Sul caso di di Eitan Biran, il bambino di sei anni unico sopravvissuto della strage della funivia del Mottarone portato in Israele dal nonno materno Shmuel Peleg, aleggia più di un mistero. Dopo l’apertura del fascicolo da parte della Procura di Pavia per sequestro di persona aggravato, Michele Anzaldi (Iv) richiede un’interrogazione ai ministri dell’Interno, degli Esteri e delle Infrastrutture e Trasporti su “come sia stato possibile che un bambino minorenne, su cui vigeva un divieto di espatrio in assenza dei tutori legali, sia potuto salire su un volo privato diretto in un paese straniero”.

Il nodo centrale, secondo Anzaldi, sarebbe proprio l’impossibilità di volare da un aeroporto svizzero non autorizzato a far decollare aerei che atterrino nello stato di Israele. Il Ministero dei Trasporti israeliano – scrive Anzaldi che ha presentato un’interrogazione ai ministri Di Maio, Lamorgese e Giovannini – stila una lista di aeroporti internazionali dai quali sono consentiti i voli di linea e non di linea nel Paese. Per quanto riguarda la Svizzera gli aeroporti autorizzati sono solo tre: Zurigo, Basilea e Ginevra. Non figura, quindi Lugano“.

“Come ha fatto, allora – domanda Anzaldi – quel volo a partire da Lugano e arrivare a Tel Aviv? A meno che il volo non abbia ricevuto un’autorizzazione speciale del Governo israeliano e in quel caso ci sarebbero addirittura complicità governative. Non avrebbe dovuto essere consentito neanche se a bordo ci fossero stati passeggeri regolari. In questo caso abbiamo avuto, invece, addirittura la presenza di un minore non accompagnato dai suoi tutori legali. Un caso doppiamente grave. Per questo è urgente che il Governo italiano, anche avviando le necessarie interlocuzioni con le autorità straniere coinvolte, dica che cosa è successo”.

Come ricostruito, sabato 11 settembre il piccolo Eitan Biran è stato portato in Israele dal nonno materno, sebbene gli affidatari legali del bimbo fossero gli zii paterni. L’11 agosto scorso il giudice tutelare di Pavia aveva emanato un decreto con cui vietava l’espatrio a Eitan, salvo che in presenza o con l’autorizzazione della sua tutrice, la zia paterna. Il decreto sarebbe stato quindi trasmesso alla Prefettura e alla Questura di Pavia con l’ordine di diramarlo a tutti i punti di frontiera e di inserirlo nelle banche dati delle forze di polizia che controllano le frontiere.

Gli zii paterni hanno denunciato quello che ritengono un vero e proprio ‘rapimento’, dicendo di voler attivare la Convenzione internazionale dell’Aja sulle sottrazioni internazionali di minori. Il viaggio di Eitan in Israele sarebbe avvenuto, come ricostruito ancora dagli organi di stampa, attraverso un volo privato da Lugano a Tel Aviv, sebbene peraltro Lugano non figuri tra gli scali autorizzati per motivi di sicurezza dal Governo israeliano per i voli diretti con l’aeroporto di Tel Aviv.

“Se il Governo non ritenga doveroso e urgente attivarsi per accertare come sia stato possibile che un bambino minorenne, su cui vigeva un divieto di espatrio in assenza dei tutori legali, sia potuto salire su un volo privato diretto in un paese straniero, ricostruire con esattezza il percorso seguito dal piccolo Eitan e se abbia utilizzato mezzi di trasporto pubblici, come ad esempio treni ed appurare eventuali responsabilità nei mancati controlli e verifiche” richiede Anzaldi.

Riccardo Annibali