La vicenda
Mi togli il fascicolo e io ti chiedo il risarcimento, la storia poco conosciuta del pm che si ribellò al procuratore aggiunto ‘sporcato’ dal caso Amara
Può un magistrato chiedere un risarcimento al collega perché un fascicolo gli è stato tolto per essere affidato ad un altro? La domanda riporta alla luce una vicenda poco conosciuta e che coinvolge Marco Bisogni, allora pm di Siracusa ed oggi componente del Consiglio Superiore della Magistratura. Il tribunale di Messina, con una ordinanza del mese scorso, ha dichiarato inammissibile la sua richiesta danni.
La storia nasce nel 2012 alla Procura di Siracusa. Al centro c’è un procedimento che riguarda Piero Amara, ex avvocato esterno dell’Eni, famoso per aver raccontato l’esistenza della loggia Ungheria, un sodalizio paramassonico composto da magistrati, esponenti delle Forze dell’ordine e professionisti, con lo scopo di pilotare i processi e le nomine delle toghe, poi però rivelatosi un tarocco. Secondo Amara, Giuseppe Toscano, allora procuratore aggiunto di Siracusa, aveva fatto “pressione” affinché il fascicolo non rimanesse nelle mani del solo Bisogni, ma venisse co-assegnato ad un altro magistrato. Decisione poi effettivamente adottata dal procuratore capo dell’epoca.
Sulla base delle dichiarazioni di Amara, Toscano venne quindi processato per abuso d’ufficio. In primo grado arrivò una condanna. In Appello il reato fu dichiarato prescritto e, successivamente, con la sua abrogazione, Toscano, che aveva sempre dichiarato di aver operato correttamente, venne prosciolto. La vicenda però andò avanti.
Bisogni, sostenendo di avere subito un “danno” personale e professionale per quella co-assegnazione, essendo stato privato della piena autonomia nella gestione dell’indagine, ha promosso una causa civile contro Toscano, chiedendogli un maxi risarcimento di ben 100mila euro. La domanda risarcitoria si fondava sull’idea che la perdita della gestione esclusiva di un fascicolo possa costituire un danno risarcibile. Il Tribunale di Messina, a distanza di quattro anni, ha dichiarato la domanda inammissibile, ritenendo che la controversia debba rientrare nella disciplina della responsabilità civile dei magistrati.
Secondo la difesa di Toscano, del resto, la normativa vigente all’epoca dei fatti già escludeva la possibilità di agire direttamente contro un magistrato in casi come questo, prevedendo eventualmente una diversa responsabilità dello Stato. Toscano, va ricordato, era finito più volte nel mirino di Amara che lo aveva anche accusato di corruzione in due diversi procedimenti, entrambi archiviati. L’ex procuratore aggiunto siciliano aveva poi presentato un esposto per calunnia nei confronti di Amara, di cui si sono perse le tracce.
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