“Sono il primo italiano a subire questo tipo di arresto”. Mario Adinolfi va in carcere e polemizza contro la decisione della gip di Roma che revoca la misura degli arresti domiciliari a cui era sottoposto dallo scorso luglio con l’accusa di truffa ed ed evasione fiscale disponendo la misura cautelare della custodia in carcere. La richiesta presentata dal pm, viene motivata dalla violazione del divieto di utilizzare – salvo che per i contatti con il difensore – “i dispositivi telefonici, informatici e telematici” pubblicando di fatto sulla newsletter marioadinolfi.substack.com ben 49 articoli a sua firma e, sul suo profilo Facebook, 23 post”.

Mario Adinolfi, dai domiciliari al carcere per aver postato troppo

Una violazione quotidiana, si legge nell’ordinanza pubblicata dallo stesso Adinolfi in un recente post su Facebook. Il giornalista era stato sottoposto agli arresti lo scorso luglio con l’accusa di truffa ed ed evasione fiscale. “Mi portano in carcere perché scrivo sui social”, aggiunge con nel suo ultimo commento l’ex parlamentare.

Redazione

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