Come funzionava il sistema delle nomine al Csm by Palamara, fresco di espulsione dall’Anm? Per capirlo è sufficiente leggere la chat del pm romano con Giovannella Scaminaci, procuratore aggiunto a Messina. La conversazione fra i due inizia il 20 novembre 2017. «Sono il segretario Upc (Unicost, la corrente di centro di cui Palamara era il ras, ndr) di Messina – scrive Scaminaci – Ha avuto il tuo recapito dal pres. Totaro (Antonino, presidente Tribunale di Messina, ndr). Volevo chiederti, anche da parte sua, se potevi darmi notizie sulla trattazione del posto di presidente sezione del Tribunale di Messina. Il pres insiste molto, visto che si tratta del Riesame ed Assise, ed è molto preoccupato data la delicatezza del posto. Il gruppo potrebbe valorizzare Grimaldi (Maria Eugenia, ndr), molto anziana di servizio e con esperienza giudicante a 360°. Altri aspiranti appaiono troppo giovani e forse non ancora pronti per il ruolo».

Immediata la risposta di Palamara: «Ti terrò aggiornata ancora non lo abbiamo in trattazione ma cercherò di anticiparlo il prima possibile». Ed infatti, il 13 dicembre: «Per pst domani dovremmo votare. Io sostengo Grimaldi e spero di portarmi dietro gli altri. Ma Area (il cartello di sinistra, ndr) seguita da Magistratura indipendente (le toghe di destra, ndr) vuole andare su Micali (Massimiliano, ndr). Scaminaci è perplessa: «Se non ci sono accordi che però mi sembrano singolari da parte di Mi che odia il tipo… mah». Palamara: «Morgigni (Aldo, esponente dei davighiani al Csm) dovrebbe essere con me». Scaminaci: «Mi locale sostiene che le esigenze di un piccolo distretto come il nostro non possono incidere sulle scelte dell’autogoverno, in sintesi sopporteranno quella scelta ingoiando amaro. Quindi pst Messina è tutto nelle tue mani per ciò che è possibile».

Il 21 dicembre 2017, ancora Scaminaci: «Ho parlato con Grimaldi; sarebbe troppo umiliante non avere neanche il tuo voto. Potresti votarla e poi lei revocherebbe per non farsi comparare in condizioni di minoranza. Poi dobbiamo parlare del resto. Ti devo informare di tutte le vicende che ti serve sapere per dare dei segnali di attenzione di Upc sul territorio messinese. Ne abbiamo bisogno!». Palamara: «Rassicurala che oggi la voterò». Ed infatti: «Pst Messina 5 Micali 1 Grimaldi». Con l’anno nuovo Scaminaci riparte alla carica: «È ora di tornare alle nomine messinesi, anche perché dovrei organizzare un incontro con i candidati Csm e vorrei farlo subito dopo qualche risultato significativo per il gruppo». Questo l’elenco: «Presidente sezione lavoro Tribunale Messina; presidente Tribunale Patti, procuratore aggiunto Messina».

Sempre Scaminaci: «Per pst lavoro Messina, Area (Ardituro, Antonello consigliere Csm) ha manifestato gradimento sulla prima in graduatoria (la ns Catarsini Beatrice). Volevo informarti subito non si sa mai cambiassero idea. Fammi sapere se mantengono la parola». E ancora: «Poi dobbiamo parlare di Patti e Messina prima che ne discutiate in Commissione. Devi sapere alcune cose importanti sulle intese esistenti e sulle possibilità ulteriori, prima che altri si muovano».

Sapendo che Palamara chatta sull’intero territorio nazionale, il 26 febbraio 2018, Scaminaci scrive: «Ti invio un piccolo promemoria su Messina (nomine). I posti sono tre. La cosa migliore sarebbe trattarli insieme nella medesima seduta. Per pst lavoro la ns. Catarsini è la prima in graduatoria ed è molto stimata. La concorrente è una giovane rampante di Mi (Laura Romeo, ndr) di tredici anni meno anziana ma mi auguro proprio che stavolta non si faccia un’ingiustizia. Sarebbe l’ennesima in favore di Mi e certamente la pagheremmo carissima in termini elettorali. Per Patti dovrebbe esserci accordo sul ns. Cavallo (Angelo, ndr), sempre il più anziano e meritevole dei restanti candidati, su procuratore aggiunto Messina il ns candidato è Di Giorgio (Vito, ndr), meritevole per specificità di funzioni. A Messina abbiamo bisogno di conforto. In mancanza, riprendere a lavorare per il gruppo sarà praticamente impossibile».

Passa qualche giorno, e capita l’imprevisto. Sempre Scaminaci: «Su pst lavoro Messina ho saputo che da Reggio (Calabria, ndr) ti hanno segnalato Conti (Fabio, ndr) quale candidato Upc. Debbo dirti che per il distretto di Messina la candidata preferibile è la Catarsini. Intanto fa parte del distretto; poi è una vecchia militante Upc che aveva perso fiducia ed è stata recuperata, quindi la sua nomina sarebbe un importantissimo segnale; infine almeno apparentemente su di lei sarebbe stato raggiunto un accordo con Area (se Ardituro non se lo rimangia). Probabilmente a Reggio, in buona fede, non conoscevano le dinamiche messinesi. Era bene che tu fossi informato». Palamara risponde secco: «Conti ha fatto un doppio errore diplomatico: sia Upc sia Area Reggio».

Passa qualche giorno e Palamara scrive a Scaminaci: «Purtroppo in previsione di Patti e Messina ho dovuto cedere sulla Romeo». Il 18 aprile è la notte prima del voto. Palamara scrive: «Domani si vota incrociamo le dita: poi ci togliamo qualche sassolino dalla scarpa». «Cavallo unanime Patti, Di Giorgio unanime Messina», comunica Palamara appena terminato il voto in Commissione: la missione compiuta. «Ci terrei lo comunicassi tu a chi in questi giorni si è molto lamentato», aggiunge soddisfatto il signore delle nomine che i colleghi adesso dicono di non conoscere.