Le due serate a Tenuta Pascarella
Gusta Sannio, quando il gusto diventa incontro: due serate di alta cucina, condivisione e inclusione
A Tenuta Pascarella il 24 e 25 agosto il Sannio si è ritrovato attorno alla tavola. Chef, pizzaioli, produttori, vignaioli, giovani promesse della ristorazione e i ragazzi della cooperativa iCARE hanno condiviso non soltanto piatti e calici, ma soprattutto tempo, esperienze e relazioni. Il bilancio ufficiale conferma il successo della manifestazione: sold out in entrambe le giornate, oltre 30 Maestri del Gusto e cantine protagoniste e una donazione netta di 2.150 euro alla Cooperativa Sociale di Comunità iCARE, destinata interamente al progetto “Dolcemente”, il laboratorio di pasticceria sociale nato all’interno della cooperativa. Numeri importanti, ma che raccontano solo una parte di ciò che è accaduto a Tenuta Pascarella.
La prima serata, quella del 24 agosto, è stata dedicata al Food Expo & Tasting, una grande festa diffusa del gusto con banchi d’assaggio, maestri artigiani e interpreti della viticoltura sannita. Un appuntamento che ha riunito oltre 30 Maestri del Gusto e 18 cantine, creando un percorso attraverso sapori, prodotti e storie del territorio. La seconda serata ha invece portato in tavola la Cena Solidale di Gala, una cena placé a più mani con gli chef Angelo D’Amico, Antonio Grasso, Giuseppe Aversa e Pasquale Palamaro, accompagnata dalle etichette delle cantine 36 Casali, Fontanavecchia, Il Poggio Vini e Domus Leonis. Due formule diverse, dunque, ma unite dallo stesso spirito: fare della gastronomia un momento di partecipazione e di comunità.
Il privilegio di ritrovarsi
Per chi lavora nella ristorazione, il tempo è una delle risorse più difficili da trovare. Gli chef sono quotidianamente impegnati nelle proprie cucine, alle prese con brigate, servizi, clienti e organizzazione. E il periodo estivo, in particolare, rende ancora più complicato ritagliarsi occasioni per incontrare colleghi e amici. Gusta Sannio ha offerto proprio questa possibilità. Per qualche ora, professionisti abituati a vivere ciascuno nel proprio ristorante hanno potuto condividere uno spazio comune, lontano dalla quotidianità delle rispettive cucine. E lo hanno fatto con un atteggiamento che ha contribuito a rendere particolarmente piacevole il clima della manifestazione. C’era voglia di stare insieme, di parlare di cucina, di assaggiare. Uno chef passava dal banco del collega, assaggiava un piatto, chiedeva come fosse stato realizzato. Un altro raccontava un prodotto, suggeriva una tecnica, offriva un consiglio. E quando il lavoro chiamava, arrivava spontaneamente una mano. È una dimensione che spesso resta nascosta dietro il risultato finale di un piatto, ma che rappresenta una parte importante del mondo della gastronomia: la capacità di condividere conoscenze e competenze senza perdere la propria identità. A Gusta Sannio questo spirito è apparso particolarmente evidente. Non una semplice passerella di eccellenze, dunque, ma un’occasione per mettere in relazione persone che, pur appartenendo allo stesso mondo, non sempre hanno la possibilità di incontrarsi.
Una cucina a più mani, nel senso più vero
Anche la Cena Solidale del 25 agosto ha finito per rappresentare, simbolicamente e concretamente, questo spirito. La cucina a più mani firmata da Angelo D’Amico, Antonio Grasso, Giuseppe Aversa e Pasquale Palamaro ha messo insieme esperienze e sensibilità diverse, mentre i vini delle cantine partner hanno accompagnato il percorso gastronomico. Ma le “mani” che hanno lavorato insieme sono state molte di più. Accanto agli chef e alle brigate c’erano infatti i ragazzi di iCARE, coinvolti direttamente nelle attività del festival. Ed è proprio questo uno degli aspetti che ha dato all’edizione 2026 un significato particolare.
I ragazzi di iCARE, protagonisti con il sorriso
Il coinvolgimento dei ragazzi della Cooperativa Sociale di Comunità iCARE non è stato semplicemente simbolico. Durante le due giornate hanno affiancato concretamente il team di Locanda Radici e di Tenuta Pascarella, lavorando nelle preparazioni in cucina e supportando il servizio in sala, con un ruolo particolarmente importante durante la Cena Solidale del 25 agosto, dimostrando capacità, attenzione e professionalità. In un ambiente come quello della ristorazione, nel quale precisione e velocità sono fondamentali, hanno saputo mettersi in gioco, imparare, collaborare e assumersi responsabilità. Pienamente coinvolti nel lavoro necessario a far funzionare l’evento. Gusta Sannio ha permesso di toccare con mano il valore dell’economia solidale: non un concetto teorico, ma una realtà fatta di collaborazione, professionalità, riscatto e dignità lavorativa. E forse è proprio qui che la manifestazione ha regalato una delle sue immagini più significative. Mentre gli chef mettevano a disposizione la propria esperienza, i ragazzi di iCARE restituivano qualcosa di altrettanto prezioso: la dimostrazione che entusiasmo, impegno e professionalità possono abbattere distanze e creare una squadra. Il claim “Sosteniamo con Gusto” ha trovato così una traduzione concreta. Il ricavato dell’evento, grazie alla partecipazione del pubblico, al sostegno degli sponsor e delle cantine partner, porterà 2.150 euro al progetto “Dolcemente” di iCARE.
Il Sannio che si racconta attraverso le persone
La manifestazione ha confermato anche la capacità del territorio di esprimere un patrimonio gastronomico e vitivinicolo ricco e articolato. La giornata inaugurale ha riunito chef, artigiani, produttori e giovani promesse, mentre la Cena di Gala ha portato in scena alcuni dei nomi più rappresentativi della ristorazione coinvolta nel festival. A fare da cornice, la Tenuta Pascarella di Frasso Telesino, luogo che ha ospitato due serate nelle quali il territorio non è stato soltanto raccontato attraverso ciò che si mangia e si beve, ma anche attraverso le persone che ogni giorno contribuiscono a costruirne l’identità. La presenza della madrina Fosca Tortorelli, giornalista e critico enogastronomico, ha accompagnato entrambe le giornate, contribuendo al confronto sui temi della valorizzazione del territorio, della condivisione e dell’economia solidale.
Un successo che guarda già al futuro
Con il doppio sold out e la raccolta destinata a iCARE, la quarta edizione di Gusta Sannio si chiude dunque con un bilancio positivo. Ma ciò che rimane va oltre la soddisfazione per un evento riuscito. Rimane il piacere di essersi incontrati. Rimane l’idea che una manifestazione gastronomica possa essere contemporaneamente una festa, un momento di formazione, un’occasione di relazione e uno strumento concreto di solidarietà. E rimane la voglia di continuare. L’organizzazione ha già dato appuntamento al 2027, con l’intenzione di ampliare ulteriormente il raggio d’azione del festival e coinvolgere più da vicino il borgo e il centro storico di Frasso Telesino attraverso iniziative diffuse dedicate alla promozione del territorio. Perché se il cibo è da sempre un modo per stare insieme, Gusta Sannio ha dimostrato che può esserlo anche la cucina professionale. E forse è proprio questo il senso più profondo di un festival che porta nel nome il Sannio: non soltanto celebrare ciò che il territorio sa fare, ma mettere in relazione le persone che lo fanno, quelle che lo raccontano e quelle che possono contribuire a costruirne il futuro
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