“Con il decreto ‘Cura Italia‘ “abbiamo prestato una prima attenzione alla categoria dei lavoratori autonomi e atipici. Interverremo anche con stanziamenti aggiuntivi di non minore importo rispetto ai 25 miliardi  già stanziati con il primo decreto”, il ‘Cura Italia’. Così il premier, Giuseppe Conte, nell’informativa alla Camera sull’emergenza coronavirus che annuncia un nuovo decreto, della stessa misura economica, per prossimo aprile.

“I Dpcm  – prosegue – ci hanno consentito di modulare le misure, rendendole adeguate rispetto all’obiettivo di ridurre il contagio”. Tutte le misure adottate dal Governo per l’emergenza coronavirus sono state prese “sempre in base alle raccomandazioni del comitato tecnico-scientifico e si giustificano, come dimostrano i pareri di vari giuristi, per la straordinarietà dell’evento, sono consapevole del doveroso coinvolgimento del Parlamento, che esprime al massimo la democraticità del nostro Paese”.

“Il governo – spiega -sta valutando tutte le iniziative per assicurare alle imprese e alle famiglie tutta la la liquidità necessaria per superare questo periodo di ristrettezze. Dobbiamo lavorare già oggi per il rilancio di domani, per semplificare la nostra Pubblica Amministrazione, la burocrazia. Per dare impulso agli investimenti pubblici e privati quando la nostra economica tornerà a correre. Bisogna superare tutte le difficoltà strutturali, dunque, soprattutto in settori come l’edilizia”.

“Tutte le misure adottate – chiarisce – si giustificano, come dimostrano i pareri di vari giuristi, per la straordinarietà dell’evento, sono consapevole del doveroso coinvolgimento del Parlamento, che esprime al massimo la democraticità del nostro Paese”.

“Ci rendiamo conto che il primo provvedimento” economico del ‘Cura Italia’, “non è sufficiente”, ma “in queste ore stiamo lavorando ad aumentare il sostegno alla liquidità” per il mese di aprile.

Nella lettera firmata con altri 8 leader Ue, inviata al presidente del Consiglio Ue Charles Michel, si è voluto “ribadire che l’epidemia sta provocando uno shock senza precedenti”, cui serve rispondere con “misure straordinarie”.

“Le terapie intensive in Italia, in pochi giorni sono passate da 5.343 a 8.370, con un incremento del 63,8%. Immaginate a quale iattura potremmo essere esposti con un contagio di ritorno”, quindi l’Italia non “può accettare, nel momento in cui sta facendo uno sforzo poderoso, sacrifici enormi, che altri Paesi non raccolgano questa soglia di precauzione massima”.

“Nessuno degli strumenti progettati in passato, contro crisi di altra natura, è in grado di dare quella coraggiosa risposta alla pandemia di cui tutti i cittadini avvertono la necessità. Per questa ragione l’Italia -spiega – lavora alla creazione di strumenti di debito comuni dell’Eurozona, che possano finanziare gli sforzi dei vari governi e costruire una adeguata linea di difesa”.