C’è un nome nuovo tra i ‘Quirinabili’, i nomi che da giorni ormai circolano nelle stanze dei partiti in subbuglio per trovare il profilo adatto per la presidenza della Repubblica. A farlo è stata Giorgia Meloni, la leader di Fratelli d’Italia che ha proposto per il Colle l’ex magistrato Carlo Nordio.

Molte personalità, che provengono dall’area del centrodestra, avrebbero il curriculum e lo standing per ricoprire il ruolo di presidente. Nomi come quello di Marcello Pera, Letizia Moratti, Elisabetta Alberti Casellati, Giulio Tremonti, Franco Frattini sono tutti autorevoli. Io ho chiesto di allargare la rosa anche alle personalità che non hanno un trascorso politico e per questo abbiamo aggiunto il nome di Carlo Nordio, su cui ci pare difficile che si possano muovere obiezioni”, ha detto la Meloni ai suoi grandi elettori riuniti in assemblea.

Le chance di elezione sembrano però particolarmente limitate. Era stato lo stesso Nordio la scorsa settimana a stroncare una ipotesi di questo tipo, dopo che il suo nome era iniziato a rimbalzare nel centrodestra. “Credo che la carica di capo dello Stato debba esser affidata a un politico, e la mia cultura politica è esclusivamente teorica, non ho mai fatto parte neanche di un Consiglio comunale. Comunque, se cercassero tra i giuristi, ce ne sono molti assai più preparati e autorevoli di me”, aveva spiegato l’ex procuratore di Venezia.

Ex magistrato, nato a Treviso nel febbraio del 1947, Nordio è stato procuratore aggiunto di Venezia e titolare dell’inchiesta sul Mose di Venezia, oltre a essere protagonista della ‘stagione’ di Mani pulite con le inchieste sulle cooperative rosse.

Non solo: Nordio nella sua lunga attività in magistratura indagò anche sul terrorismo rosso, quello delle Brigate rosse. Ma il suo focus sono sempre stati i reati economici e di corruzione: fino al 2017, anno del suo pensionamento, si è occupato di questi ‘settori’ come procuratore aggiunto della Procura di Venezia.

Nordio è stato particolarmente attivo anche sul fronte delle pubblicazioni. Ha collaborato a lungo con giornali e riviste giuridiche, tra cui i quotidiani Il Messaggero, Il Gazzettino e il Tempo. Con l’ex sindaco di Milano Giuliano Pisapia è stato co-autore del libro “In attesa di giustizia. Dialogo sulle riforme possibili”, pubblicato nel 2010.

Dopo la pensione per limiti di età nel febbraio 2017, avendo compiuto 70 anni, Nordio è diventato collaboratore del quotidiano romano Il Messaggero e dal 2018 componente del CdA della Fondazione Luigi Einaudi Onlus.

Nel 2000 fu anche al centro di una campagna di stampa e di polemiche politiche per una vicenda di cronaca che aveva seguito come magistrato. Nordio infatti convalidò il sequestro della macchina e la denuncia per favoreggiamento della prostituzione di un geometra incensurato di 25 anni, che stava accompagnando una prostituta moldava. Imputato che si suicidò per la vergogna, con Nordio che venne di fatto ‘accusato’ di aver provocato il gesto estremo del 25enne.

L’ex magistrato, passando alla vita privata, celebrò il matrimonio di Adriano Panatta, unico tennista italiano capace di vincere una prova dello Slam, il Roland Garros. Nordio sposò con rito civile Panatta con Anna Bonamigo nell’ottobre del 2020.

Napoletano, classe 1987, laureato in Lettere: vive di politica e basket.