Come ormai sappiamo bene, il fenomeno che caratterizza questo ultimo scorcio di legislatura è la crescita piuttosto rapida, quanto meno nelle dichiarazioni di voto, della formazione di Futuro Nazionale del generale Vannacci. Nato nemmeno sei mesi orsono, questo nuova offerta politica ha sorpreso non poco, raggiungendo in poco tempo una percentuale di voti (virtuali) che la proietta vicino al quarto posto tra tutte le forze in campo, intorno al 7% dei consensi, nelle quotidiane rilevazioni demoscopiche, una quota simile alla stessa Forza Italia e alla alleanza tra Verdi e Sinistra Italiana.

È allora utile cercare di comprendere da dove arrivi e come sia composto l’elettorato di questa formazione che potrebbe mutare, forse anche in maniera significativa, gli equilibri politici. Dal punto dell’auto-collocazione, l’elettorato di Vannacci fa riferimento ovviamente nell’area di destra: quasi il 60% si dichiara proprio “di destra”, oltre il 25% di centrodestra e il restante 15% non si colloca politicamente.
Dal punto di vista della provenienza politica, il 25% degli attuali potenziali elettori aveva votato Lega, il 35% Fratelli d’Italia e quasi il 30% si era astenuto alle ultime elezioni europee di un paio di anni fa. Piuttosto rilevante quindi l’impatto che Vannacci ha avuto sul partito di Salvini, che ne è uscito quasi svuotato, per metà del suo consenso precedente, dalla presenza di Futuro Nazionale, mentre permane significativo anche la riduzione di almeno un paio di punti del partito di Meloni.

‘Fenomeno’ Vannacci, chi vota il generale in Italia

I suoi maggiori consensi li trova nel nord del paese, nella città “medie”, né troppo piccole né troppo popolose, tra i maschi (62% contro il 38% di donne), e i lavoratori autonomi. Il suo appeal rimane invece molto basso tra gli studenti e i giovani. Per quel che riguarda la condizione economica, la maggiore attrattività si ritrova nelle condizioni basse e medio/basse, che insieme compongono quasi il 60% dell’elettorato attuale di Futuro nazionale, mentre il 35% è composto da elettori di condizione media. Le aree economiche medie e deboli sono anche quelle che segnalano una maggiore crescita negli ultimi mesi.

Dal punto di vista della condizione professionale, il massimo di appeal lo troviamo tra i disoccupati e gli operai. Come detto, la presenza è maggiore nei piccoli e medi Comuni del Centro-Nord, mentre è minore l’attrattività nel Sud, anche qui con livelli più elevati nei Comuni più piccoli.

Il bivio: da solo o in coalizione

Fino a dove potrà arrivare, in vista delle prossime consultazioni politiche, Futuro Nazionale? Ovviamente è presto per dirlo, ma quel che è certo che il favore nei suoi confronti di parecchi attuali elettori degli altri partiti di destra o di centro-destra è piuttosto elevato: più di un terzo tra coloro che oggi sono ancora legati a Fratelli d’Italia e alla Lega ne dà un giudizio positivo, e così la pensa anche un buon 25% di attuali elettori di Forza Italia.
Al di là della sua potenziale ulteriore crescita, per Vannacci si avvicina peraltro il momento delle scelte strategiche: l’alternativa è se presentarsi da solo alle elezioni, con il rischio di contare troppo poco per risultare decisivo, oppure unirsi alla compagine di centro-destra, determinandone forse la vittoria sul filo di lana, ma con il rischio di perdere quell’appeal che potrebbe avere sull’elettorato dichiaratamente di parte.

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