Per una persona che aveva ammesso senza particolari problemi che “l’ultima cosa che ho riletto per svago è Il Castello di Kafka, tre anni fa”, quale miglior posto nel nuovo governo Draghi se non quello di sottosegretario nel ministero dell’Università? 

Nel toto-nomi che si fa da giorni per i posti da sottosegretario, una questione politica che il presidente del Consiglio dovrà risolvere entro pochi giorni, circola anche quello di Lucia Borgonzoni, ex candidata leghista e del centrodestra alle scorse elezioni regionali in Emilia Romagna nel tentativo (fallito) di conquistare la storica “Regione rossa”.

E dire che la Borgonzoni con la cultura ha avuto a che fare: la senatrice del Carroccio era stata sottosegretaria alla Cultura già in occasione del primo governo Conte, quello giallo-verde con Lega e Movimento 5 Stelle, e proprio in quell’occasione ammise le sue mancanze sui libri durante una intervista radio a ‘Un giorno da pecora’.

Ma l’elenco delle gaffe della Borgonzoni non si fermano qui. Da candidata leghista contro Stefano Bonaccini in Emilia Romagna disse infatti che la Regione confinava col Trentino, poi propose di tenere gli ospedale regionali “aperti di notte, di sabato e di domenica, come in Veneto”, cosa che ovviamente era già ampiamente funzionante.

Una campagna elettorale in cui la senatrice leghista puntò molte delle sue fiches anche sulla strumentalizzazione politica della vicenda di Bibbiano, tanto da costringere di fatto il suo leader Matteo Salvini a “commissariare” la sua campagna, affiancandola costantemente.

Secondo un retroscena del Corriere della Sera, la Lega punterebbe proprio sull’ex candidata alla presidenza dell’Emilia Romagna tra i nomi da proporre a Mario Draghi. Il Carroccio potrebbe spuntare tra le otto e le nove caselle: i preferiti di Salvini sarebbero Stefano Candiani (Interno), Massimo Bitonci (Economia), Lucia Borgonzoni (Cultura), Edoardo Rixi (Infrastrutture), Vanna Gavia (Transizione ecologica), Gian Marco Centinaio (Salute o Sport), Andrea Giaccone o Claudio Durigon (Lavoro),

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia