Domande semplici e mai banali
Cherchez la femme, alias Laura Cianfoni: chi è la donna dei misteri all’ombra di Ranucci
Ieri alla Festa di AVS l’ex conduttore ha nicchiato sulla possibilità di candidarsi alle elezioni politiche
Nella vicenda con più testosterone della storia d’Italia, seguendo anche la traccia suggerita dalle narrazioni erotiche di Sigfrido Ranucci, entrano di prepotenza le donne. E che donne. Natalia Potenza e Laura Cianfoni. Donne di polso, di carattere. Dall’iniziativa forte e dalle entrature potenti. Donne che finora sembravano stare sullo sfondo e che invece, proprio adesso, rischiano di diventare figure centrali di una storia nella quale gli uomini non ne stanno uscendo granché bene. Perché mentre gli uomini si scambiano accuse, versioni, spiegazioni e giustificazioni, sono le donne a muovere le pedine. O almeno a custodire una parte di quelle informazioni che potrebbero contribuire a ricostruire i rapporti tra i protagonisti.
Sul fronte delle indagini, però, occorre fare ordine. Al momento non è prevista alcuna convocazione in Procura per Natalia Potenza, ormai ex moglie di Lavitola, che nei giorni scorsi si è detta pronta a raccontare agli inquirenti quanto a sua conoscenza. A piazzale Clodio, allo stato, non risulterebbe depositata né una memoria né una richiesta formale di audizione. La Potenza, secondo quanto riportato da alcuni quotidiani, sarebbe però già entrata, indirettamente, nella trama documentale dell’inchiesta.
Tra il 4 e il 5 luglio avrebbe ricevuto dal numero di telefono riconducibile a Laura Cianfoni, donna vicina a Ranucci, l’ordinanza cautelare relativa ai quattro presunti esecutori materiali dell’azione dinamitarda del 16 ottobre 2019 a Pomezia, in provincia di Roma. Un passaggio che, se confermato e nella sua esatta ricostruzione, pone una domanda semplice ma tutt’altro che banale: perché quell’atto giudiziario sarebbe passato da una donna all’altra? E soprattutto: che tipo di rapporto c’era tra Cianfoni e Potenza prima che esplodesse il caso Lavitola-Ranucci?
Anche per Cianfoni, per ora, non risulta calendarizzata alcuna convocazione in Procura. Dunque nessuna delle due donne, allo stato, è stata formalmente chiamata dagli inquirenti a fornire la propria versione. Ma entrambe gravitano attorno ai due uomini che occupano il centro della vicenda e, proprio per questo, la loro posizione merita attenzione. Potenza, soprattutto, potrebbe avere parecchio da raccontare. È stata per anni accanto a Lavitola, ne conosce le relazioni, gli affari, le frequentazioni. E oggi ha preso le distanze dall’ex marito al punto da negargli, secondo quanto riferito, la disponibilità della propria abitazione per eventuali domiciliari e da chiudergli anche la porta del locale nel quale avrebbe potuto trovare una collocazione lavorativa. Non solo. La donna ha annunciato di essere pronta a mettere a disposizione degli inquirenti ciò che sa sui rapporti tra Lavitola e Ranucci. Ma tra l’annuncio e un atto depositato in Procura c’è una differenza sostanziale. E al momento quella memoria non c’è, così come non c’è una convocazione ufficiale.
Resta però il dato: la storia che sembrava tutta maschile, tutta giocata tra uomini potenti, ambizioni, amicizie, relazioni e affari, sta progressivamente assumendo un’altra fisionomia. Resta allora una domanda, molto semplice: come mai Laura Cianfoni era in possesso, nella notte tra il 4 e il 5 luglio, di atti di indagine riservati, quando quegli stessi documenti erano ancora preclusi alla stampa e persino ai legali dello stesso Lavitola? E soprattutto: di quali entrature gode Laura Cianfoni? Lontano dal dare risposte, e per la verità anche dal ricevere le domande giuste, Sigfrido Ranucci ieri ha potuto esibirsi dal palco di AVS, nell’ambito della festa nazionale di Roma. Non ha ancora sciolto la riserva sulla sua eventuale candidatura alle prossime politiche: tema che giova lasciare sul piatto, un po’ per distrarre l’attenzione, un po’ per far capire che Ranucci, spodestato da Report, è ancora in scena.
© Riproduzione riservata






