Tobias Piller fa parte della redazione economica di Frankfurter Allgemeine Zeitung. È stato corrispondente per l’economia italiana dal 1992 al 2021 e Presidente dell’Associazione Stampa Estera in Italia per sei anni.

Caro Tobias Piller domenica 6 settembre si vota nel SachsenAnhalt, una regione di poco più di 2 milioni di abitanti nella ex Germania dell’Est, potrebbe sembrare un normale appuntamento elettorale locale. Invece, è diventato un appuntamento elettorale di interesse nazionale, perché?
«Per AfD, Alternative für Deutschland, partito di destra estrema ed anti Europa, potrebbe essere la occasione per arrivare a governare una regione, un “Land” tedesco. Finora è stata tenuta più possibile lontano dal potere, e col consenso degli altri partiti, esiste un “muro di fuoco” contro questo partito. Nonostante tutto questo, o nell’opinione di qualche analista forse proprio perché esiste il “muro di fuoco”, sono vicini ad avere una maggioranza nel parlamento regionale del Sachsen Anhalt, ed in questo caso vogliono governare a modo loro».

Cosa vuol dire “governare a modo loro”?
«Tanto ruota intorno alla ipotesi che loro siano i “veri” rappresentanti della cultura tedesca. Per i rappresentanti della AfD, gli abitanti della Germania dell’Ovest non sono più tedeschi, sono americani che parlano un pochino di tedesco mischiato con parole straniere, viziati dal ‘68 che avrebbe “rimosso il cuore culturale” del Paese, e da tante influenze criticabili. Loro vogliono che i teatri si concentrino su autori classici tedeschi, vogliono totalmente cambiare la scuola – con la possibilità di insegnare in famiglia. L’insegnamento della storia, per loro, deve concentrarsi sugli anni 1813 o 1871, quando la Germania è diventata nazione, non sul secolo scorso, e non sugli anni dopo il 1933. Vogliono una dichiarazione di fedeltà ai valori tedeschi dalle associazioni che prendono sussidi».

E sugli stranieri?
«Anche nel programma elettorale, con parole più caute paragonate con quelle dei discorsi elettorali, viene promossa la rimozione degli stranieri, dove si può. Non si riconosce il problema che il Sachsen Anhalt ha già un problema di trovare persone qualificate, anche infermieri. Si sostiene che, seguire gli stranieri costerebbe tanta fatica e forza lavoro che se ne dovrebbe occupare. Viene anche chiesto di mandare via tutti gli ucraini fuggiti dalla guerra. Con un dito nell’occhio agli ucraini si propone anche di ricominciare con lo scambio culturale con la Russia».

Afd cresce continuamente nei sondaggi non solo più nella ex germania dell’est ma anche all’ovest. I tedeschi si stanno estremizzando a destra o è il sintomo di un disagio della popolazione?
«Per tornare all’inizio, in un certo senso, l’Italia è stata un catalizzatore per la fondazione della AfD. Nel 2013 era un partito anti-Euro, per far uscire la Germania dall’Euro, fondato da un ex presidente degli imprenditori tedeschi e da professori liberali di destra. Dicevano che l’Euro sarebbe stato un fallimento, soprattutto perché l’Italia ed altri paesi meridionali non avrebbero mantenute le loro promesse, per esempio sul Patto di Stabilità. I fondatori hanno lasciato le porte del nuovo partito aperte a tutti, e sono state sorpassate da cordate di destra e poi dagli estremisti».

E adesso, perché l’ascesa dell’AfD? Quanta responsabilità ha il governo nazionale su questa ascesa dell’Afd?
«Loro promettono un Paese ed una politica, dove tutti i desideri diventano realtà, dove si torna in un mondo ideale del passato. E non hanno mai dovuto dare prova che siano in grado di realizzare tutte le promesse. I politici con responsabilità di Governo, invece, devono fare i conti con tante limitazioni delle loro possibilità decisionali: l’ondata di migrazione dopo le guerre in Siria, l’attacco della Russia all’Ucraina, l’ascesa della Cina con la pressione sull’export, i dazi di Trump collegati al ricatto di non difendere più l’Europa, il blocco di Hormuz con la conseguenza di prezzi alti per i carburanti. Poi, in Germania, i baby boomers vanno in pensione, e non si può più ripetere la creazione di 6 milioni di posti di lavoro degli anni della Merkel, che aveva riempito le casse pubbliche. Il Merz legnoso, con poca empatia, poco comunicativo, non è in grado di promettere il sogno del paese della cuccagna».

