I fatti visti da un’altra angolazione
Caso Roggero, il risarcimento ai criminali genererebbe dei kamikaze pronti a morire per assicurare un futuro dignitoso alle proprie famiglie
I fatti di Grinzane Cavour sono noti, la condanna anche: 14 anni e 9 mesi di reclusione inflitti a un gioielliere, Mario Roggero, per aver ucciso due rapinatori mentre erano già in fuga. Per questo motivo i magistrati hanno ritenuto che lui e la sua famiglia non fossero più in pericolo di vita. Ora, non volendo creare qui un tribunale parallelo – sia perché non avrebbe senso sia perché non abbiamo le competenze per farlo – ci limiteremo ad analizzare la situazione da un’altra angolazione, sperando che questo possa aiutare il lettore ad ampliare la propria visione della vicenda.
Alla base del sistema democratico italiano vi è la libertà del cittadino. Il concetto di libertà spiana la strada a quello di libero arbitrio, che a sua volta introduce quello di responsabilità. Quest’ultimo è affrontato in vari ambiti e ha molte sfumature, ma il suo utilizzo principale sta ad indicare che ognuno di noi ha il dovere di rispondere delle proprie azioni. Ciò implica la capacità di prevedere le conseguenze del proprio comportamento. Se decido di buttarmi col paracadute per capire cosa si prova lanciandosi nel vuoto devo essere pronto a considerare che c’è una, seppur minima, possibilità che un imprevisto possa costarmi la vita. Cosa analoga se decido di compiere una rapina: non posso avere certezza che la cosa andrà bene e che io resti impunito.
È cosa nota che in uno Stato di diritto quella di ognuno termina nel momento in cui va a ledere quella di qualcun altro. L’idea viene ribadita anche nella nostra Costituzione, specificatamente nell’articolo 2: “La Repubblica riconosce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”. Bisogna sottolineare, a scanso di equivoci, che in questo contesto si sta parlando dei diritti che il singolo cittadino può rivendicare dallo Stato e non da un altro cittadino. Subito dopo, però, viene fatta menzione dei doveri, e qui sì che il raggio di azione si amplia. Il dovere del singolo nei confronti dello Stato tocca le corde del benessere comune (lo Stato rappresentata la totalità dei cittadini), quindi quello di ognuno di noi. Tutti i cittadini hanno il dover di comportarsi entro i limiti della legge, di pagare le tasse, di educare i figli, ecc… Chi agisce al di fuori delle regole è un deviante e il suo comportamento porta conseguenze negative all’intero sistema.
Ora, Roggero è stato condannato per eccesso di difesa, ma è un essere umano, non un robot. Ciò che ci differenzia dagli animali è la ragione, ma negli istanti immediatamente successivi a una aggressione lo stress emotivo, la paura, il sangue ancora caldo e il cuore fuori controllo agiscono in sinergia per obnubilare la mente e rendere una persona più vicina a un animale che non ha un essere umano dotato di intelletto. Questo è uno degli aspetti che può rappresentare l’imprevisto di cui parlavamo prima, e che avrebbero dovuto valutare preventivamente anche i rapinatori. Per quanto riguarda la questione del risarcimento chiesto dai parenti delle vittime, lo Stato non può far passare il messaggio che chi delinque avrà comunque carta bianca. Se dovesse essere accolta questa richiesta, ogni individuo che intenda appropriarsi della proprietà altrui potrebbe pensare che, se le cose andranno bene potrà godersi i proventi delle proprie malefatte; se invece dovessero andar male, ed essere così disperato da mettere in conto la possibilità di morire durante un furto o una rapina, avrà la certezza che i propri famigliari non avranno più problemi economici perché in diritto di chiedere un risarcimento milionario. Il criminale che agisce sul territorio italiano diventerebbe una sorta di kamikaze pronto a morire per assicurare un futuro dignitoso alle proprie famiglie. Più o meno come i fanatici islamici che si fanno esplodere con la promessa che per loro si apriranno le porte del Paradiso mentre i parenti otterranno sostentamento dalle organizzazioni terroristiche che li hanno reclutati.
Concludo citando un altro articolo della nostra Costituzione, il 4: “La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto”. Se tanto mi dà tanto, al signor Roggero lo Stato non è riuscito a garantire questo diritto, lasciando liberi di agire in maniera criminale alcuni suoi elementi che hanno ostacolato gravemente la sua attività lavorativa, sia presente (per la rapina subita) sia futura (essendo difficile tornare nel negozio dove si è stati vittime di una aggressione). Quindi, anche ammessa l’assurdità di una richiesta di risarcimento da parte dei famigliari dei rapinatori, a pagarlo dovrebbe essere lo Stato italiano e non Roggero che, seguendo questo ragionamento, sarebbe l’unico che davvero avrebbe il diritto di pretenderlo.
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