Politica
Decreto scuola, via libera: multe fino a 1000 euro per il burqa
Giornata calda per la politica romana. Tra la legge elettorale in discussione alla Camera e il decreto legge sul tetto agli stranieri in classe, appena sfornato dal governo, il dibattito è esploso. Il Consiglio dei ministri ha anche evitato il blocco dei diesel Euro 5. Entrando nel vivo della discussione, gli emendamenti da esaminare sono 63 e molto probabilmente l’approdo in Aula è previsto per il prossimo 30 settembre. Nei giorni scorsi il presidente della commissione Affari Costituzionali della Camera, Nazario Pagano, aveva sfoltito le proposte, pertanto i deputati stanno valutando le modifiche avanzate.
La critica
Partendo dal tema più caldo della giornata, Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera, ritiene il dl scuola «inutile, inefficace e soprattutto inaccettabile. In un Paese in cui il 10% dei ragazzi abbandona, in cui il 14% dei piccoli resta fuori dal sistema prescolare, il governo emana un decreto per discriminare, colpire i minori e ostacolare l’accesso all’istruzione garantito dalla Costituzione». Il decreto sull’introduzione del tetto del 30% di stranieri introdurrebbe anche il divieto di partecipare alle attività scolastiche con il volto coperto e, in caso di violazione secondo una bozza circolata nel pomeriggio, si applicherebbe una sanzione amministrativa pecuniaria da 200 euro a 1.000 euro. Non solo: il governo sta valutando di togliere i minori alle famiglie straniere che non si attivino per imparare l’italiano.
Il paradosso
Chiuso il capitolo scolastico, sulla legge elettorale l’arco parlamentare si è scatenato. Federico Fornaro, dem e componente della Commissione che è tenuta a valutare la legge elettorale, parla di un «paradosso». «Un candidato nelle liste del premio è tenuto a candidarsi anche in almeno un collegio plurinominale della circoscrizione come capolista, ovvero nelle posizioni successive a quella di capolista a condizione che anche tutti i candidati che lo precedono nella medesima lista di collegio siano candidati nel listone. È un paradosso antidemocratico», conclude. Anche Azione non fa sconti alla maggioranza: «La maggioranza rivendica l’introduzione al Senato di quelle che potremmo definire delle “pseudo preferenze” dimenticandosi che nell’aula della Camera erano state bocciate. Con questa modifica, i candidati che raccoglieranno migliaia di preferenze rimarranno a casa a vantaggio di quelli decisi dalle segreterie di partito», attacca Matteo Richetti, capogruppo di Azione alla Camera.
Salvini soddisfatto
Soddisfatto il ministro Matteo Salvini, che ha chiesto un intervento per tutelare la mobilità di cittadini e imprese evitando il fermo dei diesel Euro 5. Nel complesso, il blocco, che avrebbe interessato circa 1,2 milioni di auto e 200mila veicoli commerciali nel Bacino padano, secondo Salvini, avrebbe avuto pesanti ricadute su famiglie, lavoratori e attività economiche. Insomma, il centrodestra galoppa spedito verso le prossime elezioni, il Pd chiede un voto anticipato, e intanto le segreterie, tutte, indicheranno i capilista che andranno a genio ai leader.
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