Il coro di grida alla “censura”, alla “cancel culture” imperante che colpisce questa volta anche il bacio ricevuto da Biancaneve dal suo Principe azzurro, non è altro che l’ennesima panzana strumentalizzata da media italiani e politici alla ricerca di click e notorietà.

Il “caso”, come viene chiamato in Italia, è quello riguardante la presunta censura che dovrebbe subire una nuova attrazione del parco di Disneyland di Anaheim, in California, chiamata Snow White’s Scary Adventure, presentata al pubblico durante la riapertura del parco dopo il lockdown, la scorsa settimana.

Inizialmente denominata “Snow White’s Scary Adventures”, il cambiamento finito al centro delle “polemiche” riguarda la scena finale: addio ai sette nani che inseguono la strega cattiva e la fanno cadere da una rupe, ma la comparsa del Principe che bacia Biancaneve addormentata.

Da dove nasce dunque la battaglia contro la censura? Da un articolo pubblicato dal sito SFGATE, San Francisco Gate, testata locale online di discreta importanza, che ha affidato a due columnist, Katie Dowd e Julie Tremaine, un’opinione sulla nuova attrazione.

Nel pezzo scritto ‘a quattro mani’, nulla più di una opinione, le due autrici parlano in maniera positiva della nuova giostra, ma sul finire dell’articolo bocciano la scelta di cambiare l’epilogo dell’attrazione con la comparsa del Principe e del bacio.

Secondo le due giornaliste “la nuova corsa attrazione include una trama più completa, ma rappresenta anche un problema. Il nuovo gran finale di Snow White’s Enchanted Wish è il momento in cui il Principe trova Biancaneve addormentato sotto l’incantesimo della Regina Cattiva e le dà il “bacio del vero amore” per liberarla dall’incantesimo. Un bacio che le dà senza il suo consenso, mentre lei dorme: può essere vero amore solo se una persona sa che sta accadendo”.

Katie Dowd e Julie Tremaine non sono d’accordo con la scelta Disney, reputano che “insegnare ai bambini a baciarsi, quando non è stato stabilito se entrambe le parti sono disposte a impegnarsi, non va bene”, non riuscendo a capire “perché la Disneyland del 2021 scelga di aggiungere una scena con idee così antiquate su ciò che un uomo è autorizzato a fare a una donna”.

Restiamo dunque nell’ambito di una legittima opinione di due giornaliste, nulla di più. Soprattutto nessuna censura da parte di Disney, che non ha commentato la vicenda. Una polemica rimasta circoscritta negli Stati Uniti: basta controllare il post pubblicato su Facebook da SFGATE, che dal 2 maggio ad oggi ha collezionato (al momento) 741 reazione e 655 commenti, con una pagina che conta 600mila followers.

Ben altro spazio ha trovato il “caso” sui giornali italiani, dove praticamente tutti i media, dal più grande al più piccolo, si sono buttati a capofitto sull’ennesima “polemica” utile per rilanciare presunti casi di cancel culture, non contenti per esempio della cantonata presa ad aprile sull’Università di Oxford che voleva “abolire” Mozart, ovviamente una fake news.

Ma oltre ai giornali la vicenda è stata strumentalizzata ad arte da certa politica. Tra i primi a commentare infatti troviamo Matteo Salvini: secondo il leader della Lega “di censura in censura, si arriva al ridicolo. Qui ad essere aggredito, oltraggiato e discriminato è… il buonsenso! Viva la Libertà, viva il Principe Azzurro e Biancaneve”.

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia