La polemica
Macklemore inneggia alla “Palestina libera” e il proprietario dello stadio gli chiude le porte. Salta il concerto con Ed Sheeran
Dal mondo del cinema a quello della musica: dalla proiezione di Gaza alla Biennale del Cinema di Venezia al tour di Ed Sheeran nel nord degli Stati Uniti, il passo è breve, soprattutto quando si demonizza Israele. Protagonista della vicenda è la popstar britannica, dopo l’esclusione dell’ospite d’onore Macklemore dal suo tour Loop. Il 5 settembre, durante il primo concerto al MetLife Stadium nel New Jersey, il rapper statunitense aveva inneggiato alla «Palestina libera», ricordando le sofferenze della popolazione palestinese, da Gaza alla «Cisgiordania occupata».
A giocare un ruolo cruciale nell’allontanamento del rapper è stato Robert Kraft, miliardario ebreo e filo-israeliano, proprietario del Gillette Stadium, dove il rapper insieme ad Ed Sheeran si sarebbe dovuto esibire il 25 e 26 settembre. Proprio Kraft ha dichiarato alla Jewish Telegraphic Agency che, sulla base delle sue recenti azioni e di una storia di retorica antisemita offensiva per la comunità ebraica, la partecipazione di Macklemore avrebbe superato il limite oltre il quale il loro stadio non offre una piattaforma all’odio. Tra le infinite polemiche suscitate dal mondo pro-Pal, attraverso un lungo post sui social, Sheeran si è difeso per la prima volta, sottolineando come, nonostante la stima nei confronti di Macklemore, la decisione sia stata presa dal suo promoter. Il cantante si è poi detto sconvolto dal conflitto tra Israele e Palestina, definendolo «una sofferenza per entrambe le parti e una tragedia umana», precisando tuttavia di scegliere di usare la propria fama non per fare politica, ma per essere «un luogo di sicurezza e diplomazia, per giungere alla pace», evidenziando come il suo pubblico includa giovani e bambini di ogni ambiente.
Ma le sue parole non hanno placato la tempesta, che anzi si è trasformata in un uragano. Da una parte, l’intervento di Macklemore ha suscitato lo sdegno di fan e cantanti di origine ebraica nei giorni successivi al suo comizio antisraeliano. Tra questi la cantante Pink, che ha ricordato al rapper — sempre in un post sui social — che Hamas è un’organizzazione terroristica e che i palestinesi meritano un futuro migliore. Dall’altra, sono innumerevoli le reazioni che mirano a boicottare la tournée. Tra queste ultime ci sono gli stessi artisti coinvolti nel tour di Ed Sheeran: l’irlandese Aaron Rowe sa bene «cosa significhino genocidio e occupazione», e ha concluso il suo messaggio con il grido «Palestina Libera». A seguirlo anche Lucas Graham — autore delle famose canzoni 7 Years e Mama Said — e Finneas O’Connell, fratello di Billie Eilish, secondo cui «gli artisti non devono essere ridotti al silenzio quando si fanno portavoce degli oppressi».
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