Chi controlla davvero il Milan? È probabilmente un rebus, un labirinto finanziario difficile da ricostruire. Fino a pochi giorni fa la risposta sarebbe stata pacifica: il Fondo Elliott di Paul Singer. Un bilancio e una comunicazione anti-riciclaggio mettono però tutto in dubbio. Incertezze alimentate da articoli delle scorse settimane e dalla trasmissione di Rai3, Report. Dietro il Milan ci sarebbero infatti due finanzieri napoletani: Salvatore Cerchione e Gianluca D’Avanzo.

Gli americani di Elliott hanno sempre dichiarato, mai ufficialmente, di detenere il 95% delle azioni. A mancare è “un’informazione trasparente – ha scritto il Corriere della Sera – in particolare sugli assetti di Project Redblack, la società lussemburghese dove si saldano gli interessi dei due azionisti (Blue Skye ed Elliott) e che controlla pressoché interamente il club rossonero”. Il 51% della società, secondo un bilancio del 2017 rivelato dal quotidiano, è posseduto da Blue Skye. E Redblack, già tre anni fa, era passata all’incasso della garanzia (il Milan) non rispettata da Yonghong Li, che aveva comprato il club da Silvio Berlusconi. L’assetto di Project, già tre anni fa, era Blue Skye al 51% (6.001 azioni) e l’hedge fund di Singer al 49% (5.999).

Un accordo tra i due finanzieri napoletani con gli americani, dell’aprile 2017, dava in pegno a una società controllata da Elliott una quota del 46%. La società è la King George del Delaware. “Sarà questa operazione, presumibilmente ancora in piedi, che ha autorizzato Elliott a far credere di avere il controllo del 95% (49% effettivo più 46% in pegno) del Milan? Possibile sia una delle componenti, ma avere titoli in garanzia non significa averne la proprietà”. Un altro documento, su norme anti-ricilaggio e antiterrorismo, comunica che Paul Singer, capo e fondatore di Elliott, è beneficiario effettivo e titolare del 49,99% del capitale, in quanto proprietario del fondo che gestisce patrimoni per conto terzi. Cerchione e Gianluca D’Avanzo sono titolari di poco più del 25%.

Sempre dal Lussembrugo, con la Project Pencil, Cerchione e D’Avanzo hanno acquistato la Fila, azienda che produce matite. Una transazione da 50 milioni nella quale, secondo Report, sarebbe entrata Elliott con anticipi che rientrano a Elliot creando “un’operazione a saldo zero”.

CHI È SALVATORE CERCHIONE – Cerchione al momento è residente ad Abu Dhabi ed è consigliere di amministrazione delle società AC Milan SpA; Hotel Palladio SpA; Dome Solutions SpA; Pencil SpA; Cipriani (Ibiza and London Restaurant). È nato a Napoli il 27 aprile 1971 e si è laureato in ingegneria elettronica per poi conseguire un master in business administration alla Columbia Business School di New York. Dal 1995 entra nel mondo del business da project manager per Procter & Gamble. Poi passa alla società di consulenza Bain & Co. Dal 2001 entra nell’investment banking e quindi alla Morgan Stnaley come vice president. Dopo quattro anni passa all’hedge fund D. B. Zwirn & Co., dove nel 2005 entra anche Gianluca D’Avanzo come vice president. È proprio il fondo speculativo fondato nel 2001 da Daniel B. Zwirn ad aver giocato un ruolo fondamentale per la fondazione di Blue Skye.

 

CHI È GIANLUCA D’AVANZO – D’Avanzo è stato dunque co-founder e managing partner di Blue Sky Financial PartnerS con Salvatore Cerchione. Al momento è consigliere di amministrazione di Ac Milan SpA; Milan Entertainment SpA; Milan Real Estate Spa; Asansiro (Agenzia di sviluppo San Siro) Srl; Hotel Palladio Spa; Domec Solutions SpA. È nato a Napoli il 13 febbraio 1975 e si è laureato alla Bocconi di Milano in economia. Alla London Business School ha conseguito un master in business administration. Ha frequentato l’Accademia Militare della Guardia di Finanza e ottenuto il grado di Tenente. Dal 200 è entrato alla Lehman Brothers. Dal 2003 al fondo di private equity BC Partners. E quindi nel 2005 arriva a Londra, da vice president, all’hedge fund D. B. Zwirn. Al momento è residente nel Regno Unito, fino a poco fa a Magdalenka Mazowieckie, in Polonia.

LA REPLICA DI ELLIOT – “Elliott Associates LP ed Elliott International LP hanno congiuntamente il completo controllo della holding a cui fa capo il Milan. Elliott detiene il 96% del club, mentre la restante quota è di pertinenza dei nostri partner”, ha dichiarato all’Ansa un portavoce di Elliott, la quale “è pienamente impegnata a riportare il Milan ai vertici del calcio europeo, facendo leva sui principi di stabilità finanziaria e corretta supervisione, ora già saldamente in atto. Elliott – continua – ha finanziato il percorso di rilancio del Milan negli ultimi anni, con oltre 600 milioni di euro investiti nel club. Elliott si è inoltre impegnata a partecipare a un investimento privato di 1,2 miliardi di euro per la costruzione di un nuovo stadio all’avanguardia per la città di Milano e di un innovativo distretto multifunzionale, che insieme contribuiranno alla continua trasformazione del Milan, offrendo non solo un punto di riferimento iconico alla città ma anche un progetto di eccellenza per il calcio italiano”.

 

IL COMMENTO DI GALLIANI – Sul caso è intervenuto Adriano Galliani, ex amministratore delegato del Milan, commentando il caso in un’intervista a Libero: “Ho visto il servizio su Rai3 che insinuava dubbi sulla proprietà del club. L’ennesimo tentativo di colpire Silvio, anche a costo di infangare il Milan. Come quando insinuarono che la vendita ai cinesi fosse un’operazione per ripulire i soldi di Berlusconi, facendoli rientrare dall’estero. Il Milan – continua Galliani – appartiene per il 96% al fondo americano di gestione di investimenti Elliott e per il rimanente 4% a Blue Skye, la società creata dai due finanzieri napoletani che lavorano nella City londinese, Salvatore Cerchione e Luca D’Avanzo. L’hanno acquistato dal cinese Yonghong Li, un’operazione trasparente, controllata e verificata più volte”.