Ettore Rosato è vicesegretario di Azione, fu uno dei registi della missione Terzo polo nell’estate del 2022. Di quelle latitudini è un vero e proprio esperto.

Il Riformista ieri ha scritto che l’incontro del 15 a Milano, può trasformare il Centro da chimera a progetto concreto. Sarà così?
«Intanto complimenti all’europeista Falasca, Nahum e Scalpelli che hanno preso quest’iniziativa. Utile sul piano della mobilitazione, dei valori, della chiarezza di posizioni.
Quest’area esiste non perché si sommano persone, personalità, movimenti e partiti ma prima di tutto se sa esprimere una chiara alternativa a chi raccoglie i voti promettendo l’abolizione della povertà o l’abolizione delle accise senza essere poi in grado di assumere linee decise unitarie e nette sui grandi temi, dall’Europa alla politica estera, dal lavoro alla giustizia. È il lavoro che abbiamo davanti. Lo facciamo con Carlo Calenda dall’inizio della legislatura e abbiamo intenzione di farlo insieme con tutti quelli che la pensano come noi».

Cosa porta Pina Picierno all’area liberale?
«Ulteriore energia, molto utile. Insieme al suo bagaglio politico e professionale. E mi fa molto piacere vedere che ci sarà anche il presidente Monti all’iniziativa di lunedì, che da ospite qualificato, ci darà una sua lettura del contesto europeo».

Oggi il voto alle Camere sulle comunicazioni della premier per il Consiglio Europeo. Sull’Ucraina le posizioni dei poli sono sempre più lontane dalle vostre?
«Purtroppo si. Sull’Ucraina e sulla tolleranza verso l’aggressore russo siamo il ventre molle dell’Europa. A destra e sinistra, in politica e nell’informazione, c’è chi lavora quotidianamente per Putin: teorizzano la resa al violento e all’aggressore, forse sperando che non faccia la stessa cosa con noi, forse perché ci sono interessi nemmeno tanto nascosti.
Sono stato 5 volte in Ucraina dall’inizio dell’invasione. Ho trovato un Paese molto cambiato negli anni, provato ma non arreso, tutt’altro. Hanno irrobustito le loro difese, imparato a parare i colpi e restituirli, ma soprattutto sono molto convinto che il loro futuro è l’Europa e la libertà, il contrario della fine fatta dalla Bielorussia, Stato fantoccio controllato da Putin».

L’Ucraina rischia di allontanarvi più marcatamente anche da Forza Italia e centrodestra?
«Noi non ci allontaniamo e non ci avviciniamo a nessuno. Siamo alternativi a due coalizioni inadeguate. Ha presente uno stadio di calcio? Prima era pieno di spettatori, ora ci sono solo i tifosi nelle curve che applaudono la loro squadra anche quando fa autogol. Gli amanti del calcio che godevano per una bella prestazione e che sanno apprezzare chi gioca bene sono spariti. Infatti alle elezioni ora va a votare meno del 50%, prevalgono i tifosi, gli altri, tra due coalizioni incoerenti e incapaci di fare, alla fine decidono di stare a casa. A noi il compito di riportarli a votare con una proposta chiara e netta, pragmatica e concreta».

È il padre dell’attuale legge elettorale, mi dica la verità: lo Stabilicum incentiva il bipolarismo?
«C’è prima di tutto un principio: le regole si scrivono insieme. L’attuale legge elettorale fu votata da maggioranza e opposizione. Qui si va verso un voto solo della maggioranza. Un errore di metodo che si tradurrà in un boomerang politico contro chi la sta scrivendo. Sul merito incentiva a sommare tutti, a prescindere da cosa pensano. Sarà un bipolarismo del populismo non di programmi. Vedrete che entrambi proporranno l’abolizione delle Fornero e non diranno una parola chiara su Europa e Ucraina. E questo si tradurrà semplicemente in immobilismo e incapacità di incidere».

Sul fronte del campo largo, siamo alla vigilia del progetto civico di Alessandro Onorato. Come lo giudica?
«Una splendida regia di Bettini per provare a portare Bonelli e Fratoianni al governo, magari chissà uno ministro dell’Ambiente e uno del Lavoro. Altro che progetto riformista».