzione del partito. A questa seguirebbe un esodo che porterebbe, con molta probabilità, Magi nientepopodimeno che da Onorato (al cui progetto hanno aderito anche Gaetano Manfredi ed Enzo Maraio), mentre Della Vedova confluirebbe in Italia Viva.
Alle previsioni di Calenda risponde però Alessandro Onorato, fondatore del Progetto Civico Italia, che non solo afferma che queste deduzioni siano infondate, ma aggiunge che ogni voto ad Azione sia “regalato” a Giorgia Meloni. Se non si procede compatti verso questa alleanza, il destino per Azione e l’intera galassia moderata è già segnato: l’irrilevanza. Bisognerà capire nei prossimi mesi se, oltre ai commensali che si sono già seduti a tavola, i ritardatari saranno ancora disposti a farlo, oppure no.
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