Mama Africa
Parigi nega tutto
La giunta militare in Niger megafono di Putin: le accuse al “regime di Macron” dopo il colpo di stato interno all’esercito e i ringraziamenti a Russia e Algeria
Resta altissima la tensione fra Niger e Francia, con lo stato africano che ha accusato Parigi di aver orchestrato un tentativo di ammutinamento delle forze armate che ha scosso la capitale, Niamey. Il governo francese ha negato ogni tipo di coinvolgimento negli affari interni nigerini nel tentativo da parte di un gruppo di ufficiali di prendere il controllo di alcuni dei luoghi più importanti della città.
La Base 101 all’aeroporto internazionale, sede delle forze russe dell’Africa Corps, il palazzo presidenziale, dove vive il capo della giunta militare al potere e la televisione di stato erano gli obiettivi degli insorti che in poche ore sono stati disarmati ed arrestati. Stando ai media statali, centinaia di soldati avrebbero preso parte all’operazione e decine di questi sono rimasti uccisi o arrestati. Questa specie di colpo di stato interno all’esercito è arrivato tre anni dopo che Abdourahamane Tchiani aveva preso il potere con un altro colpo di stato che aveva rovesciato il presidente Mohamed Bazoum, sostenendo che il governo eletto non era riuscito a contenere i gruppi armati.
Non è la prima volta che il Niger accusa la Francia con la quale il rapporto è ai minimi termini. “Questa operazione, con le sue ramificazioni internazionali, è stata istigata e sostenuta da una vasta rete di collusione capeggiata dal regime francese di Emmanuel Macron“, ha dichiarato Soumana Boubacar, portavoce del governo. “Elementi traditori e rinnegati, ai quali erano state fatte grandi promesse, sono stati incaricati di realizzare le ambizioni di Macron e dei suoi accoliti nel nostro paese con manovre di sabotaggio che falliranno sempre”.
Il ministro degli Interni di Niamey ha detto che sono già state raccolte molte prove che portano al coinvolgimento dei francesi e che il Niger si riserva il diritto di portare la questione dinanzi ai tribunali internazionali. Oltre che a Parigi le accuse sono state rivolte anche ad altre nazioni africane come il Benin e la Costa d’Avorio, considerate ancora sotto l’influenza francese. La giunta ha invece ringraziato la Russia, l’Algeria e gli stati dell’Alleanza del Sahel (Mali e Burkina Faso), per il sostegno.
Il ministro degli Esteri francese Jean-Noel Barrot ha dichiarato che non c’è mai stata alcuna intenzione, né alcun mezzo, che coinvolga la Francia e che tutto questo, come al solito, è un modo per incolpare ingiustamente Parigi di qualcosa di cui non è assolutamente responsabile. La situazione securitaria in Niger appare sempre più difficile e dal colpo di stato del 2023, quasi 6.000 persone sono state uccise in oltre 1.400 episodi di violenza, un netto aumento rispetto ai tre anni precedenti all’ascesa al potere di Tchiani, quando si registrarono quasi 3.200 morti in 1.300 episodi di violenza.
© Riproduzione riservata



