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Medicina, verso un altro semestre filtro. Ma i candidati non conoscono il numero di posti disponibili
Le iscrizioni al semestre filtro si sono chiuse lunedì alle 18. Chi vuole provare ad accedere a Medicina, Odontoiatria o Veterinaria ha caricato la domanda su Universitaly entro il 3 agosto, versa il contributo di 250 euro entro il 6 e comincia le lezioni il 1° settembre. Il decreto ministeriale 941, firmato il 10 luglio, rimanda però a provvedimenti successivi il numero dei posti e la loro distribuzione tra gli atenei: al momento della scelta, i candidati non sanno per quanti posti stanno concorrendo.
A Padova, secondo le cifre circolate alla firma del decreto, i posti sarebbero 713. L’ateneo, che ha registrato attraverso la rettrice Daniela Mapelli e il prorettore alla didattica Marco Ferrante il ritardo nelle tempistiche ministeriali, arriva al secondo giro dopo un primo anno finito in emergenza: nel gennaio scorso, stando ai dati diffusi allora, dei 586 ammessi a Medicina 80 sarebbero entrati grazie all’allargamento delle maglie deciso dal Ministero, che ha ammesso in graduatoria anche chi non aveva superato due esami su tre tra biologia, chimica e fisica. Senza quella correzione i posti sarebbero rimasti scoperti.
Il decreto fissa anche un tetto che l’anno scorso non era così esplicito: al semestre filtro ci si può iscrivere tre volte in tutto, pure in anni non consecutivi. Oltre quel limite la strada verso Medicina nelle università statali si chiude. Per il 2026 il Ministero ha rivisto i sillabi delle tre materie, allineandoli ai programmi delle superiori, e spostato gli appelli: il primo il 10 dicembre, il secondo l’11 gennaio, entrambi circa un mese più tardi rispetto all’anno scorso. Correzioni ragionevoli, che però non toccano il meccanismo di fondo.
Il numero chiuso non è stato abolito. È stato spostato in avanti di sei mesi, dentro l’università anziché prima. Il risultato è che alcune migliaia di ragazzi passeranno il primo semestre a preparare tre esami che per la maggior parte di loro non porteranno a Medicina, con i crediti riconoscibili in corsi affini che quasi nessuno ha scelto. Padova e Verona, tra le sedi più selettive del primo anno di riforma, sono il posto giusto per misurare quanto costa la differenza tra un test e un semestre.
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