La Repubblica Islamica della Mauritania è una nazione africana storicamente marginale, dove il deserto è protagonista e la sua storia spesso poco collegata anche con gli stati confinanti. Dall’indipendenza nel 1960 la Mauritania ha sempre fatto fatica a far convivere le sue due anime: quella araba e quella africana che nel 1989 arrivarono allo scontro armato. La nazione affacciata sull’Oceano Atlantico vede la metà della popolazione vivere con meno di 2 dollari al giorno e soffre le incursioni dei gruppi fondamentalisti islamici nel nord e nell’est del suo territorio.

La sua posizione geografica resta però fondamentale per gli equilibri del Sahel, dove è l’unico stato guidato da un’amministrazione civile con un presidente democraticamente eletto, naturalmente per gli standard africani. Per questo motivo l’Italia ha deciso di puntare sulla Mauritania per restare un soggetto attivo in questa delicata area del continente e ha rilanciato i rapporti bilaterali con Nouakchott.

Il governo italiano nel 2025 ha infatti deciso di inserire la nazione araba nel Piano Mattei per l’Africa, nella terza fase del progetto che guarda al continente africano. Il passaggio da 9 a 14 nazioni ha visto il coinvolgimento anche di Angola, Ghana, Senegal e Tanzania, ma il ruolo mauritano ha un peso geopolitico diverso. Il 2026 ha visto un ulteriore ampliamento con l’arrivo della Repubblica Democratica del Congo, il Ruanda, il Gabon e lo Zambia. Contestualmente al lancio del Piano Mattei in Mauritania il ministero degli Esteri ha aperto un’ambasciata nella capitale Nouakchott l’apertura della sede diplomatica, la quarta nel Sahel negli ultimi dieci anni, dopo quelle di Niger, Burkina Faso e Mali, segnala il forte interesse italiano in questa regione.

La Mauritania, guidato dal Presidente Mohamed Ould Ghazouani, è considerato da Roma un pilastro di stabilità in una regione attraversata da profonde crisi. Il paese è un crocevia delle rotte migratorie atlantiche, soprattutto verso le Canari e la Spagna che ha aperto qui degli hub per il controllo dei flussi, senza pubblicizzarlo troppo però. L’ambasciata italiana potrà fungere da piattaforma strategica per il lancio del Piano Mattei ed i primi dati sono già un segnale di crescita. Tra gennaio e luglio 2025 gli scambi commerciali hanno raggiunto i 114 milioni di euro, con un aumento del 18%.

L’Italia importa soprattutto ferro, gas naturale e prodotti ittici, mentre esporta macchinari industriali, restando uno dei cinque principali partner commerciali di Nouakchott. Ad inizio 2025 è iniziato la collaborazione per l’estrazione di gas naturale dal giacimento offshore GTA (Greater Tortue Ahmeyim) al confine tra Senegal e Mauritania, un progetto che apre nuove prospettive sia per la crescita mauritana che per la sicurezza energetica europea. Anche il settore agricolo riveste un ruolo primario nella collaborazione fra le due nazioni, con un progetto di bonifica e sviluppo agricolo tra i 5.000 e i 10.000 ettari, sempre all’interno del Piano Mattei per l’Africa.

Avatar photo

Matteo Giusti, giornalista professionista, africanista e scrittore, collabora con Limes, Domino, Panorama, Il Manifesto, Il Corriere del Ticino e la Rai. Ha maturato una grande conoscenza del continente africano che ha visitato ed analizzato molte volte, anche grazie a contatti con la popolazione locale. Ha pubblicato nel 2021 il libro L’Omicidio Attanasio, morte di una ambasciatore e nel 2022 La Loro Africa, le nuove potenze contro la vecchia Europa entrambi editi da Castelvecchi