Perché la AfD è ancora più popolare nei Laender dell’Est?
«Quel racconto dei sogni, e del ritorno alla nazione, si mischia ancora con una nostalgia per una Germania dell’Est che non è mai esistita. Non si ricordano gli spari sul Muro, la Stasi, la oppressione, la scarsità dei beni nei negozi, l’arricchimento delle élite, ma solo il calore delle relazioni personali, l’assenza di preoccupazioni per casa o carriera in quello Stato che pretendeva di pensare a tutto. Le cattiverie dei nazisti, viste dall’Est, sono solo responsabilità dell’Ovest. Poi, tanti tedeschi dell’Est più innovativi, tanti giovani, tante donne, hanno lasciato l’Est. In tanti villaggi non è rimasto né una trattoria né un supermercato. Per loro colpa dell’Ovest, che avrebbe denigrato l’Est da decenni».

Il candidato della AfD per Sachsen Anhalt, come attira gli elettori?
«Ulrich Siegmund della AfD tenta di fare il simpaticone. La rivista “Der Spiegel” ha fatto una pagina dal titolo “il poster boy”, con una foto da persona ricercata. La gente ha comprato la rivista e vuole autografi da lui. Comunque, Siegmund non ha nessuna esperienza di amministrazione, come i suoi compagni di partito. Mentre lui sorride, altri del suo partito dicono: poi cosa facciamo con le mosche, quando non ci saranno più i musulmani?».

Ma la Germania ha gli anticorpi per difendersi da questo ritorno all’estremismo di destra?
«Dopo l’esperienza del nazismo, la costituzione della Repubblica Federale contiene tanti meccanismi per proteggere la democrazia. Per esempio, per il Cancelliere vale il meccanismo della sfiducia costruttiva. Vuol dire che c’è meno possibilità di crisi al buio. Si può sfiduciare un Cancelliere solo eleggendo un altro. Per non ripetere la situazione della Repubblica di Weimar, dove comunisti e nazisti sfiduciarono i governi, ma non fecero un governo. C’è anche il concetto della “democrazia che si deve difendere”, che non deve dare la libertà ad attori politici di distruggere la libertà. Si potrebbe anche chiedere alla Corte Costituzionale di vietare un partito estremista. Ma la soglia legale è alta. Nel caso di AfD, si vedono anche i limiti di questi meccanismi, se prendono una maggioranza».

Sahra Wagenknecht, l’estremista di sinistra se dovesse entrare nel parlamento regionale con il suo partito BSW, si è resa disponibile ad appoggiare AfD se non avesse i voti per governare in Sachsen Anhalt. Uno scenario inquietante soprattutto nei confronti della Russia, essendo tutti e due i partiti filorussi.
«Nell’Est ci sono più persone che credono alle minacce di Putin, di portare la guerra in Germania. Anche per questa ragione, non hanno paura di eleggere una signora che ideologicamente segue la tradizione del vecchio comunismo della Germania dell’Est».

A proposito della Russia, negli ultimi giorni e dopo l’incidente di Lipsia, si sono intensificati attacchi ibridi contro centrali elettriche e infrastrutture sensibili. La Germania ha la possibilità di difendersi da tutto ciò, e quanto incide tutto questo sulla campagna elettorale?
«Dall’Italia sento tante volte l’allarmismo sul cosiddetto “riarmo tedesco”. Qui non vedo tanta preoccupazione sul ritorno all’investimento in armi e soldati. Le bombe sull’Ucraina cascano a poche centinaia di chilometri da Berlino. Putin ha annunciato che vuole riprendersi il controllo di paesi dell’ex impero sovietico, e l’egemonia sull’Europa. Contro questo, la Germania attualmente può fare poco. Non è in grado di abbattere droni, anzi, non è neanche sicura chi ha la competenza tra polizia dei Laender o militari. Nel 1990, la Germania aveva oltre 400.000 soldati e 2100 panzer da combattimento, adesso 180.000 soldati e 300 vecchi panzer Leopard. Basta come deterrenza?».

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Ho lavorato in tutte le istituzioni italiane: Assessora al Comune di Firenze, Presidente di Agensport - Regione Lazio, Deputata della Repubblica, Consigliera di tre Ministre della Repubblica. Dal 2016 sono Coordinatrice del Comitato Organizzatore di “Didacta Italia”, l’edizione italiana di “Didacta International” la Fiera della Scuola più importante del mondo che si svolge in Germania. Sono sposata con Ricarda Concia, criminologa tedesca, con cui vivo a Francoforte dal 2014.