L’Etiopia, gigante del corno d’Africa spesso attraversato da scontri tribali ed insicurezza, sta vivendo una nuova crisi. Zemene Kassie, presidente del Movimento Nazionale Amhara Fano (AFNM) ha creato un nuovo soggetto politico formata da sette partiti di opposizione, chiamata Coalizione delle forze popolari etiopiche per la sopravvivenza. Questa coalizione che ha un’anima politica ma anche un’anima militare, visto che le Fano sono le milizie del gruppo etnico Amhara, vuole abbattere l’attuale governo del Premier Abiy Ahmed per instaurare un esecutivo di transizione. L’attuale uomo forte di Addis Abeba ha stravinto le ultime elezioni e nel 2019 ha anche ottenuto il premio Nobel per la pace per aver concluso la guerra ventennale che andava avanti con l’Eritrea.

Questo nuovo soggetto è composto da: AFNM, Esercito di liberazione Oromo (OLA), Fronte di liberazione del popolo del Tigray (TPLF), Fronte di liberazione nazionale dell’Ogaden (ONLF), Fronte rivoluzionario di unità nazionale Afar (Ugugumo), Movimento di liberazione del popolo del Benishangul e Movimento democratico del popolo Gumuz.

Un autentico mosaico che coinvolge tutti i gruppi etnici della grande nazione africana e soprattutto le milizie territoriali che rispondono a loro. Un tentativo simile era stato fatto nel 2025, quando 11 formazioni politiche avevano tentato di opporsi al governo, ma senza successo. Attualmente il Partito della Prosperità di Ahmed ha una presa fortissima sull’elettorato e nell’ultima tornata elettorale ha conquistato 438 seggi sui 501 presenti nella Camera bassa dell’Assemblea nazionale dell’Etiopia.

La nascente coalizione ha definito l’attuale governo come un «regime dittatoriale personalista e genocida», accusandolo di aver provocato «guerra e distruzione» e spinto l’Etiopia verso quella che ha definito «la disintegrazione totale». Per questo motivo si rende necessario l’abbattimento di questo governo e la creazione di un nuovo esecutivo che rappresenti tutte le etnie. Nel documento ufficiale, non manca un appello alle forze armate che si uniscano al progetto per abbattere il governo, mentre le nazioni vicine dall’unione africana, il nuovo gruppo si aspetta un sostegno fondamentale.

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Matteo Giusti, giornalista professionista, africanista e scrittore, collabora con Limes, Domino, Panorama, Il Manifesto, Il Corriere del Ticino e la Rai. Ha maturato una grande conoscenza del continente africano che ha visitato ed analizzato molte volte, anche grazie a contatti con la popolazione locale. Ha pubblicato nel 2021 il libro L’Omicidio Attanasio, morte di una ambasciatore e nel 2022 La Loro Africa, le nuove potenze contro la vecchia Europa entrambi editi da Castelvecchi