Caro Salvo,
da semplice ex giovane elettore del Psi ad un ex grande ministro. Ho letto il tuo intervento sul Riformista dal titolo “Tracce fuori dalla portata dei ragazzi. L’educazione alla politica è finita al bando”. Lo ritengo distante dalla realtà, perché gli studenti hanno nella grande maggioranza considerato le tracce “semplici”, “abbordabili”, “chiare”. Lo ritengo anche distante dalla verità, perché le nostre circolari vogliono proprio impedire il pensiero unico e l’indottrinamento nelle scuole, favorendo una educazione sui temi della attualità politica che stimoli lo spirito critico.

Se per parlare del referendum sulla giustizia si arriva a distribuire in classe volantini a favore del No, è pluralismo che viene impedito? Se sulla questione Palestina, una scuola dovesse invitare a parlare solo un esponente di Hamas fornendo esclusivamente una versione militante e pure estremista di un problema storico molto più complesso, è pluralismo che viene impedito? Se sulle questioni relative alla identità di genere, inviti (magari pure a pagamento) esponenti di associazioni militanti, senza alcuno spessore scientifico e senza alcun serio confronto, che ti raccontano che l’identità di genere è solo un fatto culturale, è pluralismo che viene impedito dalla nuova legge sul consenso informato? Lascio alla tua onestà intellettuale una risposta.

Giuseppe Valditara

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