Regna ancora molto confusione a Niamey, la capitale del Niger che ha vissuto nella notte fra venerdì e sabato un nuovo tentativo di colpo di stato. Stando alle informazioni che arrivano dalla nazione africana, un gruppo di ufficiali delle forze armate nigerine ha tentato di prendere il potere con la forza attaccando alcuni importanti siti della capitale.

La base 101 dell’aeroporto internazionale, il palazzo presidenziale e la televisione di Stato erano gli obiettivi degli insorti che hanno attaccato simultaneamente. La guardia presidenziale, rimasta fedele al presidente della giunta militare al potere Abdourahamane Tiani, ha respinto l’attacco alla serie del governo, mentre la base è stata difesa dai contractor russi dell’Africa Corps che hanno lì il loro quartier generale.

La televisione nazionale è caduta per circa un’ora nelle mani dei colpisti che però non sono riusciti a leggere il loro comunicato per parlare alla nazione. Gli sconti sono durati circa 24 ore molti residenti della capitale hanno sentito raffiche di mitra provenire dal quartiere del Plateau, dove si trovano tutti i luoghi di potere della Repubblica del Niger. Anche la base 101 l’immensa cittadella militare di Niamey dove è presente il contingente italiano della missione Misin, è stata parzialmente presa dai militari ribelli che sembrano abbiano anche iniziato a sparare in direzione del magazzino dove è custodito l’uranio nigerino.

Alcune fonti locali parlano di un forte malcontento all’interno delle forze armata nigerine con doversi generali che hanno appoggiato la mossa di questi militari ribelli. A Niamey si dice che il generale Kimba Tahirou, comandante della Gendarmerie si sarebbe ammutinato e i suoi uomini, sparsi in tutto il paese sono rimasti nelle caserme in attesa di ordini precisi. Nelle ore subito dopo il tentato golpe era rimbalzata la notizia che diverse unità stanziate a Ouallam, Téra e Dosso stavano convergendo verso Niamey per dare manforte agli insorti, ma ora sembra che siano tutti tornati nelle proprie sedi. I soldati italiani che si trovano proprio all’aeroporto sono al sicuro come ha dichiarato il ministro della Difesa Guido Crosetto.

«Il nostro personale e le nostre infrastrutture non sono stati coinvolti negli episodi. Tutto il personale italiano sta bene e, al momento, non emergono elementi che facciano ritenere il nostro personale esposto a pericoli imminenti». Nella ripresa del controllo della situazione sono stati i mercenari russi a guidare la forze locali tanto che l’ambasciatore di Mosca a Niamey Viktor Voropaev si sarebbe vantato dell’intervento dei contractor per il loro contributo a reprimere l’ammutinamento. «L’Africa Corps ha svolto un ruolo decisivo, fornendo supporto via terra e via aria, per aiutare le forze lealiste a riconquistare la base aerea 101, uno dei siti più strategici della capitale, strappandola agli ammutinati e eliminando in gran parte la minaccia residua che questi rappresentavano per il governo». Un’ennesima prova di forza della Russia in una nazione chiave per gli equilibri dell’intero Sahel.

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Matteo Giusti, giornalista professionista, africanista e scrittore, collabora con Limes, Domino, Panorama, Il Manifesto, Il Corriere del Ticino e la Rai. Ha maturato una grande conoscenza del continente africano che ha visitato ed analizzato molte volte, anche grazie a contatti con la popolazione locale. Ha pubblicato nel 2021 il libro L’Omicidio Attanasio, morte di una ambasciatore e nel 2022 La Loro Africa, le nuove potenze contro la vecchia Europa entrambi editi da Castelvecchi