Chiede ad una ragazza di accendere una sigaretta perché il suo accendino non funziona e scatena la folle reazione di un giovane che decide di fargliela pagare esplodendo ben cinque colpi d’arma da fuoco ad altezza uomo, uno colpisce la vittima designata all’inguine, un altro proiettile invece colpisce il piede di un altro ragazzo estraneo alla folle vicenda. E’ quanto ricostruito dalla procura di Torre Annunziata, guidata da Nunzio Fragliasso, dopo l’episodio di sangue avvenuto lo scorso weekend, nella notte tra il 12 e il 13 settembre (sabato e domenica) in via Marconi a Torre del Greco, comune in provincia di Napoli.

Nel giro di pochi giorni, procura e carabinieri sono risaliti al giovane pistolero, un 21enne del posto che nel corso dell’interrogatorio ha ammesso di aver esploso diversi colpi d’arma da fuoco, negando tuttavia l’intenzione di voler uccidere qualcuno. E’ stato sottoposto a fermo di iniziato di delitto perché gravemente indiziato dei reati di tentato omicidio e porto di arma clandestina, perché con matricola abrasa, e ricettazione della stessa. Fermo poi convalidato dal Gip del Tribunale di Torre Annunziata.

I fatti sono avvenuti nei pressi di un locale pubblico assai frequentato nella cittadina torrese e nell’immediatezza dei fatti era emerso solo il ferimento al piede di un giovane estraneo alla vicenda. Dopo poco però i carabinieri della locale Compagnia riescono a rintracciare il reale obiettivo dell’agguato, anche grazie alle testimonianze raccolte e alla visione delle immagini delle telecamere presenti sul posto.

Quest’ultimo inizialmente si è mostrato restio a collaborare nonostante una ferita all’inguine, probabilmente per la paura di subire ulteriori ritorsioni. Solo dopo essere stato sottoposto a ispezione personale, a causa delle precarie condizioni di salute cristallizzate da pallore e vomito, è emerso il ferimento: il giovane presentava infatti un foro di entrata e un foro di uscita da proiettile all’altezza dell’inguine destro.

Grazie alle telecamere presenti nei pressi del locale è stata ricostruita la dinamica. Tutto nasce dalla richiesta fatta dalla vittima ad una ragazza (“Mi fai accendere la sigaretta, il mio accendino non funziona”) che scatena la folle reazione di un gruppo di giovani, probabilmente amici della ragazza, che si scagliano, insieme al pistolare indagato, contro il coetaneo “colpevole” di aver importunato la loro amica (o familiare).

Durante la perquisizione in casa del 21enne, i carabinieri hanno trovato la pistola (con matricola abrasa) utilizzata quella sera oltre agli indumenti indossati. Le indagini proseguono e mirano a rintracciare il gruppo che insieme al 21enne si è reso protagonista dell’aggressione ai danni del giovane malcapitato, reo di aver osato chiedere l’accendino ad una donna. Un gesto che ha scatenato anche la folle reazione del pistolare che, nonostante i cinque colpi da fuoco esplosi ad altezza uomo, è riuscito, per fortuna di tutti, a non ammazzare nessuno.

 

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Giornalista professionista, nato a Napoli il 28 luglio 1987, ho iniziato a scrivere di sport prima di passare, dal 2015, a occuparmi principalmente di cronaca. Laureato in Scienze della Comunicazione al Suor Orsola Benincasa, ho frequentato la scuola di giornalismo e, nel frattempo, collaborato con diverse testate. Dopo le esperienze a Sky Sport e Mediaset, sono passato a Retenews24 e poi a VocediNapoli.it. Dall'ottobre del 2019 collaboro con la redazione del Riformista.