Il sogno che si avvera
Il Como regala l’esordio in Champions ai tifosi più anziani, la gioia dei veterani: “Da Gigi Meroni alla serie D fino alla Coppa dei Campioni, grazie Suwarso”
Difficile che i tifosi del Como siano riusciti a prendere sonno questa notte. Sì perché la loro squadra del cuore, che fino a sette anni fa giocava in Serie D, ieri sera ha fatto il suo esordio in Champions League, in un stadio sulle rive del Lago che conta circa 10mila posti. E che esordio. Quattro goal al Lipsia, una prestazione da big europea e la sensazione che il futuro davanti alla squadra di Fabregas sia sempre più promettente.
Come era prevedibile, la richiesta per i biglietti della prima, storica, partita europea del Como è andata a ruba e in poche ore la richiesta è salita al triplo della capienza dello stadio lariano.
L’iniziativa
Per questo motivo, il presidente Suwarso e gli altri dirigenti della società hanno preso un’iniziativa bellissima per regalare un sogno a quei tifosi che aspettavano questa notte da anni. Il numero uno del Como ha infatti deciso di lasciare i posti assegnati alla dirigenza in Tribuna Autorità ai tifosi storici del club nati prima del 1950, che per un motivo o per un altro non son0 riusciti ad aggiudicarsi un ticket per la gara. A rispondere a questa iniziativa sono stati ben 72 appassionati, con il Como che ha anche messo a disposizione per alcuni di loro un pullmino con assistenza sanitaria andato a prenderli a casa per poi riaccompagnarli dopo il match.
Il tifoso più anziano
Il tifoso più grande ad aver aderito a questa iniziativa è Ernesto Bianchi, ancora oggi abbonato in curva, che alla veneranda età di 95 anni (è nato nel 1931) ha coronato il sogno di vedere il suo Como giocare una partita di Champions League, dopo averlo visto giocare in Serie A negli anni ’50. Un altro tifoso, Giulio Bianchi Riva, classe 1948, ha dichiarato a IlGiorno.it: “E’ stato tutto molto semplice: mia moglie ha visto sui social questa iniziativa, ho mandato una mail e il giorno dopo mi hanno contattato e inviato il biglietto. Il presidente Suwarso è stato una persona meravigliosa a pensare a noi, che da tanti anni seguiamo il Como e che non potevamo perderci il momento più bello“.
Un amore chiamato Como
“Sinceramente – continua Giulio – mi sono sentito anche in imbarazzo e vorrei ricambiare in qualche modo. Mi sono presentato alla partita con una giacca e la spilla sociale degli anni ’60, come si faceva a quei tempi. Mi sono veramente emozionato per questo gesto del Como, avevo perso ogni speranza. Ho assistito al primo incontro al Sinigaglia, il 4 marzo del 1962: Como-Genoa 1 a 0, con Gigi Meroni in campo e mi sono innamorato subito del Como. Sono rimasto abbonato dagli anni ’60 fino ai ’90, poi ho sempre comprato i biglietti fino ad oggi e ho visto anche tantissime partite dei periodi più difficili della Serie D. Ho fatto molte trasferte fra cui il famoso spareggio di Bergamo, contro il Monza nel 1967. Ora è incredibile vedere tutto quello che è successo intorno al Como e nella nostra città in queste ultime stagioni. Arrivare a giocare la Champions League, che io continuo a chiamare Coppa dei Campioni, era qualcosa di impensabile a quei tempi“.

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