Non abbiamo fatto abbastanza“. Poche parole pronunciate dal premier svedese Stefan Löfven  per ammettere il fallimento della strategia fin qui adottata dal suo governo: bar, uffici, ristoranti aperti con la speranza che il virus si comportasse nel paese scandinavo diversamente rispetto agli altri paesi.

E invece, l’aumento dei contagi e dei morti ha costretto il paese modello per sanità e welfare a un brusco risveglio: le autorità sanitarie hanno fatto sapere che se i numeri dovessero continuare ad aumentare i malati di Covid-19 con più di 80 anni e gli over 60 già affetti da altre malattie verranno esclusi dalle cure mediche.

E così, per rispondere ai 10151 contagiati su dieci milioni di abitanti e ai decessi a 887, la Svezia si prepara a varare la legge costituzionale che autorizzerebbe il governo a imporre la chiusura delle attività commerciali, dei locali pubblici e delle attività produttive. Ma anche a limitare fortemente la circolazione e la libertà personale dei cittadini svedesi.