“Finché morte non ci separi”. Potrebbe essere questo lo slogan delle famigerate “vedove nere” in Russia, donne che fanno quasi a gara ad accaparrarsi i soldati pronti a partire per il fronte per la guerra in corso contro l’Ucraina perché una volta ucciso dall’esercito rivale o dal fuoco amico, scatta un risarcimento minimo di circa 5 milioni di rubli che in euro sono poco meno di 65mila euro. E’ questa una delle nuove frontiere di una guerra che va avanti da 4 anni e mezzo tra centinaia di migliaia di morti e feriti (le stime sono sempre approssimative).

Stando ad una inchiesta della Cnn e ad alcune testimonianze di oltre un anno fa da parte di una donna che di professione fa l’agente immobiliare, in Russia l’opinione pubblica è preoccupata per chi sfrutta questo famigerato bonus che scatta alla morte del soldato mandato al macello. Sono diverse infatti le storie di vedove senza scrupoli che oltre ad ingannare i futuri mariti, riescono anche ad intascare l’intero risarcimento escludendo di fatto gli altri familiari della vittima. Reclute abbindolate o poco prima della partenza per il fronte o, una volta ferite gravemente, addirittura vengono costrette a sposarsi sul letto di morte.

C’è stato un caso che ha fatto scattare l’allarme. Riguarda una infermiera in servizio presso un ospedale militare. La donna lo scorso anno, nel 2025, è riuscita a sposare addirittura cinque soldati che si trovavano ricoverati in seguito alle gravi ferite riportate. Una volta cristallizzato il suo modus operandi, è scattato il licenziamento.

C’è poi un altro caso che ha destato parecchio scalpore in Russia. E’ quello di Marina Orlova, una donna che lavora come agente immobiliare e che in un podcast ha spiegato la ricetta per trovare marito ma  soprattutto una casa pagata: “Trova un uomo che presta servizio nelle Forze Speciali e, quando viene ucciso, ricevi 8 milioni di rubli (102.000 dollari)”. Sia Orlova che la conduttrice del podcast, Darya Cherdantseva, furono costrette a chiedere scusa per poi essere processate, condannate a lunghe pene detentive che prevedevano lavori socialmente utili.

Dall’inizio della guerra, nel febbraio 2022, il Cremlino incentiva le coppie che decidono di sposarsi, probabilmente sia nel tentativo di rafforzare il sostegno familiare che per infondere un’ulteriore motivazione a combattere. Un altro aspetto sul quale l’inchiesta della Cnn si è focalizzata riguarda la presunta connivenza di alcuni esponenti delle forze di sicurezza russe che potrebbero essere coinvolte nelle truffe della ‘vedova nera’. In sostanza l’accusa è quella di cospirare con le donne in questione con l’obiettivo di inviare i rispettivi mariti al fronte in zone ad alto rischio così da incassare quanto prima il risarcimento.

 

 

 

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