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Europeisti, l’appello a Calenda, Picierno e Marattin: “Non fate scherzi, stavolta dobbiamo provarci davvero”
Cari amici riformatori, liberali, europeisti, scrivo a voi che lunedì a Milano avete riempito il Teatro Parenti oltre la capienza, per ritrovarsi dentro l’idea lanciata da Europeisti.eu. Scrivo a chi, da quel palco, ha rilanciato la sola frase che conta: «O si sta con l’Europa libera e forte o si sta contro». Bene. Ci siamo. Adesso, per favore, non fate scherzi.
Esiste una congiuntura che dieci anni fa avremmo definito miracolosa. La tenacia di Calenda e di Azione, che le battaglie non le ha mai mollate. La crescita ostinata del Partito Liberaldemocratico di Marattin. E la scelta di Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento europeo, di dare vita a Spazio Pubblico, di collocarsi in Renew Europe, di mettere la sua lucida combattività al servizio di un progetto italiano. Sono tessere che per una volta, una sola, sembrano comporre la stessa figura. Queste righe servono a marcare una cosa soltanto. A nessuno si chiede di sciogliere partiti, fondazioni, associazioni. A nessuno di accodarsi a una leadership. E, francamente, ai milioni di potenziali elettori del campo liberaldemocratico non frega nulla delle formule: federazione, patto d’azione, costituente, cantiere. Lessico per addetti. Noi vogliamo una cosa concreta, materiale, scritta in azzurro su una scheda: un simbolo votabile.
Quanto a idee e proposte per governare l’Italia, questo campo surclassa i due schieramenti bipopulisti messi insieme. Le idee sono l’ultimo dei nostri problemi. Il problema è costruire un’offerta comune, condivisa, riconoscibile. E gli elettori — ve lo assicuro, li conosco, li incontro, li leggo — esistono. Sono una realtà, non un auspicio. Per questo vi chiedo l’unica cosa che spetta a voi e che nessun saggio, nessun convegno, nessuna maratona oratoria potrà sostituire. Mettetevi d’accordo. Trovate il simbolo. Reggete la tensione fino in fondo. Questa volta proviamoci davvero.
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