Giovedì mattina. Poche ore dopo l’annuncio dell’esenzione del bollo per le auto fino a 80 kW, un sostituto procuratore di Napoli spiega su Facebook che le utilitarie sono «tipicamente utilizzate da ricchi narcotrafficanti e ricchi mafiosi». Le grosse, ai prestanome. Tiriamo la somma: chi guida è sospetto. Resta l’autobus, e solo finché nessuno controlla chi ci viaggia. Confesso: le mie auto sono sempre state di quella cilindrata. Tutte, negli anni. Comincio a organizzare la difesa, e stavolta per me. Poi il post sparisce. E arriva la precisazione: non era rivolto alla riforma. Ne prendiamo atto, come si prende atto di tutte le precisazioni. Diciamo che il tempismo, a essere generosi, è parso distratto.

Il punto non è l’esenzione: giusta o sbagliata, è materia della politica. Il punto è il ragionamento. Diritto penale d’autore in scala ridotta: il sospetto appiccicato a una categoria merceologica. Si è indagati per ciò che si è fatto, non per la cilindrata di ciò che si guida. Tra un’indagine e una profilazione corre una certa differenza, e la conosce benissimo chi ogni giorno firma un decreto. Nessuno discute la libertà di manifestare il pensiero. Vale anche per i magistrati, ed è sacrosanta. Ma il codice etico l’Anm se l’è scritto da sola: l’articolo 6 chiede equilibrio, dignità e misura nelle dichiarazioni; l’articolo 9 chiede di superare i pregiudizi culturali che incidono sulla valutazione dei fatti, e di assicurare l’immagine di imparzialità. L’immagine. Perché nel processo l’apparenza non è finzione: è l’unica garanzia che il cittadino veda a occhio nudo.

E resta il contesto. Il 23 marzo, negli uffici giudiziari di Napoli, la vittoria del No fu salutata a champagne, con Bella ciao. Chi ci fosse non lo sappiamo, e non ci interessa. Ci interessa il clima. Perché tra un brindisi e un post, autonomia e indipendenza finiscono per somigliare all’etichetta di un’altra bottiglia. Plutarco racconta che Cesare ripudiò la moglie pur non credendola colpevole: alla moglie di Cesare, disse, non basta essere innocente. Chi di mestiere misura il sospetto degli altri dovrebbe essere il primo a tenersene lontano. Se invece questa è autonomia e indipendenza, allora io vi scrivo dall’esilio dell’isola di Sant’Elena. Firmato: Napoleone Bonaparte.

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