Il racconto
Il diario di Mr. Jones, capitolo 4: il maschio ha perso i parametri patriarcali
Continua sul nostro sito un breve racconto pubblicato a puntate, con un nuovo capitolo disponibile ogni giorno: Il diario di Mr. Jones, scritto dal nostro Giovanni Pizzo. Un appuntamento quotidiano che accompagnerà i lettori attraverso una storia pensata per essere scoperta un passo alla volta, tra colpi di scena, riflessioni ed emozioni. Qui sotto il viaggio nella mente dell’uomo continua col secondo capitolo. Al termine di ogni pagina troverete i link per proseguire la lettura e raggiungere gli episodi successivi, fino alla conclusione del racconto.
Cap. 4 Il maschio ha perso i parametri patriarcali. Amore, con chi?
Mr. Jones buonasera.
Buonasera dottoressa. Sta bene, tutto a posto?
Io sto benissimo, come sempre, perché me lo chiede?
Perché sono profondamente preoccupato, non tanto per lei, si vede ad occhio nudo che se la cava, ma per il suo genere.
Che cosa intende dire?
Il maschio non è più merlo.
Cioè? Si spieghi, non parli sempre per metafore
Ve lo ricordate il grande Lando? Buzzanca, nel celebre film “Il Merlo Maschio”? Oggi quel personaggio pieno di testosterone, ululante alla dea dell’amore, pieno di passioni irrefrenabili, sembra scomparso. I locali pululano di orde di donne amazzoni, che camminano in piccoli gruppi, se non in branco, alternamente dotate di ormoni rotanti, come le alabarde spaziali di Goldrake, che ordinano fiumi di prosecco o Gewürztraminer. Ed i maschi latitano, a parte Messina Denaro che sembrava sopperire ovunque. In alcuni luoghi, pubblici o privati, la composizione del contesto è imbarazzante, 70 a 30, se non 80 a 20. Per le donne si intende.
Sta tracciando un quadro drammatico
È la dura verità, come in quel filmetto con Gerard Butler, che poi si è ridotto pure lui a fare la pubblicità alla Festina, meschino, altro che Rolex.
Di quale verità sta parlando?
La verità è che l’enorme crescita di ruoli, autonomia, indipendenza delle donne ha prodotto il rinculo del maschio, soprattutto di quello single, nei suoi ormoni seduttivi. È più facile per le donne essere “inquietate” da uomini sposati, stanchi di un ménage, in cerca di fughe, che da uomini liberi, che sono sempre meno motivati. Se li inviti ad una festicciola, un evento, un’occasione di incontro, sono sfuggenti, stanchi, a volte depressi. Si chiudono in casa, guardano le innumerevoli piattaforme televisive, spalmati sui divani, a volte onanisti, i maschi non i divani.
Quindi secondo lei il maschio fugge?
A rotta di collo direi. Si inventano scuse una volta prevalentemente femminili, come il mal di testa, febbri a go gò. Son pieni di coliti, sindromi del colon irritabile, diverticoli. La dimensione della relazione tra i sessi sembra diventata più materia per gastroenterologi che sessuologi.
Cioè non desiderano più le donne?
Il fatto nudo e crudo è che il maschio, non più merlo fischiettante, si caga addosso delle femmine. Ne ha ormai paura, indipendentemente dalla forte o meno aggressività femminile, in parte derivante da un protagonismo sociale, o da riscatti personali. Il maschio come un gambero arretra, andando via di schiena, con un sorriso ormai timido da “vorrei ma non posso”, impotente di approcciarsi alle “nuove donne”.
Ma perché questo secondo lei, che non è la Sacra Bibbia, vorrei ricordare
Non sono la Sacra ma su quella profana ho una certa consapevolezza. Il maschio ha perso i parametri patriarcali, i privilegi del genere, i ruoli assegnati a tavolino. Ormai ci sono più magistrati, notai, medici, ruoli di potere sociale, donna che uomini. Pure la Presidenza del Consiglio hanno perso questi poveretti. Ovviamente questo mood si avverte maggiormente nei ceti più evoluti, borghesi o meno, ed è meno avvertito nelle periferie, ma il senso di nascondimento maschile, di introversione, avanza inesorabilmente. Ed è anche alla base di un crollo della demografia, in tutto l’occidente, ma da noi più evidente.
Ma l’impotenza può essere, come dire, supportata farmacologicamente
Se si vuole andare al “sodo” della questione il consumo di coadiuvanti le prestazioni, come il Viagra, è più usato da maschi giovani, che da ultra quarantenni o cinquantenni. Il problema non è tanto fisico, quello pure, ma psicanalitico. Il maschio non ha più il complesso di Edipo, è passato al complesso di Tersite.
Jones lei è sempre indefessamente oscuro. Che vuol dire il complesso di Tersite?
Tersite era tra i maschi greci alla conquista di Troia, che non è una allusione, giuro, il più sfigato. Il maschio di oggi davanti a donne evolute, aggressive, in parte incattivite da relazioni precedenti, non riesce a reggere il confronto, dialettico, psicologico, a volte anche economico. Ha magari i soldi per due birrette e poi basta, magari il resto vanno in alimenti alle ex. Ma anche la globalizzazione ha generato i suoi effetti negativi.
Ora pure la globalizzazione?
Certamente, il ritmo del mondo si è negli ultimi trent’anni enormemente accelerato. Questo comporta il prendersi carico di molti più problemi. Ed il maschio ragiona in serie, mentre la donna, millenariamente, in parallelo. Questo la rende molto più efficace ed efficiente, perché naturalmente vocata al problem solving e al multitasking. E questo fattore la fa crescere nelle grandi organizzazioni, pertanto il maschio si sente messo da parte, ed inutile. Creandogli frustrazioni e problemi relazionali.
Lei non da molte speranze alle donne?
Guardate che i filmetti alla Brizzi, Maschi Vs Femmine, o viceversa, non potrebbero più essere interpretati, per scomparsa di una delle componenti del duello. Hemingway scrisse “Addio alle armi”, e potrebbe essere la trasposizione di una resa maschile. Dovremmo chiedere al Beato Recalcati, o al Santo Galimberti una spiegazione, noi non ne abbiamo le competenze, sono un filosofo dell’amore dilettante.
Senta Jones ma lei allora come immagina il futuro?
Il futuro è già davanti ai nostri occhi. Immaginiamo un futuro sociale a forma di alveare, in cui tra tantissime api operaie, e qualche Ape Regina, al maschio è riservato un ruolo quasi esclusivamente da fuco, che al contrario del merlo non canta.
Lei mi sa che se la canta e se la suona
In effetti sto riprendendo lo studio della chitarra che avevo abbandonato da ragazzo. Mi è venuto in mente rivedendo quel bellissimo film di Arbore, “FF. SS. Che sei venuto a fa’ in coppa a Posillipo se non mi vuoi più bene”.
E che c’entra?
C’entra, c’entra. Se la ricorda la scena in cui Arbore chiede alla protagonista “ma avite cantato o (fischio) avite sonato?”. Questo è il problema, direbbe il vate di Stratford on Avon, il maschio non suona più, e manco fischia. A lei dottoressa le fischiano dietro quando sale sugli autobus?
Veramente no..
Appunto. Questo è quanto.
FINE
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