Esteri
Guerra Russia-Ucraina, bombardamenti su Kharkiv e Donetsk, colpite città e fabbriche. Putin vuole attaccare un Paese Nato
Le cronache della guerra in Ucraina hanno fornito anche nelle ultime ore un quadro drammatico. I bombardamenti russi su diverse regioni del Paese hanno mietuto circa dieci morti e 90 feriti tra gli oblast di Dnipropetrovsk, Kharkiv, Kherson e Donetsk (nella parte ancora non occupata dal Cremlino).
Il presidente Volodymyr Zelensky, atteso oggi da una delicata missione diplomatica a Belgrado, in Serbia, sa che la situazione sul campo si sta facendo difficile. Vladimir Putin ha deciso di aumentare la pressione sul Paese invaso scatenando una costante e quotidiana pioggia di fuoco contro città, fabbriche e infrastrutture strategiche ucraine. La rete elettrica è sottoposta ormai da anni a una fitta serie di attacchi per rendere ancora più complicata la vita della popolazione anche in vista del prossimo inverno. E mentre Kyiv continua a prendere di mira le navi della “flotta ombra” e porta la guerra nella quotidianità anche delle grandi città della Federazione con droni che volano a migliaia di chilometri dal confine, Zelensky ritiene che senza sistemi intercettori Patriot non possa resistere a lungo. Donald Trump ha fatto di nuovo capire che quei missili per la difesa aerea servono prima a Washington, che deve ricostruire le proprie scorte.
Mosca potrebbe tentare un attacco limitato contro un Paese dell’Alleanza atlantica
E questa preoccupazione, scaturita dopo le indiscrezioni sul rapido esaurimento dei sistemi d’arma con la guerra all’Iran, agita il Pentagono e gli analisti soprattutto nell’ottica di un confronto con Cina e Russia. Specialmente quest’ultima, infatti, potrebbe essere tentata da un’operazione per mettere alla prova la prontezza della Nato, e quindi di Washington. Secondo il Wall Street Journal, infatti, Putin sente che in Ucraina può ottenere solo vittorie limitate. La pressione interna aumenta, anche grazie alla guerra in profondità lanciata da Kyiv. Anche i sondaggi ufficiali danno un consenso per il presidente che sembra non riuscire a crescere di nuovo. E così, per sviare l’attenzione, Mosca potrebbe tentare un attacco limitato contro un Paese dell’Alleanza atlantica. Secondo i servizi segreti statunitensi, lo zar ha in mente o un pesante attacco informatico o addirittura un’incursione terrestre ma di piccolissima intensità. Tuttavia, questo servirebbe a capire come reagirebbe a questo blitz.
Del resto, la guerra ibrida di Mosca è già una realtà. Per molti esperti, la caduta di missili balistici o droni nelle zone all’interno del confine Nato è da ricondurre a questo scenario. Non mancano anche sorvoli di ordigni o droni tra Polonia e Romania o degli aerei nei cieli del Baltico. E questa settimana, ad avere suscitato l’allerta in tutta l’Europa e in particolare in Germania è stato il ritrovamento di un drone carico di esplosivo con tanto di detonatore nell’aeroporto di Lipsia, proprio vicino a un aereo Antonov ucraino parcheggiato nella pista dello scalo. L’incidente non è isolato.
Un altro drone ha colpito e danneggiato un aereo da trasporto. Le infrastrutture strategiche e in particolare gli aeroporti di vari Paesi europei sono stati al centro di misteriosi voli di droni e di sabotaggi. E la paura di molti esperti americani ma anche europei è come reagirebbero gli Usa e soprattutto Trump di fronte all’aumento degli attacchi di Mosca o addirittura a un’incursione. La minaccia al momento è vaga, e anche sulle tempistiche l’intelligence ipotizza un arco temporale da questo autunno fino al 2029. Ma è il segnale di come anche i servizi Usa inizino a teorizzare scenari che prima venivano ritenuti quasi impossibili.
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