“La Piazza – Il bene comune”, la kermesse organizzata da Affaritaliani a Ceglie Messapica, se da un lato ha consacrato il dibattito politico di questa estate dalle temperature torride, dall’altro ha sancito l’apertura della stagione che ci condurrà alle prossime elezioni politiche. Per questo il videomessaggio di Giorgia Meloni — che tra una settimana sarà a Bari per celebrare il traguardo del governo più duraturo della storia repubblicana e, per voler essere ancora più precisi, anche il terzo più longevo dall’Unità d’Italia ad oggi — assume un valore ulteriore e fa intuire la volontà dell’esecutivo di mettere in risalto i suoi successi in politica interna e politica estera, partendo dal primo risultato che Giorgia Meloni e il centrodestra hanno saputo raggiungere e che molti non davano affatto per scontato: quello della stabilità.

La differenza, non a caso, risiede in quel famoso dettaglio che costituisce il solco tra centrodestra e centrosinistra: il centrodestra è una realtà politica, il centrosinistra un’utopia e, per i più ottimisti, al massimo un’ispirazione. Meloni lo sa bene e sa anche che questa sfumatura non sfuggirà agli italiani; e nel dubbio lei è lì a rammentarlo, della serie “o me o il caos”, che poi, alla luce di quel che si vede ad oggi, corrisponde anche alla realtà. Il Mezzogiorno è un tema politico e allo stesso tempo una roccaforte conservatrice, ed è per questo che la Premier rivendica la scelta della Zes unica che “ha generato finora un giro d’affari da 60 miliardi di euro nel Mezzogiorno, che ha contribuito a far crescere questi territori più della media nazionale”: una musica del tutto opposta alla propaganda grillina, fatta di sussidi e strumenti nocivi nel favorire quell’impulso imprenditoriale che può dare respiro e crescita all’economia meridionale. L’obiettivo per la Presidente del Consiglio è “rendere l’Italia più forte, più coesa, più competitiva, più capace di vincere le sfide di questo tempo”.

La centralità del Sud per il governo e la maggioranza la si intuisce, del resto, anche dalle parole del Vicepremier e segretario della Lega Matteo Salvini, altro ospite de La Piazza. Mandando un messaggio chiaro ai rigurgiti celtici di una parte del suo partito in vista dell’appuntamento di Pontida, Salvini ha voluto ricordare come “la dimensione nazionale della Lega non si può mettere in discussione”. Sul tema dell’economia ha poi sottolineato la risposta del governo all’emergenza carburanti e, sul taglio delle accise sul diesel, ha aggiunto: “Occorre però qualcosa di più duraturo e sostanzioso, che permetta a imprese e famiglie di avere una programmazione a più lungo termine. Come Lega, e ve ne sarete accorti in queste settimane, non ci limitiamo a dire chi bisogna aiutare: abbiamo messo sul tavolo anche dove trovare le risorse per intervenire oltre il 5 settembre”.

Il tema per il governo è delicato ed è per questo che Palazzo Chigi non può permettersi errori. La pressione di Vannacci da una parte e un elettorato che non ama l’aumento della pressione fiscale diretta o indiretta dall’altra obbligano a scelte accorte ma coraggiose. Come ha sottolineato Marco Scotti, direttore di Affaritaliani e padrone di casa nella kermesse di Ceglie: “Salvini è apparso quello che più di tutti è già in campagna elettorale, ha spolverato alcuni slogan che fanno parte della sua tradizione, dalla riduzione dell’Europa — almeno dell’Europa come siamo abituati a considerarla ultimamente — e i lacci e lacciuoli che lui imputa all’Europa medesima, passando per una riforma degli incentivi e degli sgravi che non passi più per l’Isee, ma per la dichiarazione dei redditi. Meloni invece ha fatto emergere la Zes e i 60 miliardi investiti”, sottolinea sempre Scotti, ed ha “ricordato come ci sia un Sud che sta funzionando”. La campagna elettorale é ufficialmente incominciata, o forse non è mai terminata.

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Nato nel 1994, esattamente il 7 ottobre giorno della Battaglia di Lepanto, Calabrese per grazia di Dio e conservatore per vocazione. Allievo non frequentante - per ragioni anagrafiche - di Ansaldo e Longanesi. Direttore di Nazione Futura dal settembre 2022 a maggio 2025. Oggi e per sempre al servizio della Patria. Fumatore per virtù - non per vizio - di sigari, ho solo un mito: John Wayne.