A dieci anni dal naufragio della Costa Concordia, la tragedia che all’Isola del Giglio che causò la morte di 32 persone tra passeggeri e membri dell’equipaggio della nave da crociera, il comandante Francesco Schettino è pronto a una nuova vita fuori dal carcere. Dopo aver maturato il termine che gli consentirebbe di accedere alle misure alternative, l’ex marittimo potrebbe infatti presto uscire dal carcere ed essere impegnato nella digitalizzazione di dati e documenti di alcuni dei grandi processi della storia italiana, a partire da quello della strage di Ustica.

L’ex comandante era stato condannato a sedici anni di reclusione per il naufragio. Schettino al momento è recluso nel carcere di Rebibbia a Roma. Ha scontato quasi metà della sua pena detentiva e dallo scorso maggio ha il diritto di richiedere misure alternative alla detenzione in cella. Da anni è impegnato in lavori socialmente utili all’interno della casa circondariale romana. La nuova richiesta per Schettino è stata avanzata dalla direzione del carcere. Il suo compito sarebbe di digitalizzare tutti quei documenti, seduto dietro una scrivania della Discoteca di Stato.

Una mansione di quelle che di solito vengono assegnate a detenuti particolarmente meritevoli e capaci, per rendere immateriali testimonianze e atti giudiziari fondamentali risalenti a diversi decenni fa, e già praticata da tempo in altre situazioni dalle persone ristrette, che operano in un ambiente videosorvegliato nella casa circondariale e scansionano le carte che compongono i fascicoli nell’ordine preciso in cui le trovano, sotto la costante supervisione di archivisti-formatori. Tutti i contenuti di carte e registrazione vengono inseriti nella banca dati dell’Archivio di Stato di Roma.

Secondo quanto scrive l’Ansa la nuova attività, che avrebbe già dovuto cominciare, è slittata di qualche giorno forse per problemi burocratici e se non ci saranno nuovi intoppi potrebbe partire a breve. I detenuti selezionati in questa attività, in un primo momento, devono seguire corsi di formazione. Schettino da anni frequenta corsi universitari in legge e giornalismo. Per la tragedia del 13 gennaio del 2012 il comandante è stato condannato in via definitiva a 16 anni, è in carcere dal 2017.

L’ex comandante ha sempre difeso il suo operato. Lo scorso luglio era stata respinta la sua richiesta di revisione del processo alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. La difesa – costituita dagli avvocati Saverio Senese, Pasquale De Sena, Paola Astarita, Irene Lepre e Donato Staino – aveva avanzato ma senza successo la domanda riguardo il capo d’imputazione di omicidio colposo; le altre accuse di cui era stato riconosciuto colpevole erano lesioni, naufragio, abbandono della nave, mancate comunicazioni alle autorità. Ad attenderlo ora potrebbe esserci l’Istituto Centrale per i Beni Sonori e Audiovisivi di Stato.

Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.